Creato da archetypon il 03/08/2005

Ombre di Luce

Davanti a me fluttua un'immagine, uomo o ombra, più ombra che uomo, più immagine che ombra. (W.B. Yeats)

 

dimentica la felicità

Post n°1557 pubblicato il 08 Giugno 2015 da archetypon
 

dimenticare la felicità
Carissima,

afferma un vecchio saggio - e non è l'essere vecchio che dà saggezza - che la felicità andrebbe dimenticata il giorno dopo averla conosciuta. Certo, una sana operazione di igiene mentale.

Essa è effimera e la sua ricerca vana poiché non la troviamo, ci trova e non è detto che ci troverà molte volte. Tutt'altro. Segue poi che l'anima umana si lascia impressionare, come pellicola fotografica, dalla luce che la coglie nella sua camera oscura, e la foto della felicità ce la portiamo nel taschino per estrarla nel momento dei sospiri, e i sospiri di un'anima non sono il respiro dell'anima. Così, dimentica la felicità il giorno dopo averla conosciuta.

Eppure io, che vecchio oramai sono, mi chiedo perché dimentico la (perla di) saggezza e l'igiene della mia mente, e ancora di più, e non ho ancora compreso perché, dimentico di dimenticarti. Tuo,

AM

 
 
 

ruvide relazioni

Post n°1556 pubblicato il 05 Giugno 2015 da archetypon
 

terra ghiacciata
Le regole della psiche - presunzioni per le quali il soggetto può essere oggetto di altri soggetti - indicano che colui o colei che troviamo sgradevoli per alcuni aspetti caratteriali siano lo specchio di medesimi aspetti in noi. Da qui la buona regola che se appiani te stesso le ruvide relazioni saranno appianate. Buona nel quotidiano tran tran di amici, colleghi e conoscenze.

La presunzione appare meno buona con colui o colei con cui si condivide una vita. I maestri di psiche appianino pure le strette relazioni, come contadini che arano la terra, eppure non si dimentichino che nulla continua a crescere laddove la terra è ghiacciata.

 
 
 

spreco

Post n°1555 pubblicato il 03 Giugno 2015 da archetypon
 

amore sprecato


Affermò lo scrittore: «A chi chiederemo perdono per tutto l'amore sprecato?»

Rispose il vecchio, più vecchio dello scrittore: «Se si ama non c'è spreco, anche quando non si riesce a donarlo. Non amare, qualunque sia il tipo di amore, è il vero spreco di una vita.»

 

 
 
 

l'avveduto

Post n°1554 pubblicato il 29 Maggio 2015 da archetypon
 

Caravaggio - Boy with a Basket of Fruit (1593)


Se i benpensanti, i positivi, gli ottimisti  credono di rivestirsi solo di luce - che è sì dell'anima - e dichiararne l'unica proprietà, allora facciano pure i loro conti sbagliati dove l'intero è parziale, il giorno non ha notte, e la natura diventa mostruosa.

All'opposto, ma ancora nell'errore, chi poggia tutto sull'altro piatto della bilancia, e del male, delle ombre e del nascosto si fa profeta di una fine o di un fine dell'umanità.

Attendo l'avveduto che dipinga l'uomo nella luce che si esalta dalle ombre così che la prospettiva sia la totalità.

 

 

 
 
 

questa mia terra

Post n°1553 pubblicato il 26 Maggio 2015 da archetypon
 

questa mia terra
maggio 1726

... in questa mia terra, dentro di essa, trovai un tesoro. Lo ammirai, adorai, ma non sapevo come potesse essermi utile. Allora decisi di partire dalla mia terra così che potessi chiedere se altri avessero trovato un simile tesoro, e di esso cosa ne avessero fatto. Bussai a porte, frequentai locande, mi imbarcai su cento navi. Capii che di tesori ce ne erano tanti. Compresi che alcuni erano segreti, altri manifesti, e che trovarli non è facile, appropriarsene è difficile, ancora di più disfarsene. Parlai con mille persone e più parlavo con loro più capivo del mio tesoro. Del suo peso. Dell'ombra che si allungava nel mio cuore - poiché ogni luccichio nasconde le sue ombre. Come mi fu utile alla fine? Non in sé, non serviva. Fu utile solo alla fine, tornato su questa mia terra, quando seppi che per esso esplorai, fui costretto al cammino, alla comprensione ché nessuno conosce il suo tesoro se non viaggia nell'Altro...

