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Stare lontano dal male e fare del bene..... nel silenzioso cammino!
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Post n°226 pubblicato il 25 Ottobre 2009 da orta0
Vangelo: Mc 10,46-52
Nel vangelo di Mc questo discepolo è l'unico che lo segue nel cammino della passione ad occhi aperti, consapevoli. Successivamente, sul Golgota, il primo a "vederci" sarà il centurione quando esclamerà dopo la morte di Gesù: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio" (15,41). Il giorno dopo la morte saranno le donne "a vederci", a capire il tutto. Gli apostoli arriveranno "a vedere" dopo, molto dopo. La storia della passione è la storia di uomini che "non hanno visto niente". Non sono riusciti, cioè, a penetrare il mistero, sono rimasti, direbbe il vangelo, ciechi. Così è la nostra vita quando rimaniamo nella superficie delle cose e degli eventi La prima: cerchi di compiacerlo, di tenerlo buono. Eri piccolo, tua madre voleva che tu "non rompessi", che non la tediassi, che non le fossi sempre attaccato alle gonne e così tu hai deciso di diventare un bravo bambino. Non urlavi, non creavi troppi problemi, la assecondavi e ti comportavi bene. Sei ancora il bravo bambino Timeo che teme il giudizio degli altri e che non può deludere nessuno. Dentro hai ancora la paura che tua madre (quell'uomo) ti possa abbandonare, ti possa lasciare solo. Ed è per questo che non ti è possibile deludere nessuno. E' per questo che vorresti che tutti pensassero bene di te. E' per questo che se qualcuno ti critica ne fai un'ossessione. E' per questo che ti chiedi sempre: "Cosa penseranno di me, che ho fatto questa cosa? Gli sarò piaciuto? Sarò andato bene?". Dentro sei ancora arrabbiato perché ti ha sottratto la tua infanzia, il tuo gioco e la tua vitalità. Ma non vuoi ammetterlo perché accettarlo sarebbe riconoscere e sentire quanto male sei stato e quanto tua madre ti ha costretto a diventare quello che non sei. Allora preferisci rimanere cieco. La seconda: lo controlli, te ne prendi cura. Cerchi di non far niente di sbagliato, anzi lo aiuti nei suoi intenti malsani. La terza: puoi combattere. Cerchi di mandarlo via, ti fai valere e cerchi di opporti. Tuo padre era un autoritario. Quando parlava lui gli altri dovevano tacere e ascoltare: "Tu parlerai quando sarai grande; ma cosa vuoi saperne tu; ma se fino a ieri te la sei fatta addosso!; rispetto per i genitori!". La quarta: ritrarsi. Non puoi affrontarlo, fuggi, scappi, ti nascondi. Tuo padre era violento, alzava la voce facilmente e anche le mani. Era troppo forte per te. Così l'unica possibilità era nascondersi in camera o non dire nulla perché tutto poteva essere motivo di pericolo. Adesso sei grande e sei ancora così: non rischi nulla, non ci provi. Sei l'uomo del "buon senso", quello che pesa tutto. Nelle discussioni non esci mai, tu ascolti e non ti esponi mai. Se puoi conciliare una cosa la fai. Tu dici di non amare il litigio, la conflittualità: "Non capisco perché bisogna litigare o alzare la voce così", dici sempre a tua moglie. In realtà tu hai paura. Sei ancora il bambino Timeo che in camera sua prega Gesù perché suo padre la smetta o se ne vada di casa, e comunque non succeda niente di grave. Ma non vuoi ammetterlo: "Io sono così; io sono un po' timido; io sono di carattere chiuso". E preferisci rimanere cieco piuttosto che sentire tutto quel dolore. Cosa fa un bambino quando non vuole vedere quello che ha davanti? (anche noi adulti facciamo così)! Chiude gli occhi. Allora, siccome non vediamo una cosa, ci sembra che non ci sia. E' che non funziona. Di fronte a certi dolori e a certe sofferenze della nostra vita, siccome non potevamo scappare, non potevamo esimerci dal provarli, abbiamo chiuso gli occhi. Ed è chiaro che non vogliamo riaprirli: cosa rivedremmo altrimenti? Così giudichiamo sempre gli altri: ma chissà quanto noi siamo stati feriti! Così ci anneghiamo nell'alcool: ma chissà quanta "birra d'amore" ci è mancata! Così diventiamo depressi: ma chissà quanto siamo stati frustrati nella nostra vitalità! Così parliamo sempre: ma chissà perché non possiamo fare silenzio e ascoltarci! E' per questo che dobbiamo diventare ciechi: dobbiamo eliminare ciò che ci fa soffrire e non vederlo più. Per questo la gente odia conoscersi e scappa da se stessa. Quando non sai chi sei, non hai più direzioni, non sai come muoverti