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« La memoria e l'infinita...Lampioni e rane. »

Il canto dei tempi bui.

Post n°2097 pubblicato il 24 Maggio 2022 da fedechiara
 


Ammettiamolo. Un po ci siamo stufati: di tutto il bailamme di notizie false o aggiustate che viaggiano nei telegiornali e sulla stampa mainstream e l'annessa pietà pelosa per gli aggrediti, che hanno avuto ben otto anni di tempo – e la cifra di oltre quindicimila morti e gli orrori documentati del 'battaglione Azov' - nella contesa sulle repubbliche del Donbass e Lugansk per avanzare proposte di pace e riconoscimento di larghe autonomie nelle repubbliche secesse.
Ma niente. Guai ai vinti. Perché ritenevano di vincerla quella loro guerra per procura con l'occidente munifico che brigava alle spalle contro lo storico nemico russo.
Guerra di logoramento e istruttori militari Nato per non cedere di un metro, (e poche o nessuna notizia, per ben otto anni, dei massacri e delle uccisioni dei civili sui tiggi occidentali oggi in gramaglie e in vistoso affanno nelle ricostruzioni degli eventi) fino alla finale e presente occupazione russa che punisce la iattanza di quei baldanzosi governanti - proclamati 'eroi di guerra' e osannati in cronaca quali campioni di libertà.
Ma il tempo che tutto risana già prepara un futuro di nuovi equilibri – e, se non sarà guerra termonucleare, ne 'vedremo delle belle' e diverse, pur se, quest'inverno, gireremo per casa con addosso le coperte che pensavamo di buttare o di conferire alle organizzazioni competenti per i poveri senza tetto.
E le 'notizie' fake dei tiggi già le spogliamo agilmente in partenza delle vistose partigianerie e facciamo la tara di tutto ciò che ci raccontano 'gli esperti' convocati in video e voce in attesa che le cose sul teatro di guerra facciano il loro corso e, come in tutte le guerre, si arrivi finalmente alla battaglia delle Ardenne o a quella nostra del Solstizio', risolutiva, e sarà tutto un altro mondo e davvero 'tutta un' altra storia'.
Come diceva quel tal poeta dimenticato: 'Le cose sono / pur se non vorremmo / e, volendole, non sono...', ma 'tempo al tempo' e torneremo a discutere animatamente di migranti e di nuove povertà e di inflazione, questa dimenticata piaga degli ultimi decenni che mostra la sua cresta di drago.
Parleremo d'altro, di tanto altro, e la guerra finirà come d'incanto. Non dico che 'torneremo ancora a cantare', liberatoriamente e a gole spiegate, come scriveva Francesco nella nota canzone (Generale), bensì come affermava Brecht, che di mala tempora se ne intendeva:
'Nei tempi bui si canterà? / Si canterà. Dei tempi bui.'
Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante albero e natura

 
 
 
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