 
 
 

strani giorni

Post n°1552 pubblicato il 19 Maggio 2015 da archetypon
 

Joseph Walsh, The Erosion I Low Table
Strani giorni in cui piccoli cedimenti si alternano a promesse. E ambedue erodono l'anima.
In cui piccole gioie si giustappongono a disperate evocazioni. E ambedue desertificano la pelle.
In cui messaggi nella bottiglia si preannunciano con trombe e proclami. E ambedue amareggiano il cuore.
Strani giorni in questo giro di giostra.

 
 
 

essere nell'essere

Post n°1551 pubblicato il 15 Maggio 2015 da archetypon

liberi vs prigionieri



353) Si può essere in uno spazio ristretto e sentirsi liberi, come in uno spazio sconfinato e sentirsi prigionieri.

 
 
 

chi ama veramente

Post n°1550 pubblicato il 08 Maggio 2015 da archetypon
 

chi ama veramente
Decisiva, per chi ama veramente, non è la bellezza dell'amato. Anche se fu quella ad attirarli dapprima l'un verso l'altro, essi torneranno continuamente a dimenticarla in nome di altre e maggiori meraviglie, anche se per ritrovarla continuamente, e fino alla fine, interiorizzata nella memoria. Diversamente la passione. Anche la più labile eclissi della bellezza la getta nella disperazione. Poiché solo per l'amore la bella è il bene più caro: per la passione sempre la più bella.

W. Benjamin. Angelus Novus - Le affinità elettive


[Carissima, sei invecchiata ma neanche per un attimo ho il dubbio. Il dubbio che sei, ciò che eri e che sarai, dentro di me. Unico irriducibile, nonostante abbia cercato altri irriducibili, con passione, disperata a volte. Ti ritroverò, ti riperderò. Sempre con la meraviglia e l'incapacità di parlartene. Anche se sospetto ricordi, e sai già, tutto.]

 

 
 
 

se non l'avesse trovata

Post n°1549 pubblicato il 05 Maggio 2015 da archetypon
 

ulisse senza penelope




Chiese il vecchio, a se stesso: «Se Ulisse, tornato a Itaca, non avesse trovato Penelope cosa credi avrebbe fatto?»

 

 
 
 

sogno la mia guerra

Post n°1548 pubblicato il 27 Aprile 2015 da archetypon
 

L’amore al tempo della guerra (au parc)
Carissima,

sei un sogno continuo, pressoché costante, come solo accade ai soldati traumatizzati dalla guerra che sognano le bombe, i morti, il patire, i compagni.

Nella guerra, quella vera, che fu da questa parte del mare - e che non dovremmo dimenticare poiché è così vicina alle nostre case, dall'altra parte del mare - gli uomini e le donne, così raccontano, scoprirono l'intensità della vita - lo capisci da come raccontano profondamente la loro verità  -  provarono quanto la condivisione della vita per uno scopo, e per quello scopo soffrirono e lottarono, restò impressa indelebile e unica nella loro anima.

Così ho avuto la mia guerra: un corpo a corpo dolce e poi efferato, ho diviso me stesso e un pezzo donato alla tua bocca. Colpito a morte, e forse mai guarito, ora sogno la guerra, e tu che mi uccidi e mi rianimi infinite volte in un sogno continuo. Tuo soldato,

AM

 

 
 
 

la materia delle stelle

Post n°1547 pubblicato il 23 Aprile 2015 da archetypon
 

Chagall
Prima che voi prendiate corpo in questa stella,
vi invento il sogno dalle stelle eterne.

George (casa natale di Beethoven)


[Si, ora credo sia stato un sogno. E mai dirò solo un sogno. Avere il tuo sogno nel mio è stato il sogno più bello. L'unico che mi ha rilevato l'irriducibile. Sogno che mi ha sussurrato di che materia sono fatte le stelle, quelle eterne. Così noi tra loro, sogno tra i sogni. Ora dovrò renderti stella, immutabile, e il sogno, che è stato, il cuore nascosto della stella.]

