Creato da deontologiaetica il 23/02/2007

DIO E GLI UOMINI

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Post n°38 pubblicato il 28 Maggio 2007 da deontologiaetica
 

Don Ciotti: «Le lucciole? Una mafia da combattere»immagine
La forza, la determinazione, la grinta, la fermezza e il coraggio li avverti nelle parole; li osservi nei gesti; ti penetrano dagli sguardi. Don Luigi Ciotti parla e coinvolge: frasi dirette, accompagnate da una gestualità trascinante. Parla di mafie e libertà; di droga e prostituzione; di legge e giustizia; di esempi e di eroi: quelli che contro la mafia, si chiamassero Paolo Borsellino o Giovanni Falcone, o semplicemente Vito, Rocco, Antonio, ovvero gli agenti della scorta caduti a Capaci assieme al magistrato e a sua moglie; hanno lottato, fino in fondo, fino all'estremo sacrificio. Don Luigi Ciotti ieri è arrivato a Padova, per parlare di legalità e di esempi positivi, come la sua associazione "Libera", ai giovani della parrocchia dello Spirito Santo. È venuto a Padova dove le ultime settimane sono state monopolizzate dal problema-prostituzione; da un'ordinanza che ha fatto discutere e riempito le cronache .

«Certo, anche la prostituzione - ha detto don Ciotti - quando rende schiave, quando schiaccia la libertà è una mafia. Ma come tutte le forme di mafia va combattuta con la prevenzione, con la corretta informazione, con delle politiche sociali di sostegno, aiuto e recupero forti, ben strutturate. Se il 70 per cento degli uomini che vanno con una prostituta risulta essere sposato, allora mi devo chiedere qual è l'effettivo problema, e dopo domandare l'intervento delle istituzioni. Perché la prima sicurezza è dare risposte sociali ed educative».

Poi il fondatore dell'associazione "Libera" ha parlato di una mafia che esiste ancora, che agisce sotto traccia, che si infiltra nelle grandi aziende, che specula in borsa, che mantiene legami e strette relazioni con alcuni segmenti della politica.

E ha lanciato l'idea che anche Padova possa ospitare una bottega de "I sapori della legalità", gli alimenti prodotti nelle terre confiscate ai mafiosi e gestiti dalle cooperative sociali che fanno riferimento a "Libera". Progetto colto al volo dall'assessore alle politiche giovanili Claudio Piron: «Il negozio potrebbe nascere sotto il Salone, ed essere accompagnato da una serie di scambi culturali tra i nostri giovani e quelli calabresi, siciliani o campani».

 
 
 
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