Tariffe fino a 30 mila euro per superare la prova d'ingresso a Medicina e Odontoiatria: succede in molti o forse in tutti gli ATENEI . I candidati pagano per ascoltare negli auricolari le soluzioni dei quiz al momento della prova, fornite da un gruppo di ascolto esterno.
Gli studenti paganti si presentavano al test accompagnati da falsi candidati che dovevano aiutarli a rispondere alle domande, erano vestiti tutti allo stesso modo per riconoscersi tra loro ed erano forniti di un cellulare nascosto con auricolare per ricevere dall'esterno le soluzioni.
Dopo un anno di indagini, i militari della guardia di finanza il 4 e il 5 settembre scorso hanno filmato e intercettato tutta l'attività del gruppo dando luogo a perquisizioni e sequestri nei confronti di sette persone indagate.
Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Bari e dalla guardia di finanza, in caso di ammissione, poi, il candidato doveva versare una quota che poteva essere fino a quattro volte quella iniziale. Il giorno dell'esame, i candidati dovevano essere vestiti con camicia bianca e pantaloni neri per essere riconoscibili. Arrivavano corredati di due telefonini, uno lo consegnavano all'ingresso, l'altro era nascosto anche nella biancheria intima e serviva a ricevere i dati grazie alla tecnologia bluetooth e a un auricolare. Quando veniva distribuito il test, c'era chi, tra i falsi candidati, si occupava di fare arrivare le domande all'esterno dove i «gruppi di ascolto», come li ha definiti il procuratore Emilio Marzano, inviavano le risposte.
Gli iscritti sul registo degli indagati al momento sono sette: Maurizio Procaccini, direttore dell'Istituto di Scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell'Università politecnica delle Marche; Giuseppe ginecologo e consigliere comunale di An a Bari, che aveva un figlio che partecipava ai test; Marcantonio Pollice, il figlio Giulio la moglie Paola Favaretto, titolari della società di Polignano a Mare (Bari) che preparava gli studenti ai test; l'esperto di informatica Francesco Avellis, ed Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test.
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il 13/11/2010 alle 17:26
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