 
 
 

quiete

Post n°1546 pubblicato il 20 Aprile 2015 da archetypon
 

carezza
Né il piacere né il giusto demone. Né l'equilibrio di un funambolo o la nota mattutina dell'usignolo. Né il sangue versato dal figlio di Dio né le nostre lacrime per i nostri peccati. Né la vita e la morte e il vento che si porta via tutto.

Solo una mano che accarezza acquieta l'universo.

 
 
 

l'uomo e il suo mare

Post n°1545 pubblicato il 10 Aprile 2015 da archetypon
 

Uomo che guarda il mare - Domenico Parisi
aprile 1952


... mi scivola. Non riesco a trattenerla, ancor meno a tirarla verso di me. So cosa è attaccata al filo della mia lenza, filo che il tempo ha usurato. È esperta la mia mano. Ma ora ha angoscia. Non riesce a riavvolgere la sua lenza, la mia mano che ora guardo come se fosse la mano di un altro. Pesante, mai avuto all'amo niente di più pesante, e mai come ora dovrei avere la mano salda e il filo giusto. Nulla di tutto questo, e nessuno intorno a me. Un uomo e il solo mare. Strappa ancora, mi ferisce. Non riesco a riavvolgerla. Che mi tiri giù, maledetta vita...

 
 
 

il libro della pioggia

Post n°1544 pubblicato il 02 Aprile 2015 da archetypon
 

lbro pioggia


Il vecchio aprì il libro e lesse: «Quando la nuvola è pronta la pioggia arriva.»

Perplesso chiese l'uomo: «Comprendo il vaticino. Così la domanda è: allora perché vivo ancora nel deserto? Dove è la mia pioggia?»

Aggiunse la donna, scettica per il dolore: «E poi la pioggia è effimera... »

E il vecchio: «La pioggia è acqua. L'acqua, vita. La vita anche amore. La vita muore, l'amore finisce. Ma tutto sarà, pioggia, acqua, vita, amore soltanto quando la nuvola è pronta. Pronta nel profondo di sé.»

 
 
 

irripetibile

Post n°1543 pubblicato il 30 Marzo 2015 da archetypon
 

irripetibile
352) Accadono gli irrepetibili. Combinazioni uniche, che puoi esprimere in gioia, certo anche felicità. Ogni cosa è giusta, si incastra. Per gli altri è sforzo, per te è naturale. Sei nel flusso. Anzi sei il flusso di materia ed energia del mondo, che non è più il tuo ma tu in lui. Sei completo, perfetto e imperfetto, e la conoscenza delle imperfezioni la tua perfezione. Ma gli irripetibili momenti sono momenti, è un attimo, e tutto scompare.

 
 
 

dove finisce il cuore

Post n°1542 pubblicato il 27 Marzo 2015 da archetypon
 

deserto
aprile 1769

... la guardo lì ferma. La sua tenda si agita ma è lì seduta ferma. Non so se riesce a vedermi. Penso che niente è peggio che restare sul limitare del deserto, dal lato deserto, ovvio. Il torrido del giorno e il gelo della notte e alcuni passi più in là, qui, il giusto, che è un giusto caldo e un giusto freddo. Che anima è quella sul limitare, impaurita o curiosa, codarda o fedele? C'è un fascino del deserto che quell'anima, impaurita o curiosa, codarda o fedele, assapora.  Assaporerebbe bene anche il lato giusto, lo so. Eppure è al limitare. Tramonto di un vecchio giorno. Alba di un nuovo giorno. Agito un braccio, si ora mi guarda. Credo di intravederne gli occhi. Il riverbero del suolo confonde il mio sguardo e mi trafigge il cuore. Iddio mi aiuti. Ero io...

