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Narrazioni particolarmente ottuse.

Post n°2811 pubblicato il 05 Ottobre 2023 da fedechiara
 

L'ottusa faziosità della narrativa buonista.

Non guardo, di solito, i dibattiti in tivù relativi alla vita politica e alle tragedie sociali. Sono, quasi sempre, dei duelli noiosi e irritanti tra valenti spadaccini della chiacchiera televisiva e vi si evidenzia il nessun rispetto per la verità dei fatti che sono chiamati ad acclarare, bensì la ricerca vanesia del trionfo personale sull'avversario politico di turno.
E ieri sera, in attesa del film 'Vajont' – narrazione cinematografica di quella strage impunita che fu l'esplosione di migliaia di tonnellate di fango per la caduta (annunciata) dell'enorme zolla del monte Toc dentro il lago artificiale – nell'attesa, dicevo, osservavo la faccia del giornalista Andrea Scanzi mentre profferiva le sue invettive contro lo s-governo della Meloni relative al dramma migratorio che affanna l'intera Europa.
Un fallimento su tutta la linea, diceva il giornalista fazioso e rabbioso, ma trascurava di aggiungere che il cambio di narrativa prevalente, nelle televisioni e sui giornali, è un successo indubbio e clamoroso della giovane presdelcons. italiana – considerata la biblica lentezza dei processi decisionali e gli ostacoli e i veti frapposti dalla maledetta sinistra europea ad ogni decisione comunitaria tesa a ostacolare le partenze dei naufragi organizzati dai trafficanti di vite umane con la complicità delle loro pretese vittime.
Trascurava, il rabbioso giornalista e fazioso quant'altri mai, di dire che la fatica della Meloni è quella di Sisifo, costretto a spingere all'insù sulla pendice della montagna politica l'enorme masso di quel grumo di nefandezze politiche aggregatosi nei decenni di nessun governo della questione immigratoria da parte del pd e degli imbelli buonisti che gli hanno tenuto bordone.
Malfattori politici che hanno lanciato per tutta l'Africa e l'Asia il messaggio folle del 'Venite tutti, oh sognatori del Bengodi-Europa, che tutti sarete accolti - grazie al grimaldello di una indebita pietà che tollera perfino e incoraggia, con la sua narrativa demente, l'enormità del commercio di vite umane e l'organizzazione lucrosissima dei naufragi organizzati e dell'oscena lotteria del mare con il conclamato rischio della vita propria ed altrui.
E il vituperio aggiuntivo di voler addossare la colpa di quei morti, - i morti di Lampedusa e di Cutro e tutti gli altri passati sotto silenzio - a chi, invece, lotta politicamente, in Europa e in Africa a viso aperto, per fermare l'osceno commercio di vite e di corpi e ricondurre al questione immigratoria ad un controllato governo dei flussi futuri.
A proposito. Un notista politico su 'Il Corriere della sera' di ieri lamentava che il film di Matteo Garrone al botteghino dei cinema non batte chiodo, malgrado la candidatura all'Oscar.
Indovinate un po' il perché.
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