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L'entropia delle memorie.

Post n°2324 pubblicato il 20 Novembre 2022 da fedechiara
 

L'entropia delle Memorie.

Una rassegnata e triste senatrice della Repubblica, Liliana Segre, ci ricordava, in sua sua intervista, che anche l'Olocausto dei suoi correligionari uccisi dai nazisti di Hitler e associati è destinato, da qui a breve, a scomparire dall'agenda del Tempo.
Morti gli ultimi testimoni e i pervicaci giornalisti e politici che ne sorreggono la dolorosa Memoria, l'Olocausto franerà giù dalle bianche scogliere del Futuro e verrà frantumato dalle onde oceaniche e ridotto a granelli di sabbia del Tempo che tutto macina e trita nella sua entropia inarrestabile.
L'Olocausto, capite? Quell'immenso, atroce monolito del Novecento degli orrori di ben due guerre mondiali (e una pandemia peggio delle pesti d'antan) è destinato anch'esso ad infrangersi sui bastioni di Orione degli universi in disfacimento obbligato - e le sue narrazioni di indicibili orrori commessi non viaggeranno più verso Antares e le altre stelle fisse delle mille costellazioni che incontreremo nel nostro futuro di viaggiatori spaziali (Ucraina e guerra termonucleare annessa permettendo).
E c'è da chiedersi, una volta morta quella Memoria e ridotti a muti cadaveri gli instancabili narratori, quali altri orrori si consumeranno sul pianeta Terra, assente il quotidiano monito che ci è venuto dai sopravvissuti, in tutti questi decenni delle nostre vite, e da Israele, stato-bastione e rocca di Masada degli invitti figli e bis nipoti di quella storica mattanza.
E un'altra Memoria storica, lontana più di due millenni e soggetta, nei secoli, ad interpretazioni delle più varie e diverse e belligeranti fra loro, vacilla già nelle scatole craniche dei contemporanei: quella del Cristianesimo e di quel mite profeta palestinese, emulo del mitico Sisifo, di cui si ricorda quotidianamente l'odissea tristissima e il Calvario per aver voluto esaltare l'Amore e la Misericordia e il Perdono (sette volte sette, Pietro, sette volte sette).
Valori e pratiche e moniti, quelli del lontano profeta, di difficile e controversa applicazione sul pianeta, come potete constatare ogni giorno e leggere in cronaca nelle pagine di 'nera', malgrado l'incessante battage di stampa e televisioni del presente e dei passati papi (e i cardinali e i vescovi e i mille e mille preti) che invocano la presenza del Cristo nel nostro agire quotidiano e la mitica pacem in terris, benedicendoci nelle stanche messe quotidiane. Andate in pace.
Si, ma dove, di grazia, sperduti come siamo nelle nostre personali entropie e quelle universali?
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