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Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da gnoccosenzauto

Informazione o pubblicità?

 
 
 

Gli americani so forti!!!

Post n°13 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da gnoccosenzauto

USA - è finalmente in commercio la prima auto che funziona completamente ad idrogeno. Nessuna emissione inquinante dunque. La nuova Honda FCX Clarity è già sul mercato americano da metà luglio 2008.

La distribuzione è attualmente molto limitata, si parla di soli 200 esemplari nei primi 3 anni. Inoltre l’auto verrà venduta solo nella area Sud della California. Tali limitazioni sono dovute principalmente alla scarsità di stazioni di rifornimento d’idrogeno attualmente disponibili sul territorio americano. La Honda assicura comunque di essere al lavoro per allargare la rete di distribuzione.

Ma non è tutto. Sembra che Honda sia già a buon punto con la messa a punto di un sistema di rifornimento casalingo (Home Energy Station) grazie al quale ciascun proprietario potrà fare il pieno d’idrogeno direttamente dal proprio garage. Molto interessante.

Ma vediamo nel dettaglio come funziona questo gioiello tecnologico. Le celle a combustibile convertono idrogeno e ossigeno in elettricità. L’energia elettrica prodotta dalle celle viene immagazzinata in una batteria al litio per poi essere successivamente trasmessa al motore elettrico, cuore pulsante della FCX.

Il processo di combustione dell’idrogeno genera semplice vapore acqueo. Per questo l’Honda FCX Clarity è la prima auto a emissioni zero. Va sottolineato che Honda produce in casa tutte le parti dell’auto, in particolare le celle a idrogeno, considerate molto costose.

La Clarity ha un’autonomia di circa 450 km, pesa 1600 Kg ed è lunga 4.80 m. Valori di tutto rispetto per un auto completamente ecologica, comoda e spaziosa, pensata per la famiglia, ma non solo. L’Honda FCX può contare sull’esuberante potenza di 134 cavalli e su un design raffinato dal chiaro tocco sportivo. Gli interni, curati ed accoglienti, confermano le ultime inclinazioni digitali di casa Honda, sottolineando il carattere tecnologico dell’auto.

La Honda FCX Clarity verrà venduta in formula leasing ad un prezzo di 600 $ (circa 385 €) al mese per 3 anni, manutenzione compresa. Speriamo sia solo il preludio ad un’era di cambiamento.

 
 
 

6 Ottobre

Post n°12 pubblicato il 30 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

BLOCCO DEL TRAFFICO

 
 
 

Post N° 11

Post n°11 pubblicato il 26 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

L’azienda chimica inglese Ineos ha dichiarato che entro 2 anni inizierà la produzione su scala industriale di carburante ricavato dalla spazzatura. A quanto pare le ricerche sembrano essere già a buon punto. I test effettuati negli States, e più precisamente in Arkansas, hanno dato esiti positivi. La nuova tecnologia messa a punto dalla casa inglese è capace di ricavare ingenti quantità di bioetanolo da residui di coltivazioni agricole e da rifiuti organici provenienti dai centri urbani. Questi vengono bruciati in modo da ricavare gas, in particolare idrogeno e monossido di carbonio.

 I gas vengono poi lasciati raffreddare e fermentare attraverso un naturale processo batterico. Il ricavato è appunto l’etanolo, il quale, una volta raffinato, può essere sfruttato per alimentare veicoli di ogni tipo, da solo o in combinazione con altri carburanti tradizionali, garantendo una forte riduzione delle emissioni di gas serra prodotti dagli scarichi. I primi risultati dicono che da 1 tonnellata di rifiuti si possono generare ben 400 litri di etanolo. 

Il tutto sembra non avere controindicazioni, per questo in molti, comprese alcune importanti case automobilistiche, stanno guardando con interesse al progetto. La Ineos Bio è convinta che nel giro di pochi anni il 10% dei veicoli in Europa e Stati Uniti sarà alimentato da bioetanolo di seconda generazione. Tramutare la comune spazzatura in carburante ecologico aiuterebbe a smaltire le crescenti quantità di rifiuti e al contempo ridurre le emissioni inquinanti. Una delle soluzioni più interessanti, complete e, a quanto sembra, perseguibili degli ultimi anni.

 
 
 

Post N° 10

Post n°10 pubblicato il 25 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

Arriva dagli Stati Uniti una nuova moda lanciata da un gruppo di giovani eco-consapevoli, che trasforma il risparmio in arte. Questi ragazzi, chiamati hypermiler, usano tutte le tecniche possibili per ridurre i consumi di carburante della propria auto

, aumentando la percorrenza km/l ben oltre gli standard. A dire il vero la nuova tendenza era già stata localizzata in Giappone qualche anno fa, ma era rimasta avvolta da quell’alone di scetticismo che solitamente colpisce i fenomeni di nicchia. Ora che il caro petrolio ha colpito anche gli Stati Uniti, la nuova tendenza comincia ad assumere rilevanza internazionale. Non più un hobby per pochi, ma una moda imperante. Non si tratta più solo di saper dosare il gas per risparmiare qualche dollaro sul pieno, ma di affinare continuamente la propria tecnica di guida per arrivare ad avere consumi record. Un sorta di sfida quotidiana con se stessi e con gli altri, che vede vincitore chi arriva ad ottenere le migliori percorrenze. Per primeggiare occorre un’attenzione maniacale ai piccoli dettagli, quasi un’ossessione per alcuni.

Il manuale del perfetto “risparmiatore” dà alcune regole basilari che molti conoscono, ma che in pochi sfruttano all’atto pratico. Mettersi in scia ad un altro auto che ci precede, ad esempio, riduce il coefficiente di resistenza dell’aria e consente di usare meno carburante. Percorrere strade in discesa o lunghi rettilinei in folle o addirittura a motore spento. Cercare di usare l’acceleratore in modo sempre graduale ed evitare le partenze “a tavoletta”. Sfruttare il più possibile la levetta del cruise control che permette di aumentare o ridurre in modo dolce ed omogeneo la velocità di crociera. Sono solo alcune delle pratiche utilizzate dagli hypermiler per ottenere percorrenze da favola. I ”top driver” registrano consumi incredibilmente bassi, anche oltre i 30 km/litro.

Tale pratica non è però esente da critiche. Sono in molti infatti a sostenere che questo tipo di guida sia pericolosa ed irritante per gli altri automobilisti. Ovviamente i portavoce dell’hypermiling smentiscono e affermano che tale pratica, oltra a essere decisamente “conveniente”, riduce in modo sostanziale le emissioni di gas serra e contribuisce a calare drasticamente i pericoli connessi agli eccessi di velocità. Come non essere d’accordo.

 
 
 
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Un blog di: gnoccosenzauto
Data di creazione: 03/09/2008
 

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