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« La Vampa d'Agosto.Il Golpe de' Noantri ! »

Bugie, Quisquillie e Pinzillacchere.

Post n°62 pubblicato il 30 Agosto 2015 da Herebus

 

 

 

Cari imbelli ed insipienti concittadini ecco che siamo alle solite. Quanti mesi sono che noi e pochi altri ci sgoliamo per affermare quello che tutti si ostinano ad ignorare ? Quante volte abbiamo detto che una norma demenziale come il Jobs Act non poteva avere nessun impatto su un tessuto economico ed industriale devastato come quello italiano ? Non ci soffermeremo qui ad illustrare ancora una volta perchè la più importante riforma del Caro Leader Renzi è di un'assoluta inutilità, se non sotto l'aspetto di chi vuol radere al suolo quanto rimane dell'unità sindacale e della contrattazione tra le parti sociali. Il Paese ha bisogno di ben altro : di una politica energetica degna di questo nome che miri ad abbassare un costo stellare dell'energia che scoraggia qualunque investitore straniero dall'aprire nuovi opifici nel Bel Paese, di una politica industriale che abbia un respiro almeno venticinquennale ed eviti che Russi, Cinesi ed Americani facciano man bassa di quanto rimane dell'industria pesante italiana dopo che la FIAT si è tolta d'impaccio senza neanche ringraziare per tutto quanto lo Stato ha fatto per lei in un secolo di storia d'Italia. E non andiamo oltre perchè altrimenti dovremmo chiedere all'Enciclopedia Britannica di riservarci un intero volume. Quello che vorremmo porre in risalto con le nostre parole di oggi è l'assoluto disprezzo per noi italiani che questo postribolo di parvenù che è diventato il Parlamento della Repubblica ha dimostrato di avere ed esercitare con la massima tracotanza ed odiosità. Neanche ai tempi del mitico Sbardella, detto lo Squalo, si era mai arrivati a tanto. Ebbene qualche giorno fa è capitato l'inevitabile : il Ministero per lo Sviluppo Economico ha dovuto ammettere che tutti i dati pubblicati riguardo all'effetto del famigerato Jobs Act erano SBAGLIATI !!! Con una nonchalance degna delle migliori facce di bronzo, (per essere educati), questi carciofari del Ministero hanno dovuto ammettere che sì, alla fine erano giusti i dati dell'ISTAT e che i loro, nella migliore delle ipotesi, avevano contato due volte le stesse cose. In un Paese dotato di senso comune, tipo Gran Bretagna, Francia, addirittura negli Stati Uniti dopo un simile scandalo i dipendenti del Ministero che non sanno contare se non sulle dita delle proprie mani, il Ministro, gente come la Serracchiani o quei giornalisti beoti che non vedevano l'ora che il loro padrone gli gettasse l'osso per parlare di una ridicola “ripresina” da italietta e lo stesso Primo Ministro e Amato Leader della Ribollita de' la su' mamma si sarebbero dimessi e nascosti per la vergogna se non avessero voluto rischiare una defenestrazione a pedate da parte di un Popolo Italiano che potrebbe aver deciso finalmente di averne avuto abbastanza di cialtroni e quaqquaraquà.


Ma invece niente, non è successo niente ! L'Amato Leader de' la su' mamma è ancora lì, col sedere ben ancorato alla poltrona di Palazzo Chigi ed anzi lui ed i suoi allegri sodali hanno liquidato il fatto come una quisquillia, una pinzillacchera da fine Estate, manco fossero Totò, nessuno si è indignato, arrabbiato, incazzato, inferocito per l'ennesima presa per i fondelli da parte di Governo e politici e così l'Italia continua ad arrancare e agonizzare mentre questa strana gente continua a farneticare di mirabolanti Riforme, ripresine e ripresone come se volesse ricevere a tutti i costi dal vetusto ma pur sempre sulla cresta venerabile maestro Licio Gelli la tessera onoraria della P2.


