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Messaggi del 16/10/2021

La riserva indiana lagunare.

Post n°1793 pubblicato il 16 Ottobre 2021 da fedechiara
 

Le glorie del 'vecio Leon' 15 ottobre 2018
Vista con gli occhi dell'esule Venezia è proprio quella 'bella città' pubblicizzata nelle agenzie di viaggio dell'intero pianeta, città sull'acqua, sospesa nella magia delle sue apparizioni (vado bene per un dèpliant?) - e si capisce la pulsione irresistibile, la macchina fotografica come protesi e i gridolini di ammirazione -, e io faccio spazio in vaporetto, sorridendo, a quei turisti in fregola di clic fotografici la cui memoria all'interno delle schede registra il Canal grande per intero, metro per metro, da mostrare ad amici e parenti al ritorno. Amici e parenti a cui daranno l'indirizzo del loro b§b e/o appartamento affittato su internet: tanto carino - e vedessi la 'camera con vista': su canale interno e/o campiello o cupola di chiesa.
E la città è davvero una 'città di turisti' e li vedi entrare, a gruppi di tre o quattro, con le chiavi in mano negli appartamenti venduti a caro, carissimo prezzo (vendiamo cara la pelle, in effetti, come il povero Bragadin resistente all'assedio dei 'turchi') e riempiono i supermercati perché farsi da mangiare all'interno delle cucine dei veneziani esodati 'non ha prezzo', con o senza mastercard, - e neanche più i fantasmi li perseguitano, questi barbari danarosi, in quelle stanze che hanno registrato il passaggio e le vite illustri 'de' viniziani' di ogni epoca e tempo.
Città neanche più di fantasmi, dicevo, e, se passi davanti all'Arsenale 'de' viniziani' dove 'bolle d'inverno la tenace pece', ascolti la guida turistica non più indigena (ci hanno sottratto con destrezza anche il diritto dell'illustrazione indigena del nostro abbandono - che almeno uno straccio di occupazione la garantiva) la ascolti raccontare al gruppo di turisti estasiati le prodezze guerresche dei soldati della Serenissima che vinsero a Lepanto e nell'Arsenale riparavano 'i legni lor non sani' e commerciavano nel Mediterraneo con i sultani mai domi.
Le glorie del 'vecio Leon': canto sguaiato che neanche più senti risuonare nelle osterie oggi restaurate e fitte dei nuovi ospiti danarosi a cui piace 'la carbonara' e 'la matriciana'(senza la 'a' iniziale), là dove si mangiava la 'spiensa' e la 'tripa ri(s)sa'.
E quelli che hanno piantato le tende davanti alla Vida (no stene cavar 'a Vida) la metaforica vita l'hanno persa nell'ennesima battaglia campale (da 'campo') per la sopravvivenza di quel poco che resta della 'popolarità' di quel campo ormai ridotto a 'riserva indiana' - e tanto vale che si infilino le penne tra i capelli, a mo' dei Sioux o degli Cheyennes, che si vedono nelle foto-ricordo virate in seppia nei campi di prigionia dopo la resa e la consegna delle armi.
E leggere gli striscioni che ieri hanno steso fuori dalle eleganti trifore di Ca' Farsetti (dove si celebrano i matrimoni dei nuovi ospiti asiatici a botte di dollaroni) fa una tristezza, ma una tristezza che 'lèvati!'. 'Basta sfratti!' vi si leggeva. Con il lucro che si ricava da una casa affittata ai turisti anche le cause per sfratto devono aver subito le accelerazioni del caso. Ma è solo un 'ritorno di fiamma' - o un fuoco fatuo, fate voi.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Il futuro politico del paese Italia.

Post n°1792 pubblicato il 16 Ottobre 2021 da fedechiara
 

Il futuro politico del paese Italia.
C'è un deficit di informazione alla base del conflitto scatenato dal decreto ingiuntivo del greenpass obbligatorio, pena la privazione di alcuni diritti fondamentali di cittadinanza: il lavoro e la relativa retribuzione in primis. E' il confronto con tutti quegli altri paesi del consesso europeo che non hanno voluto e ritenuto necessario adottare una tale, odiosa, forma di coercizione, in pratica un obbligo vaccinale mascherato.
Tutta l'impalcatura politica che sorregge la predicazione ossessiva sull'obbligo del greenpass afferma che, senza questa misura coercitiva, non avremmo i risultati all'ottanta e più per cento della campagna vaccinale e - ecco il dato da verificare nel confronto con gli altri paesi – gli ospedali sarebbero pieni di gente ammalata e le terapie intensive al seguito.
Un dato smentito da un giornalista norvegese in un intervista concessa a rainews 24 in cui afferma che il suo paese non soffre di alcun aggravio a carico della sanità pubblica e la gente ha smesso le mascherine da tempo ed ogni altra limitazione a bordo di treni ed autobus.
La pandemia è finita, insomma, e insistere sulle misure da stato di guerra assunte dal presente governo è solo causa di conflitto sociale e si traduce in odio politico – cosa che questo paese non ha davvero bisogno di incrementare ulteriormente.
Avvierò una ricerca parallela sugli altri paesi che, al pari della Norvegia, non hanno adottato la misura coercitiva e, se dovesse confermarsi il dato di una pandemia ferma a numeri sanitariamente gestibilissimi, sarà a tutti evidente che qualcuno 'soffia sul fuoco' delle rivolte e non apparirà esagerazione l'evocazione di una strategia della tensione denunciata dalla Meloni in pubblico parlamento.
E apparirà, di contro, particolarmente odiosa la creazione giornalistica e televisiva di un 'nemico pubblico' dei milioni di no vax costretti sulle piazze ad una rabbiosa difesa del loro diritto al dissenso.
Un diritto che appartiene ad ognuno e tutti – e la stretta sulle manifestazioni annunciata dal premier, e appoggiata dalle sinistre di governo, è cappello politico gravissimo sul futuro politico del paese.
Covid, in Gran Bretagna 45mila casi in un giorno: ma Londra non pensa a restrizioni

A proposito dell'odio che si incrementa in tivù e sui giornali...
'Intanto in tv su La7, #Meloni e #Salvini sono diventati un mantra ossessivo per #Gruber#Formigli &C. Ha fatto bene #Crosetto a lasciare ieri lo studio e non prestarsi a fungere da alibi democratico a programmi che sono esercitazioni militanti e ideologiche al tiro a segno. A quei programmi cinesi non ci vado da anni e non li vedo da tempo. Generano solo disgusto'.
Marcello Veneziani
Dal web. Sempre a proposito dell'odio che si fomenta.