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RICORDANDO, SENZA TROPPO DOLORE
Amo tutto ciò che è stato
-Fernando Pessoa
Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.
Pablo Neruda
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Triathlon
Post n°28 pubblicato il 01 Novembre 2005 da miryamY
Non è bello avere il bruciore di distomaco, la testa che sembra una mongolfiera e gli occhi ancora tutti neri di trucco, e aver passato una serata a dire CHE PALLE! Mia madre è dell'opinione che me la tiro, io ho preso la decisione più saggia che abbia mai preso in 27 anni di permanenza sulla terra: NON ESCO PIU'. Non esco più con Lapo e friends, non esco più con mio cugino, non esco più con quelli che mi propongono di andare in certi posti. Non esco più e nessuno di loro sentirà la mia assenza, sopratutto Lapo, che dice di non capire perchè studio cose così "POCO PRATICHE PER L A VITA". Certo è dura per lui capire, lui che ha passato la sua pubertà ad impostare pose, sorriso e sguardo, a prepararsi quelle battute di cattivo gusto sui CAPELLI o sullo SGUARDO. Lui pensa di essere fighissimo e io non posso fare a meno di prenderlo per il culo, è l'unico diversivo di certe serate ed è divertente come poche altre cose! Poi ho pure beccato la povera vittima della serata e mi dispiace! Io non avrei mai pensato di creare così scompiglio in una sola sera! Una povera personcina indifesa, appena mollato dalla fidanzata, pacioccone e timido, capirai! Ci sono andata a nozze in una serata come quella! Sono stata lì a raccontargli la mia vita per due ore, abbiamo bevuto, mi ha presentato i suoi amici. Niente prede per passare un'oretta di sessoSENZAamore(!!!), ma tutti simpaticissimi. Lapo ha detto che sono una maleducata, perchè sono sparita per due ore (naturalmente non in faccia a me, ma all'orecchio del sardo amico suo!) e avrà anche pensato "La prossima volta col CAVOLO (no cazzo) che ti porto nella mia LAPO-MOBILE!" (da leggere in inglese, perchè ora sta facendo il corso, visto che nel guidare una ruspa l'inglese è sempre utile, magari qualche masso poliglotta, non si sa mai!). Insomma il lato positivo, volendo, lo posso anche trovare, ma vale la pena? No. Ne sono straconvinta, non vale nè i soldi, nè il tempo, nè il mal di stomaco del day-after. Me la tiro, sono una snob, mi sento meglio di loro, si si si si si! Canzone del giorno: "Triathlon" So che un braccio dopo l’altro Scivolerò sui tuoi rimpianti Tengo al minimo il battito, La ruota davanti m’implora di non insistere con la pressione. Aumento la distanza, il vantaggio su di te Tengo al minimo il battito, I piedi toccano terra, comincerà la resurrezione. Tengo al minimo il battito, Cristina donà |
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il giorno dentro l'onda
sull'orlo della sera
temo sparirmi anch'io nell'ombra
la notte che viene è un'orchestra
di lucciole e ginestra
tra echi di brindisi e fuochi
vedovo di te
sempre solo sempre a parte abbandonato
quanto più mi allontano lei ritorna
nella pena di una morna
e sull'amore che sento soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro
nascosto nel buio e nel mar
grido non più
immaginare ancor
tanto qui c'è soltanto vento
e parole di allora
il vento della sera sarà
che bagna e poi s'asciuga
e labbra che ricordano e voce
e carne che si scuote sarà
sarà l'assenza che m'innamora
come m'innamorò
tristezza che non viene da sola
e non viene da ora
ma si nutre e si copre dei giorni
passati in malaora
quando è sprecata la vita
una volta
è sprecata in ogni dove
e sull'amore che sento soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro
nascosto nel buio e nel mar
grido non più
immaginare ancor
quel che tanto è soltanto
vento e rimpianto di allora
il vento della sera sarà
che bagna e poi s'asciuga
e ancora musica e sorriso sarà
e cuore che non tace
la schiuma dei miei giorni sarà
che si gonfia e poi si spuma
sarà l'anima che torna
nella festa di una morna






















Inviato da: ginkobae
il 11/05/2009 alle 19:13
Inviato da: lorteyuw
il 24/03/2009 alle 10:30
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Inviato da: scrivisulmioblog
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Inviato da: miryamY
il 10/04/2008 alle 13:34