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« Fin che la barca va.Futuri luminosi... »

Sermoni per i giorni di pioggia.

Post n°2303 pubblicato il 07 Novembre 2022 da fedechiara
 


Sermoni per i giorni di pioggia - 07 novembre 2014

Certi sguardi sono come i memorabili scatti fotografici che segnano un'epoca: vedi il bacio degli amanti parigini post bellici che dicevano il trionfo della vita sulla morte seminata a piene mani nelle trincee e sui fronti di guerra; o come i lavoratori immigrati - in bilico tranquillo sulle putrelle pencolanti sul vuoto a cento metri di altezza - che costruivano i grattacieli della Grande Mela.
Così i motoscafi che solcano le acque del Canal Grando pieni di genti orientali coll'impermeabilino di nailon leggero che gli coprono il capo e fanno ciao-ciao con le mani e i sorrisi a piena bocca dicono del cambiamento epocale di questa città destinata ai loro figli e nipoti: zero abitanti storici, prossimamente, e solo turisti che si avvicendano a milioni sul 'teatro dell'antico' che qui egregiamente si rappresenta (vedi il link più sotto per i dettagli sull'argomento).
E se questo è il progresso lo lasciamo volentieri ai nipoti che, certo, conosceranno e vedranno il profilarsi delle 'magnifiche sorti e progressive' di un'umanità avviata verso orizzonti di gloria. E così sarà, malgrado le batoste dell'odierna 'crisi globale' pestino a sangue le odierne generazioni del 'lavoro zero' e le armate dell'Isis che ci consegnano un Medioevo di ritorno col dettaglio ferino delle teste mozzate di incolpevoli 'inviati' e/o volonterosi e ingenui 'cooperanti'.
Perché, in parallelo, e sia pure 'un passo avanti e due indietro', vediamo disegnarsi, in televisione e sul web, gli scenari futuri di tecnologie sempre più avanzate e stupefacenti nel loro raccontare un mondo davvero diverso e, forse, il mondo non sarà 'salvato dai ragazzini' come si racconta nel romanzo omonimo, o dall'astratto Amore del Dio di Francesco e delle sue folle festanti a piazza san Pietro, bensì dalle tecnologie: che diranno stupidi tutti i comportamenti bellici di minoranze di imbecilli preistorici e mostreranno le stelle dei viaggi spaziali quali nuovi orizzonti di riferimento.
Amen e così sia.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
  • (...) Che una sola volta negli ultimi sei secoli conobbe un calo demografico comparabile a quello odierno, causato dalla peste del 1630, dopo la quale ci volle più di un secolo per tornare al livello di prima. Eppure il peggio, la “nuova peste”, doveva ancora venire: nel 2000 le proporzioni tra vivi e morti mutano radicalmente: 404 i nati, 1058 i defunti. Le cause sono individuate nell’invecchiamento ed esodo dei residenti, disfacimento delle famiglie, bassa natalità, continua contrazione della popolazione. Ne esce il disegno di una città in fuga da se stessa; la morte di Venezia, appunto. (...) https://www.dagospia.com/.../morte-venezia-cosa-uccide...
    DAGOSPIA.COM
    morte a venezia - settis accusa : veneziani il primo male di venezia e' la vostra indifferenza

 
 
 
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