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Messaggi del 19/04/2024

Mostre gioiose

Post n°3139 pubblicato il 19 Aprile 2024 da fedechiara
 

18 aprile 2015

E' gioioso l'approccio iniziale che si ha con quel Grande Vecchio che è Martial Raysse. Grande Vecchio perché ancora bambino dentro e capace di magie e laboriose fantasie che sintetizzano artisticamente il mondo intero e ne correggono i molti aspetti grotteschi e mortiferi e lo trasfigurano e rivitalizzano.
Un artista, Raysse, che non conoscevo affatto, nel vasto panorama dell'Arte contemporanea, e già il fatto che abbia scelto di vivere in Dordogna, come si legge nella sua biografia, aggiunge gioia a gioia. Perché ti fa venire in mente il gran naso dello spadaccino innamorato di Bergerac - quello de: '...e giusto al fin della licenza io tocco.' - e il fluire di quel fiume dolce che dà il nome alla regione, sulle cui sponde affacciano e si specchiano i meravigliosi villaggi della 'douce France' dei nostri sogni di una vita altra e diversa, delle molte che abbiamo immaginato e ci sono sfuggite tra le dita.
E già all'ingresso, nella corte interna del palazzo che ospita la sua mostra (M.a.r.t.i.a.l R.a.y.s.s.e - Palazzo Grassi – Venezia), ti aggiri tra le teche di un immaginario museo della Conoscenza e della Fantasia dove le statuette di antichi satiri e deità si confondono con i funghetti colorati e le capre e i contadini-ushabti che menano una strana carriola, e con gli altri sogni infantili buffi e grotteschi e le fiabe trasposte in sculture arcane di un Bimbo Meraviglioso capace di proporsi quale Fautore del Mondo Nuovo che tutti abbiamo inseguito da bambini, ma è durato poco, ahinoi e solo ne serbiamo brandelli e sfilacci nella memoria.
E ti colpisce quella statuetta di un tale che cerca di uscire dalla sua scatola angusta aperta a fatica - e dentro si mostra la luce di un inferno da cui cerca di scappare, ma fuori è tutto un fiorire di luce e galli-eroi ritti nelle loro piume che tirano con l'arco e bambini divini che eruttano fontane luminose.
E se un corpo nudo giace sulla pira della sua vita sofferta - che sembra un eroe troiano a cui è stata negata la meta di una Nuova Città da fondare - nella stessa teca gli fanno consolatoria compagnia i funghetti colorati della rigenerazione e trasformazione della materia e un satiro cornuto che porta sulle spalle una divinità gioiosa e un'altra bianca divinità della pace, più in là, con in testa la piccola colomba simbolica del Volo a cui tutti aspiriamo - o Resurrezione, che verrà qualche millennio più avanti.
E sembrano davvero le teche di un museo dell'archeologia minoica, ma rivitalizzato dal Buffo della fantasia infantile che non trascura la meticolosità nella riproduzione delle sculture e statuette e oggettini correlati - e Raysse è autorevole, autorevolissimo nel coinvolgerci in quel suo mondo di fiaba e cento fiabe della Storia e delle odissee e delle eneidi e le dice vere, più vere del vero, e se il mondo fuori dal palazzo è altra cosa e più avvilente e piatto, beh è un nostro problema, di noi che artisti non siamo e la Fantasia che abbiamo avuto in dono è raggrinzita in un angolo delle nostre menti e spaventata e raggrumata – come quel grumo arboreo che si mangia il corpo di una figuretta di donna e viene in mente Dafne e Apollo e il Laurus Nobilis dalle foglie intensamente profumate....

 
 
 

Chiavi di volta, guaine contenitive e armate invincibili.

Post n°3138 pubblicato il 19 Aprile 2024 da fedechiara
 

Chiavi di volta, guaine contenitive e armate invincibili.

