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Messaggi del 02/02/2021

Il mondo salvato dagli ingegneri.

Post n°1498 pubblicato il 02 Febbraio 2021 da fedechiara
 


1 febbraio 2019  · I Lumi e il Rinascimento prossimi venturi. Prima parte.

Non conosco Alessandro Baricco, se non per i suoi romanzi e saggi, e non so dire, perciò, se appartiene alla schiera dei buonisti sempre clamanti (gli ineffabili 'non pesci', come si definiscono) - indignatissimi per l'operare politico di Salvini sulle migrazioni e sui migranti dell'immigrazione clandestina che ognora si provano a vincere la lotteria del mare dei naufragi organizzati dagli scafisti assassini col corollario dei 'salvataggi' da parte della Sea Watch.
Una o.n.g. sostenuta da misteriose offerte milionarie che ci provoca, pervicacemente, facendo rotta verso i porti italiani, - sfidando perfino le tempeste mediterranee e offrendo il destro ai giudici del comune sentire migratorio di imputare reati (di ardua dimostrazione in dibattimento) contro il nostro Capitano.
So, però, dalla lettura che faccio del suo bel libro 'The game' che Baricco appartiene alla schiera dei 'globalisti', convinti che il Novecento sia stato un secolo di miserie e dolore e guerre e che gli inventori di internet e del web sono gli scopritori e i colonizzatori del Nuovo Mondo Globale che si oppone e ci farà dimenticare il violento 'secolo breve' e riaprirà gli orizzonti delle 'magnifiche sorti e progressive'.
Scrive Baricco dei pionieri del web : ' (…) Era gente in fuga. (…) Stava evadendo da un secolo che è stato tra i più orribili nella storia degli umani (il 1600 non era da meno n.d.r.) e che non aveva risparmiato nessuno. (…) e, se uno avesse messo sotto al microscopio quella serie di disastri, avrebbe trovato una sostanza chimica dominante sulle altre: L'OSSESSIONE PER IL CONFINE, L'IDOLATRIA PER QUALSIASI LINEA DI DEMARCAZIONE, L'ISTINTO DI ORDINARE IL MONDO PER ZONE PROTETTE E NON COMUNICANTI.
Il maiuscolo è di Baricco e bene dice l'orrore dell'autore per quelle tre costanti del 'secolo breve'.
E prosegue: 'Che fosse il confine tra diversi stati-nazione, o quello tra una ideologia e un'altra, o quello tra una cultura alta o una bassa, se non addirittura quello tra una razza umana superiore e un'altra inferiore, tracciare una linea e renderla invalicabile rappresentò per almeno quattro generazioni una ossessione per la quale era sensato morire e uccidere. (…) Non si capisce molto della rivoluzione digitale se non si ricorda che i nonni di quelli che la iniziarono avevano combattuto una guerra in cui milioni di uomini erano morti per difendere la fissità di un confine o nel tentativo di spostarlo di qualche chilometro (…) l'isolamento cieco delle élites, l'immobilismo culturale dei popoli e il ristagno piombato avevano portato i loro padri a vivere in un mondo in cui si poteva fare Auschwitz senza che nessuno lo sapesse e sganciare una bomba atomica senza che la riflessione sulla opportunità di farlo riguardasse più di una manciata di persone.'
Una filippica, questa di Baricco, che gli serve per dirci che una civiltà nuova, simile a quella dei Lumi o del Rinascimento è alle porte e che nessun confine più potrà darsi nell'Oltremondo del web di cui tutti, o quasi, facciamo parte festante e condivisa ...
Parte prima - (segue nei giorni a venire)
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone
Posture post moderne. Il mondo salvato dagli ingegneri.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Il mondo salvato dagli ingegneri? (parte seconda)
...e va detto che, prima della filippica sui confini difesi ad oltranza e con la vita dai bisnonni nel corso del Novecento, il maledetto 'secolo breve', Alessandro Baricco, nel suo 'The Game', ci illustrava da par suo la rivoluzione digitale, - prendendola alla lontana e mettendo a confronto la 'postura uomo-spada-cavallo' con quella nostra degli ultimi decenni: 'uomo-schermo-tastiera', che tanto mal di schiena ci ha causato, a sentire gli osteopati.
Ma si potevano citare altre posture intermedie, tipo: 'fante-trincea-moschetto' e 'pilota-seggiolinoeiettabile-bombardiere', per dire di una evoluzione analogica condannata dalla Storia digitale del terzo millennio.
E da quel confronto lontano scaturisce un panegirico e un osanna alla velocità e alla superficialità di tutti quei videogames dei ragazzini che siamo stati - che già facevano intuire lo sviluppo del personal computer in ogni casa e 'l'oltremondo' del web come un iceberg sommerso che ci offre tutto lo scibile della biblioteca di Alessandria privo della pallosità della mediazione saccente dei librai e dei professori, i sacerdoti della cultura 'analogica' oggi in pensione a causa degli ingegneri che hanno inventato internet e il web.
E Baricco ciurla nel manico da dio e riesce a farci credere che davvero viviamo nel millennio dei Lumi computerizzati - e un Rinascimento straordinario attende il genere umano senza più limiti e confini, purché si accetti e si consideri normale il pulsare appaiato dei due cuori e motori della realtà quotidiana: quella del caffè alla mattina e del nostro immergerci nel web subito dopo.
E speriamo che la Cassazione non si metta di traverso e la smetta di condannare tutti coloro che, non avendo tempo dopo la colazione, si immergono nel web dall'ufficio e visitano facebook compulsivamente e vengono licenziati dai datori di lavoro, mannaggia.
Ma, per tornare alla filippica sui confini del maledetto Novecento, resta il dubbio che qualcosa non sia ancora a posto nel motore e nel cuore dell'oltremondo del web, - che tossisce come un vecchio motore a scoppio d'antan e sbuffa fumo puzzolente quando si prendono in considerazione i 'radicalizzati sul web' islamisti radicali e rinnegati cittadini europei che nell'oltremondo di un futuro che più roseo non si può si passano le fatwe e gli obbiettivi da colpire e gli indirizzi dove trovare i kalashnikov con i quali stendono le vittime inermi dentro ai teatri e nei ristoranti e sulle strade delle principali città europee, così accoglienti e senza più i confini-Schengen che gli consentono di scappare di qua e di là degli stati-membri e di fare i danni che ci raccontano le cronache del nostro scontento europeo di vite blindate.
E sembra paradossale che quell'oltremondo del web che condanna il Novecento delle violenze e delle guerre oggi registri l'erezione dei nuovi muri e dei fili spinati all over the world, dall'Ungheria e la Macedonia fino agli Stati Uniti d'America, passando per i porti chiusi di Salvini e le o.n.g. messe in riga nei porti maltesi e indigeni perché la smettano di fungere da taxi e traghetti dei naufragi organizzati dagli scafisti assassini.
Ma, forse, c'è solo bisogno di una messa a punto, una aggiustatina da parte degli ingegneri informatici e le magnifiche sorti e progressive torneranno a mostrarsi sui nostri schermi quali confortanti 'salvaschermo' - e siamo avviati a un futuro di pace dove l'islam radicale sarà definitivamente sconfitto e riprenderemo le missioni Apollo e colonizzeremo l'universo con la nostra postura uomo-schermo-tastiera, chi vivrà vedrà. Trullalà.