 
 
 

fughe

Post n°1541 pubblicato il 19 Marzo 2015 da archetypon
 

fuggire
Sei scappata / Su un treno mi allontano da quotidiani discorsi / e ora non puoi permetterti di prendermi in giro / e rifiuto una telefonata / ché ne hai perduto il diritto rifiutando il mio dolore / mentre il rumore in ferro va verso casa / che era poi il cuore sanguinante per colei che non volevo scappasse / e potrei proseguire oltre la stazione / che volevo si mi prendesse in giro / se i discorsi non richiamassero al falsificato dovere per un bugiardo ritorno / così fuggirò da te che sei scappata / poiché ho vissuto e ho perduto.

 
 
 

il bugiardo

Post n°1540 pubblicato il 16 Marzo 2015 da archetypon
 

uomo bugiardo
marzo 2010

... e mentì. Nell'alzarsi nel nuovo giorno mentì di poter finalmente mettere tutto alla luce del sole. Mentì che la colazione era giusta e la casa infondesse calore. Mentì che il viaggio verso il lavoro fosse né corto né lungo, da quasi trenta anni. La menzogna traballò solo quando sedette alla scrivania. Seduzione del potere così che obliterò l'assenza di senso di quel lavoro. Mentì al ritorno, soprattutto al ritorno. Mentì alle anime che credevano ci fosse in lui un po' di saggezza. E la sera, appena quando il peso dell'anima bugiarda addormenta il soma, ripeté le sue ultime menzogne...

 
 
 

quello che resta

Post n°1539 pubblicato il 10 Marzo 2015 da archetypon
 
Tag: Poesie

quello che resta


Traccio il mio segno bianco,
sull'ardesia.
Graffio e silenzio, e il bianco è ghiaccio.

Sposto dall'immobile la tua sedia,
sul piano del tempo.
Stridore e dolore, e il tempo è polvere.

Sfoglio la carta che toccammo,
trasformo amare pagine in rumore.

Ghiaccio, polvere e rumore sono il resto di un amore.

 
 
 

linfa di follia

Post n°1538 pubblicato il 05 Marzo 2015 da archetypon
 

mad love
Non deve essere abbandonato nella sua follia.
da una conversazione in treno


[Ci sono folli e folli. Alcuni, più di altri, non vanno lasciati soli. Sono i folli che quando in solitudine rivedono il tempo della loro migliore follia, risentono i gesti del desiderio, rievocazioni di una mania il cui patire è morire, una piccola quotidiana morte. E ogni interstizio che li si lascia percorrere, questi folli, li riempiono con plasma dolce e siero salino, combinazione di linfa mortale poiché la tristezza è più mortale dell'ossessione. Non lasciateli soli, accoglieteli, occupateli con le parole, i folli dell'amore.]

 

 
 
 

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A MEMORIA

Si può mancare non solo la propria felicità, ma anche la propria colpa decisiva senza la quale un uomo non raggiunge mai la propria totalità.

- C.G. Jung
 -


Quando uno ha avuto una volta la fortuna di amare intensamente, passa la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.

- A. Camus -



Il serpente aveva appena guardato quella venerabile immagine quando il re prese a parlare e domandò: «Da dove vieni?». «Dai crepacci in cui abita l'oro» rispose il serpente. «Che cosa è più stupendo dell'oro?» domandò il re. «La luce» rispose il serpente. «Che cosa è più vivificante della luce?» domandò il primo. «Il dialogo» rispose il secondo.

- Goethe -


Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore non sbaglia mai.
- Popol Vuh -

 

Chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto.

- C.G. Jung -

 

Nel coltivare se stessi non esiste la parola "fine". Chi si ritiene completo, in realtà, ha voltato le spalle alla Via.

- Yamamoto Tsunetomo -


La vita, per compiersi, ha bisogno non della perfezione ma della completezza. Di questa fa parte "la spina nella carne", la tolleranza all'imperfezione, senza la quale non c'è né progresso né ascesa.

- C. G. Jung -


Un uomo che dubiti del suo proprio amore può, o meglio deve dubitare di qualsiasi altra cosa meno importante.

- S. Freud -

 

Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un'estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che ha vissuto immensamente. E che nella stessa misura non ha vissuto.

- V. Vosganian -


Tutto ciò che teniamo dentro di noi senza viverlo cresce contro di noi.

- M.L. von Franz -


E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

- Julio Cortàzar -

 

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