Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 04/04/2024

Il trionfo della patata ed altre storie.

Post n°3108 pubblicato il 04 Aprile 2024 da fedechiara
 

Tuberi migranti e stormi e sciami. 03 aprile 2023

E' il trionfo della patata. Quella vera, quella che si mangia e che ha percorso inverso di migrazione, insieme al pomodoro (che la illumina di rossa luce riflessa). Entrambi, la patata e il pomodoro, migranti di successo, a voler leggere e condividere il fondo di Michele Serra sulla 'Stampa' di oggi.
Provenienti dai campi equatoriali che i Maya e le altre popolazioni mesoamericane strappavano alla giungla per coltivarci dieci o più varianti di mais, le patate emigrarono in Europa al seguito degli Spagnoli invasori - potenti tuberi incredibilmente prolifici che sfamarono e diedero varietà alimentare a legioni di poveri – perfino nelle nostre remote valli, le valli della pellagra, come quella di Zoldo, della quale si racconta estesamente nel bel romanzo di Sebastiano Vassalli 'Marco e Mattio'.
Hanno, quindi, predecessori illustri e perfino a tragitto inverso, da ovest ad est, i migranti, secondo il verbo michele-serriano. E non è il solo, il valente scrittore e giornalista dei ficcanti 'francobolli' di prima pagina su 'la Repubblica', ad equiparare i migranti alle altre specie viventi (i tuberi lo sono).
Ricordo l'articolo di un altro giornalista valente che i migranti li equiparava agli uccelli e alle loro cicliche migrazioni e, per proprietà transitiva, ecco giustificati e benedetti gli sciami di umane locuste e gli stormi di nuovi poveri che premono inesausti alle frontiere est di Europa o che arrembano a migliaia su barchini e barconi sulle nostre coste.
Naturalia non sunt turpia, ci mandano a dire i Latini, come dar loro torto.
E Serra ce le raccomanda, le patate e le migrazioni, in quanto foriere di successi economici futuri e linfa delle stanche popolazioni stanziali - che di figliare non ne vogliono sapere e 'apriti cielo' per il futuro economico che langue insieme a quei mestieri 'che gli europei non vogliono più fare', chissà perché.
E niente mi toglie dalla testa che, se non ci fossero i migranti e le migrazioni come truppa mercenaria sotto pagata, una diversa soluzione si troverebbe 'obtorto collo' per quei mestieri negletti – magari pagando di più gli indigeni, che tornerebbero ad essere motivati nel fare i camerieri stagionali nei bar e nei ristoranti o a raccogliere la frutta dagli alberi o a curare i nostri vecchi nelle rsa. In natura non esiste il vuoto, notava uno scienziato d'antan – e chi fa da sé fa per tre, dicevano i nostri vecchi, rimboccandosi le maniche.
Ma guai a dirlo ai giornalisti valenti perché una tale convinzione 'terra-terra' rischia di essere additata quale sottospecie 'razzista' : di maledetti 'populisti' che si oppongono stupidamente al travaso dei vasi comunicanti globale e avversano le migrazioni, così belle e naturali e non 'turpia' - che ci costano un patrimonio di assistenza dovuta e accoglienza 'comme-il-faut' per le migliaia e migliaia di affluenti.
Pensiamo alle patate, quando parliamo di migrazioni, aiuta a bilanciare il troppo di negativo che ci rimandano le cronache dalle stazioni delle metropoli e dalle case occupate nelle periferie urbane e dalle 'piazze dello spaccio'.
Magari è miopia, la nostra, e basterà tollerare e avere pazienza ed essere oltremodo 'misericordiosi' e di 'buon animo'.
Il futuro è delle patate. Un futuro di successo garantito. Venite parvulus.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante cibo
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Confronti curiosi.

