Nel testamento c’è tutto il carattere di Oriana Fallaci. Un terzo caratteraccio, un terzo toscanità, un terzo testardaggine: aveva litigato con la sorella, era da tempo che non si parlavano. Era una donna umorale e ha deciso di lasciare tutto a Edoardo. Secondo la legge americana ci vorranno due anni per capire a chi va cosa. Ma Edoardo Perazzi, erede dei diritti librari, già all’inizio dell’anno aveva annunciato che avrebbe pubblicato postumo il libro su origini e storia dei suoi avi. «Oriana Fallaci ha lasciato disposizioni chiarissime su molte cose e anche sul romanzo che voleva fosse assolutamente pubblicato» ha dichiarato.
Edoardo afferma di essere in possesso dell’ultima versione, definitiva e compiuta del testo. Negli ultimi mesi della sua malattia, la zia avrebbe scelto anche il titolo - che per ora rimane segreto - e spiegato al nipote la copertina e i caratteri tipografici da usare. «Mia zia Oriana aveva anche espresso il desiderio che il libro fosse pubblicato così come si trova: non ci sarà alcun lavoro di editing, salvo togliere eventuali refusi. Sarà pubblicato così perché per Oriana era compiuto».
Paola annuncia battaglia e non usa giri di parole. Il caratterino è una specialità di famiglia: «Non ne faccio questione di soldi. E non mi vengano a rompere i coglioni, sennò mi ricordo di essere una Fallaci. Non esiste un’edizione ultima di quel libro come dice Edoardo. Ci sono due copie: una l’aveva Oriana e una io. E lei non voleva che fosse pubblicato. Ho delle lettere di Oriana dove scrive: “Piuttosto che vederlo pubblicato lo brucio”. E infatti in tutti questi anni vari editori le avevano chiesto di mandarlo in stampa e lei si era sempre rifiutata perché il libro è incompiuto. Rizzoli metterà all’opera i suoi potenti avvocati, ma io ho le lettere di Oriana. Al momento opportuno le tiro fuori. E sa come scriveva quando si arrabbiava. E lei era molto, molto, molto molto (quatto volte, contate, ndr) arrabbiata con la Rizzoli».
Per quanto si sa, la saga familiare parte da fine Seicento ed è ferma a metà Ottocento. Manca tutto il Novecento. Manca lo zio Bruno Fallaci, caporedattore della pagina culturale della Nazioneche durante la prima guerra aveva scritto diari dal fronte. E poi il padre Edoardo, antifascista che iniziò Oriana alla lotta partigiana e che fu catturato e torturato dai nazisti. Si racconta dei Fallaci, «livellari» del Granduca di Toscana, che cioè avevano ricevuto terre da coltivare ma non erano contadini. Soprattutto un personaggio aveva affascinato Oriana. Una certa Caterina, vissuta nel Settecento. «La prima delle cattivissime Fallaci - dice Paola -. Ma io posso essere anche più cattiva di Oriana e Caterina».
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