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Post N° 57
Post n°57 pubblicato il 11 Novembre 2006 da lightfantasy
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve Queste parole, di Fabrizio De Andrè, sembrano scritte per me, per il mio modo di vedere la Fotografia, ...la Vita. Ricordo perfettamente il momento che decisi che la fotografia sarebbe stato lo strumento per esprimere le mie emozioni. Era il 5 settembre 1982 e mi trovavo sul treno che da Roma mi portava a Trapani per il servizio di leva. L'umore non era al massimo ma mi incuriosiva molto affrontare un viaggio così lungo. Familiari e amici per gli abbracci e baci di rito e un filo d'amarezza per non aver potuto salutare la mia ragazza, il treno sul quale viaggiava, di ritorno dal suo ritiro spirituale, portava pochi minuti di ritardo ma io non potevo proprio aspettare. Inizia così il mio primo viaggio. Venticinque ore senza chiudere occhio, condividendo gli spazi ridotti e i finestrini. Belli i finestrini dei treni, fotogrammi affacciati sul mondo, fotocamere per un istante. Per un momento aperti su un parco di periferia, sullo sfondo le luci della città sfuocate dalla nebbia fanno da contorno ad una panchina illuminata dal cono di luce di un lampione, il buio avvolge tutto il resto mettendo in risalto la scena. Due ragazzi su quella panchina si baciano, soli, avvolti dal silenzio di quel mondo o momento magico che tiene fuori tutti ...tutti tranne me. Non saprò mai chi fossero e loro non sapranno mai di me e di quanto gli sono grato per aver scelto proprio quel momento per la loro tenerezza. Una gratitudine che oggi estendo alla mia blog-amica angi per i suoi magistrali racconti di viaggio che mi hanno fatto rivivere alcune antiche emozioni e mi hanno invogliato a provare descrivere i miei piccoli pellegrinaggi intorno al mondo della fotografia ...sperando di non annoiare nessuno.
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