E' un'Italia triste questa, fatta di menzogne e raggiri, di Legge del più forte e del più furbo, soffocata dalla cialtroneria portata a valore qualificante, senza più bussola ne valori. Certo gli anni dello scontro tra DC e PCI sono stati duri, hanno lasciato per strada morti e feriti ma l'Italia era popolata da gente fiera che, perlomeno, sapeva ed aveva per cosa lottare, fosse pure per la pagnotta o per un punto in meno di Scala Mobile. La Triplice, Enrico Berlinguer, Giulio Andreotti, l'Avvocato Agnelli, Merloni, Pininfarina, Luciano Lama, Aldo Moro, Sandro Pertini hanno animato, blandito, pilotato, vinto, perso e pagato con la propria vita anni di lotte, rivendicazioni, conquiste, progressi, titanici sforzi ed immani disastri ma l'Italia era, incredibilmente, stimata dai suoi nemici e temuta come un cancro dai suoi “amici” ed alleati. Olivetti, ENI, Alitalia, FIAT, INDESIT, Gruppo Merloni, BNL, BNA, RAI, AerMacchi, SIAE Marchetti, Piaggio, SIP-Tel, ENEL, Italgas, Ansaldo-Breda, Telespazio, Selenia, ELSAG, Rex, Pirelli e mi fermo perchè mi sembra di leggere i nomi sui loculi di un cimitero e mi viene il magone ma tutti questi nomi, tutte queste eccellenze italiane stimate e soprattutto temute al di la della Manica, delle Alpi e dell'Atlantico non ci sono più. Dal 1978, dalla morte di Aldo Moro, qualcuno si è dato una gran pena per radere al suolo e spargere il sale su quanto di meglio la creatività e la scienza italiane avessero mai realizzato in nome di un appiattimento assurdo, inconcepibile e criminale sui peggiori dogmi neo liberisti della Scuola di Economia di Chicago e dei loschi affari di un'accozzaglia di “allegri” framassoni che, pur nella loro micidiale efficacia nell'infettare e minare qualunque Istituzione Repubblicana per piegarla ai loro comodi, assomigliano più che altro agli sgangherati personaggi del film degli anni '70 “Vogliamo i Colonnelli” con Ugo Tognazzi e di Mario Monicelli.


Omnia Vincit Veritas ovvero la Verità sconfigge ogni nemico, dicevano i Romani ma qui, nella Roma del XXI° Secolo, che è tornata ad una forma di governo, quella dei due Consoli, introdotta nel VI° Secolo a.C. e abolita da Cesare Ottaviano Augusto nel I° Secolo d.C. , la Verità non ha più ospitalità da nessuna parte. Governi, Premier, Amati Leader de' la su' mamma, politici, zozzoni e cialtroni di ogni genere, risma e natura ci continuano a raccontare bugie, palle, panzane, turpi menzogne ed infami mistificazioni e noi non ci facciamo più caso, neanche ci adombriamo quando ci dicono che sono tutti una manica di incapaci ma che va bene così', tanto anche quest'anno si gioca il Campionato, la Cèmpions Lìg e la Coppa del Nonno così potremo continuare a rovinarci allegramente con le scommesse, vivere come degli Zombie attaccati a Facebook, fottercene dei nostri figli salvo ricorrere al TAR quando qualche professore, evidentemente ancora seguace di Mao Tse-Tung, osa bocciarli solo perchè non hanno mai aperto un libro in un intero anno scolastico o hanno picchiato il compagno disabile in bagno umiliandolo poi su internet con i filmati del pestaggio. Ma si sa, queste sono goliardate, chi non le ha fatte alla loro età ?


Beh, non so voi, ma io ed i miei compagni, amici e sodali che siamo nati tra il 1960 ed il 1970 queste cose non le facevamo. A Scuola la Maestra ed i Professori ci ripetevano fino allo sfinimento che la cosa più importante per ogni buon cittadino è il rispetto per gli altri, che chi è più forte ha il sacrosanto dovere di aiutare e proteggere il più debole e non di approfittarsene, che bisogna trattare gli altri come vorremmo che gli altri trattassero noi e che bisogna essere onesti e responsabili delle proprie azioni, non trovare il fesso sul quale scaricare le colpe.


Una volta eravamo Leoni, ora siamo una strana maggioranza silenziosa ma silenziosa fino a quando ? Cosa dovrà ancora succedere perchè i Leoni tornino a Ruggire ?


Leones sunt adhuc hic, ergo solliciter caveat Consules !