 
 
 

C'è democrazia e democrazia

Post n°1495 pubblicato il 02 Febbraio 2021 da fedechiara
 

Ormai è chiaro che la democrazia, quella dei voti nell'urna, viaggia sulla punta dei fucili e può incorrere in gravi, forse definitivi, stop. Ce lo dice il colpo di stato in Birmania (oggi Myanmar) e la tragedia personale di una leader amatissima, Aung san suu kyi, che ha rinunciato alle gioie di una famiglia in Britannia per restare fedele a suo padre e alla sua storica missione politica, ma la sua è una vera e propria tragedia greca di cicliche, precarie riemersioni affannose dai marosi degli odiati militari golpisti, ben visti dagli autocrati cinesi e perciò intoccabili.
E la democrazia viaggia anche sui fogli di stampa, della stampa mainstream e globalista, e, se ce l'hai contro, hai un bel gridare che ti hanno truccato le elezioni perché ti trattano come il pastorello della fiaba de 'al lupo, al lupo!' e ti vengono addosso con il carro armato di un 'impeachment' che non sta né in cielo, né in terra, ma solo nei rigurgiti gastrici rabbiosi dei 'dem' umiliati e offesi per un quadriennio.
Perciò rassegnamoci a considerare la democrazia non solo un 'mal minore', rispetto ad altri, storici sistemi di governo, ma anche una fragile navicella soggetta a misteriosi algoritmi post moderni che consentono di dire truccate le elezioni in Venezuela, in Bielorussia e nel Myanmar, ma specchiate e regolari negli Stati Uniti d'America dell'odiato Trump, lo sbruffone indifeso.
Misteri eleusini del nostro tempo di infamia globalista e di risultati elettorali pro domo sua - di quella che esaltammo, fino a qualche anno fa, dicendo, (citaz. da un noto film): 'E' la stampa, Bellezza!.' Sic.