Ho un suggerimento da darvi – che potrebbe aiutarvi a decifrare il mondo in cui viviamo e ad assumere i 'giusti' comportamenti conseguenti. Consideratelo un 'chiave di volta' dei tempi grami che ci sono dati in sorte in questo scorcio di millennio entrante, l'asse portante di tutte ed ogni considerazione su quanto avviene e perché e ne avrete la consolazione filosofica (De consolatione philosophiae di S. Boezio) necessaria a tollerare le cronache di imbecillità diffusa che leggiamo ogni giorno sui giornali e vengono recitate in tivù.
Ecco l'ho detto. L'asse portante e chiave di volta di cui parlo è il pensiero che viviamo, obtorto collo, in un mondo di imbecillità diffusa e che permea come una elastica guaina contenitiva ogni cosa che ci viene proposta come meditazione sul senso delle cose.
Prendete la guerra a cui assistiamo – che ci cresce tra le mani a botte di incursioni notturne 'telegrafate' (ci dicono serissimi i telegiornalisti) perché non facciano troppi danni e il nemico che si vuole abbattere e ferire e/o annichilire (l'Ebreo stanziale colonizzante) sia avvertito e prenda le sue sacrosante contromisure.
Milioni di euro di armamenti sofisticatissimi e potenzialmente iper esplosivi vengono sprecati da decrepiti guerrieri teocratici tuttora in servizio effettivo per 'dimostrare' che ne hanno in serbo di maggiori e capaci di metter fine, finalmente, all'odiata presenza dell'invasore in terra di Palestina.
Imbecillità? Giudicate voi.
La contro risposta bellica dell'odiato nemico non è meno ardua da decifrare e definire. Aerei e missili di altissima tecnologia volano di notte e mirano una base militare iraniana ma, ci dicono i guerrieri teocratici iper vetusti, 'non hanno fatto alcun danno'.
Che spreco di costosissimi armamenti e, di più, di senso delle cose.
Un po' come se in una rissa feroce ci producessimo in sapienti gesti mimici alla Bruce Lee, con salti spettacolari e sciabolate delle braccia laterali avendo cura di arrivare a non più di due centimetri dal capo e dalla gola del nostro co protagonista belligerante per fargli sapere di cosa siamo capaci se solo lo vogliamo. Lo vogliono?
O è il copione di un film strano, un b-movie da proiettare ai posteri divertiti sui divani a dimostrazione di quale miracolosa guaina di imbecillità diffusa indossiamo noi presenti e vivi in questo millennio di buffi triboli ed affanni? O, in alternativa, una propedeutica bellica dei nostri Stranamore occidentali per abituarci agli scoppi maggiori che verranno? Tipo: 'Come imparai ad amare la Bomba e a tirare la vita con i denti all'interno dei rifugi anti atomici.'
E, passando dal Medio Oriente in fiamme cinematografiche all'Ucraina delle nostre nostre neuro infiammazioni europee filo Nato come giudicare la proposta di un tale che afferma sereno che la trattativa di pace che verrà (verra?) non dovrà vedere seduto al tavolo nessun rappresentante della Russia? La pace, di questi tempi, non si fa più con il nemico belligerante, la combiniamo furbescamente tra di noi opposti e neanche glielo telegrafiamo, non gli mandiamo corrieri o colombi viaggiatori ai cattivoni russi.
Sarà una pace virtuale, concordata fra di noi vincitori altrettanto virtuali – e se udrete ancora gli scoppi dei missili ipersonici russi trasvolanti sopra Kiev e vi racconteranno dei soldati ucraini morti nelle trincee di una guerra che continua non fateci caso, non prestategli fede: è una insensatezza programmata, un 'baco' della intelligenza artificiale.
Non c'è nessuna guerra in corso perché noi filo Nato abbiamo dichiarato unilateralmente la pace e i Russi sono diventati, perciò, gli abitanti di un altro pianeta dove non si indossa la mitica guaina di noi occidentali cazzuti e tanto tanto furbi da dichiarare, a futura memoria, che la nostra guerra per procura è solo l'applicazione di una 'cintura difensiva' di paesi democraticissimi e invincibili, olè!
Bibliografia: 'Storia della Invencible Armada Nato' – tuttora in fase di scrittura
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