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l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Di harem ed hammam

Post n°575 pubblicato il 09 Agosto 2018 da fedechiara

Ieri accadeva 09 agosto 2016

 

Di harem ed hammam

Tecnicamente non fa una piega. Se lo stato italiano riconosce la diversità di genere e tutela i diritti civili di ogni persona a dare e ricevere amore e a sposarsi, deve riconoscere anche il diritto dei musulmani ad avere più mogli – com'è nella loro tradizione. Ed è curioso il distinguo del nostro Luigi Manconi, storico buonista d'assalto, che si arrampica sugli specchi per dire che no, su questo punto non si transige, la poligamia è altra cosa ed è in qualche modo paragonabile all'infibulazione, perciò no, mettetevela via. 
L'uomo ragno non avrebbe saputo fare e dire meglio sulla lucida superficie di tanto specchio.

Che se uno vuol farsi il suo privato harem - emulo dei sultani d'antan – ma nell'hammam di un tre stanze e un solo bagno non finestrato nella periferia di Milano sono fatti suoi e lo stato italiano avrà solo l'obbligo di far sapere a quel tale che la pensione di reversibilità andrà divisa equamente per il numero delle mogli in servizio effettivo e continuato – non si pensi, il furbastro, di chiederla piena per ognuna delle mogli assunte nell'harem.

E, per la verità, la questione posta dal presidente dell'Ucoi sembra più una provocazione ben assestata nel giorno in cui si recitano i primi 'si, lo voglio' dei nostri 'diversamente sposi' e apre scenari apocalittici (e non integrati) sul futuro delle convivenze civili - che ben poco hanno di civile nel leggere delle migliaia di 'radicalizzati sul web' in sonno e pronti ad ammazzamenti dei più vari e diversi ma tutti nel segno di 'allah u akbar'. Che se viaggi in un treno strapieno e sei molto stanco basterà pronunciare la formula magica del terzo millennio anche con tono normale e scateni un fuggi fuggi generale e l'intero scompartimento sarà a tua disposizione. Forse ci capiterà di vedere una tal scena in una gag comica prossima ventura di sapore agro e che ci farà masticare amaro.

E, francamente, in tanta cronaca di un mondo rotto e pieno di ammazzamenti di noi fragili e indifesi 'crociati', con le asce e i coltelli ficcati nelle tasche dei depressi e suonati di seconda e terza generazione di immigrati come i pettini dei nostri nonni e padri, se anche i cari s-governanti del pd e sinistra associata, così sensibili ai temi dei diritti dei nostri ospiti immigrati, dovessero riconoscere loro il diritto civile della poligamia, dirò anch'io quella frase di un famoso film che aveva a che fare col vento: 'Francamente me ne infischio.' 
L'entropia del caos di un siffatto mondo impazzito e furioso non la governa più nessuno, tanto vale farsi da parte e riderci su.
Magari me ne vado in Svizzera – che da secoli riesce a vivere bene nel suo sacro isolamento e fuori dall'Europa dei mille drammi presenti e futuri e che rispedisce al mittente i richiedenti asilo che si accampano da noi, fuori dalla stazione di Como - e siamo diventati ormai il campo-profughi dell'Europa dalle frontiere ermeticamente chiuse.

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