nella vita. Allora si vegeta, si vaga senza meta di qua e di là, si vaga nel nulla del buio. Il cieco mendica: quello che non vedi in te lo chiedi agli altri. Se tu non ti senti degno, qualunque cosa fai devi chiedere scusa. Se tu non ti senti sicuro, qualunque cosa fai, devi mettere in dubbio: "Mah? Chissà! Forse! Che sia giusto!". Se tu non senti il tuo valore, qualunque cosa fai, dovrai chiedere conferma agli altri. Quando non ti ami non puoi che cercare bramosamente amore fuori di te. Allora ti svendi e scendi a dei compromessi terribili. Allora ti accontenti delle briciole tanta è la tua fame d'amore. C'è una donna che ha un vuoto d'affetto enorme dentro. E' insieme con uno più vecchio di lei di vent'anni che la maltratta, che la usa, che la gestisce come vuole. Lei, in realtà è una bella donna, brillante, piena di energie. Ma il suo bisogno d'amore è così grande che si accontenta di così poco secondo la regola che "qualcosa è meglio di niente". "E' meglio - dice lei - qualcuno che nessuno". E così si lascia fare di tutto perché ha una paura folle di essere lasciata. Quante volte di fronte ad un "no" o ad un tentativo non riuscito ci tiriamo indietro sconfitti. Ci abbiamo provato, ci è andata male e diciamo: "Mai più!". Perché se tu non ci credi con tutte le tue forze non avverrà niente. Perché, in fin dei conti, ci viene dato quello che crediamo. Se non credi di guarire non guarirai. Se non credi di poter cambiare, non cambierai. Se non credi in te, non realizzerai mai niente. Se non credi al tuo sogno, non lo raggiungerai. Se non credi nella forza del tuo cuore, non amerai. Se non credi nel Dio che abita in te, non sarai mai felice. Non conta se voglio una cosa ma quanto la voglio. Molte persone vorrebbero tante cose ma vorrebbero che arrivassero finché loro sono sedute in poltrona davanti la tv, con una bella birra e dei pop-corn. Perché non può essere così? Molte persone vorrebbero tante cose e davvero lo credono. Sono sinceri quando dicono così. E' che non vogliono mettersi in gioco, rischiare e volerlo con tutto se stessi. Fu per questo che Gesù chiese al giovane ricco di vendere tutto. Quel giovane voleva seguire Gesù ma non del tutto. E non si può raggiungere il Tutto se non lo vuoi del tutto. La fiducia di questo uomo cambia, piega il destino. Se una cosa buona la vuoi con tutto te stesso, anche il destino ti viene in soccorso. Quando c'è da dire come la si pensa tutti si dileguano. Quando finalmente qualcuno "lo vede" lui ha la forza di fare quello che prima non aveva mai fatto. Quando ti senti importante per qualcuno la vita cambia prospettiva. Io ho bisogno di sentire che per qualcuno sono importante, valgo. Allora crederò di essere importante. Io sono importante ma se nessuno me lo dice, se nessuno me lo fa vedere, se nessuno me la fa sentire, allora io mi sento inutile, sento che esserci o non esserci è la stessa cosa. Tanto vale, allora, non esserci. Il cieco si alza in piedi (lett. "si lanciò"): adesso trova la forza di contare sulle sue gambe, ritrova fiducia in sé. Butta vita il mantello che serviva oltre che per ripararsi dal freddo anche per raccogliere l'elemosina. Non è più un mendicante di amore: "Amatemi; guardatemi; consideratemi; ditemi che sono bravo, che valgo; fatemi i complimenti; fatemi sentire al centro dell'attenzione, ecc". Gesù gli fa la stessa domanda di domenica scorsa (10,36): "Che cosa vuoi che io ti faccia?". Quelli avevano chiesto cose materiali (gloria, potenza, successo, fama); Bartimeo chiede luce, di vederci. Non chiedere mai cose materiali, terrene, a Dio perché non te le può dare. Dio non ti può dare i soldi; Dio non ti può dare la salute; Dio non ti può dare la ricchezza, questa cosa o quella donna. Dio ti può concedere la fiducia, la consapevolezza, la luce, la verità, il senso della tua strada, la fiducia nella Vita. Ma molte persone non sanno cosa farsene di tutto questo. Tutti ci vedevano, ed erano ciechi. L'unico cieco, ci vedeva benissimo. Un pensiero per voi: M.P.
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Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)
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Orme di piedi
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Orme in scia
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Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
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