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« Di harem ed hammamIl mondo rotto »

Di pensatori al confino e di altre frivolezze.

Post n°576 pubblicato il 10 Agosto 2018 da fedechiara
 

 

 

 

E, in attesa che le folle dei vacanzieri e viaggiatori di agosto tornino disciplinatamente a casa e se ne tornino a lavorare alacremente per il loro benessere e dell'umanità intera e la salute dell'economia e dei commerci, - liberando spazio e paesaggi per il mio prossimo viaggiare libero -, si può viaggiare 'in situ' cittadino con gran diletto delle menti e dei corpi.

E, se entrate a Ca' Corner della Regina, - solido palazzo parallelo a Ca' Pesaro e oggi in gestione magnifica della Fondazione Prada, che lo restaura e ce lo mostra bellissimo e 'comme il faut' con le mostre ponderose e un filo provocatorie che vi organizza – il corpo vostro sudaticcio e affranto dal gran caldo godrà come un riccio per la meravigliosa temperatura interna di aria condizionata e le 'sonanti stanze' di eleganza classicissima in cui vi aggirerete ammirati in splendida solitudine.

E ci colpisce, leggendo le lapidi marmoree, che tanto immenso palazzo sia stato, tra l'altro, sede del 'monte dei pegni' – qualcosa di simile ai moderni avvoltoi dei 'compro-oro', ma con l'attenuante della speranza che offriva ai poveretti di poter ricomprare i gioielli di famiglia con modesto 'pegno', non appena passato il momento di crisi che li spingeva a impegnarli per fame o malattia. 
Una storia di miserie nostrane degna anch'essa di una mostra 'site specific'.

E la mostra ospitata quest'anno fa davvero pensare (Machines à penser) – considerato che prende a carico le storie di confino di tre immensi pensatori di questo secolo: Adorno, Wittgenstein e il vituperato Heidegger, che mai rinnegò il suo essere filosofico sostenitore dell'ascesa del partito nazionalsocialista del caporale Hitler.

E si viaggia davvero, di stanza in stanza, dalla Foresta Nera della baita-heimat di Heidegger alla Norvegia del fiordo di Skjolden - dove Wittgenstein si ritirava a ponzare e vi scriveva il suo ponderoso Tractatus Logico Philosoficus alle palazzine liberty dove abitava Adorno, rifugiato e ospite di ricchi rifugiati tedeschi in fuga dalla barbarie politica nazista.

Accompagnano il viaggio negli eremi dei tre pensatori del Novecento le opere di svariati artisti, non tutte immediatamente intellegibili, ma riferite, per estensione artistica, alle solitudini creative degli eremi di ogni tempo e luogo, incluso quello di san Girolamo. Una mostra certamente cerebrale: nel senso che stimola i neuroni ad 'andare oltre' il caldo nostro quotidiano e a misurarsi coll'entusiasmante viaggio della conoscenza (fatti non foste a viver come bruti) che così rari visitatori annovera all'interno di queste sale fitte di affreschi mirabili.

Fatevi coraggio ed entrate, non ve ne pentirete. In ogni caso, 'sta(re)te freschi', - voi e i 'Minima Moralia': ponderosi aforismi che vi potete leggere per intero seduti per ore come foste a casa vostra.

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

 
 
 
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