Post n°3107 pubblicato il 04 Aprile 2024 da fedechiara
 

03 aprile 2021

Andava in onda un curioso confronto, ieri sera, sulle reti rai. Su raistoria il bravo professor Barbero, pozzo di scienza, si confrontava con tre giovani storici e con Paolo Mieli sulla veridicità dei testi basici del cristianesimo: i Vangeli. Che sono dei 'reportages' di quanto avvenne 2020 anni circa e, come tutti i reportages di ogni epoca e luogo della Storia, sono viziati (ma guai a dirlo chiusi in mezzo ad una folla di 'fedeli') dalla partigianeria di chi li ha scritti, ma, più, dai ritocchi e dagli aggiustamenti di chi ce li ha tramandati e detti Vangelo - con la maiuscola e il rispetto reverenziale dovuto ad una religione dominante.
E su raidue, invece, andava in onda in apertura di tiggi la rituale processione pre pasquale di ogni anno (e decennio ultimo scorso) con i cari bimbi selezionati al posto delle folle abituali pre pandemiche.
E i bambini facevano i disegni di quanto hanno appreso a proposito della passione e morte del Cristo e l'abituale occupazione dell'informazione pubblica e relativa propaganda fide era assicurata anche per quest'anno.
E comprerò il libro di Paul Maffei sul 'Cristianesimo antico da Gesù a Costantino' per averne contezza dei vari e diversi punti di vista degli storici antichi (e dei presenti e vivi) ed una informazione puntuale e precisa di quegli avvenimenti lontani che hanno portato al presente impero mediatico dei sedicenti 'cristiani' – che chissà che nerbate riceverebbero dal Messia nei presenti templi confusi di dottrine rivisitate e relativismi religiosi perfino in seno ad una Curia spaccata tra conservatori del Verbo e modernisti iper misericordiosi e rispettosissimi delle religioni-sorelle - un tempo covi di 'infedeli'.
Perché, in verità in verità vi dico, che le fake news che tanto ci sforziamo di contrastare in tempi di cattivi 'social' degli 'odiatori' partigiani sono esistite anche in tempi lontani e lontanissimi, da pochi contrastate e, spesso, al prezzo della vita.
E la religione nuova e tutta amore e salvezza e resurrezioni e levitazioni improbabili (ricordiamo la legge fisica sulla caduta dei gravi) sappiamo che si è affermata spesso per via di spada e di fuoco - e fuoco e fiamme dai pulpiti contro gli eresiarchi e i dissidenti di ogni ordine e grado – che perfino i pontefici ultimi hanno 'chiesto scusa' alle vittime di quell'epopea tragica di notti di san Bartolomeo e dintorni.
E non sarebbe male se ci fossero in prima sui tiggi i pacati distinguo degli storici visti su raistoria e meno disegnini accattivanti di bimbi scelti ad hoc a ricordarci la nostrana religione di stato.
Tuttora, di fatto, sui tiggi compiacenti e, spesso, a reti unificate.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Culture al tramonto e religioni nuove. 
Ipazia, la filosofa alessandrina
STORICANG.IT
Ipazia, la filosofa alessandrina
Ipazia, la filosofa alessandrina

 
 
 

Quel peggio che mai non muore.

Post n°3106 pubblicato il 04 Aprile 2024 da fedechiara
 

Quel peggio che mai non muore. 03 aprile 2015

Chissà se esiste una qualche relazione provata tra l'eccesso di libertà di cui soffriamo, e che favorisce la proliferazione di bulli/e e bullismi adolescenziali in cronaca, e la quantità spaventosa di gente che, dall'occidente delle origini o di recente cittadinanza, va ad arruolarsi nell'Isis: felici di misurarsi con coltelli sacrificali, decollazioni di innocenti e kalashnikov e lanciarazzi.
Come dire che l'abdicazione, nei paesi occidentali, al giusto e necessario esercizio di autorità e severo rispetto delle regole sociali convenute ha quale sua 'legge del contrappasso', nella società globale e multietnica, l'approdo imprevisto sulle rive di una follia collettiva che ci punisce e ci rimprovera la colpa di esseri stati cattivi genitori e non aver coltivato ed educato ai giusti 'valori' i fragili pargoli e psicolabili.
E l'islam radicale e terrorista è la Geenna dei peggiori misfatti – l'ultimo ci viene oggi dal Kenia e ci impaura per la rete di complicità che rivela e che hanno reso possibile il massacro dei diversi di fede.
E, forse, dovremmo riconsiderare alla svelta i nostri metodi educativi ispirati ad una mitica e malintesa 'libertà' (troppo spesso scambiata con 'il caxxo che ci pare') e i genitori di oggi farsi un severissimo esame di coscienza e convenire con il ministro dell'istruzione che non si può continuare nella distruttiva faida tra genitori e insegnanti – i primi impegnati a delegittimare e minacciare i secondi di 'fargli causa' e intimidirli al punto da scoraggiarne l'azione educatrice.
E il lettore dei giornali di 'Prima pagina' di stamane, il vice direttore de 'L'Avvenire' (il giornale dei vescovi, lo si dice), nelle sue risposte ai radio-ascoltatori adombrava l'ipotesi che, visto che siamo detti 'crociati' dagli islamo-terroristi, forse sarebbe il caso di levare più alto il vessillo dei valori cristiani e sostenerli – magari 'in hoc signo vinces', chissà, in tanto Medioevo di ritorno non si sa mai e magari irreggimenteremo alla bisogna i pargoli-nepoti e li addestreremo alla nuova Lepanto; chi vivrà vedrà, il peggio non è mai morto, estote parati (e chi più ne ha più ne metta).
REPUBBLICA.IT
Kenya, attaccato un college nel Nord

 
 
 
 
 

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