 
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Un blog di: Herebus
Data di creazione: 13/06/2013
 

 

"MORTE DI UN BRAVO RAGAZZO. L'INCREDIBILE STORIA DI MARIO BIONDO."

La Repubblica - Palermo, 13 Novembre 2018


La morte di Biondo un giallo lungo cinque anni na «storia incredibile» di misteri e di archiviazioni, indagata in un libro-dossier che prova a ricostruire, tra memorie private, perizie mediche e documenti d'archivio, il caso di Mario Biondo, il cameramen palermitano trovato morto cinque anni fa a Madrid. È una favola nera raccontata con la precisione di un cronista, il libro di Paolo Gentili, "Morte di un bravo ragazzo" (Sovera Edizioni): un contributo a una verità mancata a cui l'autore, con il contributo della madre della vittima, Santina Biondo, tenta di avvicinarsi, ricostruendo la vita privata del giovane con la moglie giornalista Raquel, più volte interrogata sui fatti, e le incongruenze di quattro armi di indagini, tra sms e dati estratti dal computer del giovane, poi compendiate in un atto scritto dai magistrati inquirenti, dove la vicenda Biondo resta ancora una storia irrisolta. Serve, allora, alla memoria capace di farsi domanda, anche la più semplice operazione letteraria su un giallo di cronaca. Perché di morte di può morire due volte, la seconda è quando si viene dimenticati.


 

 

OMNIA VINCIT VERITAS

 

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ULTIMO LIBRO PUBBLICATO DA PAOLO GENTILI

SOL INVICTUS : Una nuova alba.

 

Pensiamo veramente che ciò che finora abbiamo dato per scontato sia la realtà ? Siamo pronti a scommettere che la Storia che stiamo vivendo sia proprio quello che Dio abbia pensato e desiderato per noi ? L'Uomo moderno è così sicuro di se e del suo potere tecnologico da non riuscire a vedere la verità che gli sta davanti, dietro lo schermo del suo egoismo. Questo romanzo è il primo di una trilogia. Correndo lungo le tortuose strade della Storia dell'Uomo, prende spunto dalle Profezie sugli Ultimi Tempi, proprie di tutte le grandi Religioni della Terra e ci porta d'un balzo a vivere in prima persona il disegno che Dio ha pensato duemila anni fa, per mostrare all'Uomo il Suo vero volto. In una narrazione avvincente e ricca di colpi di scena, che nel primo volume prende le mosse dal 1976, scopriremo come l'Uomo da secoli si sia attrezzato per ostacolare il disegno divino. Ai nostri giorni utilizza l'Associazione maggiormente ramificata, pericolosa e segreta, nata nel cuore della più potente Nazione della Terra, con tentacoli nel nostro Paese ed in altre nazioni occidentali.

 

www.soveraedizioni.it

www.ibs.it


 

HANNO DETTO DI : "SOL INVICTUS : UNA NUOVA ALBA"

" Sol Invictus è un romanzo colto e ben scritto che ripropone tematiche non certo inedite ma comunque stimolanti per chi ama i thriller fantapolitici venati di misticismo millenaristico. "


" Nel tempo dell'inganno chi dice la verità è un rivoluzionario. " Questo il leit motiv del libro, mutuato dal pensiero di George Orwell in 1984. Un testo che posso considerare un saggio camuffato da romanzo.

 

Da Roma a Yale nel Connecticut, dagli archivi segreti del Vaticano alle stanze asettiche della Cia, dalla Buenos Aires della "sporca guerra" dei desaparecidos alla quiete irreale di Salò sul Garda e di Sherbrook nel Quebec, dalle birrerie di Monaco di Baviera ai monasteri benedettini di Subiaco a Roma. Attraverso i dialoghi incalzanti fra chi complotta per imporre sull'intera umanità il dominio satanico della Confraternita della Morte (che ha come motto "Guerra, Sangue e Miseria") e chi invece, nel nome dell'umanesimo di matrice cristiana, tenta di opporsi a questa infernale macchinazione, si snoda l'ingranaggio narrativo costruito da Paolo Gentili, che, mediante una prosa di forte impatto giornalistico, tesse la sua ragnatela di cospirazioni ad alto livello.