Creato da littlesparklingstar il 25/05/2007

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post it e fogli sparsi

 

 

Una mattina.

Post n°263 pubblicato il 25 Settembre 2018 da littlesparklingstar

Ho seguito il cambiamento.

Ho ritrovato il primitivo spirito creatore.

Ho volato sulle rotte del tè.

Ho tante storie in tasca.

 

Coming soon

 
 
 

Commiato

Post n°262 pubblicato il 12 Agosto 2009 da littlesparklingstar

Il 25 maggio 2007 concludeva una settimana difficile, stavo male ed implodevo e tra le deflagrazioni del cuore e le mille piume con cui attutivo quel rumore, per non farlo arrivare alle mie orecchie né a quelle di chi mi stava accanto, iniziavo a scrivere su questo blog.
Ho riso e pianto tra pagine virtuali che hanno scandito a volte ore, altre, quando la vita reale urgeva e riempiva i polmoni ed il tempo, settimane di assenze.
Nonostante i social network quest'angolo è rimasto il luogo in cui esprimere un sentire più intimo o profondo, certa che non sarebbe stato alla mercè di tutti, perchè la Io di questo blog la conoscono in pochi, ed andava bene così.
Mi accorgo ora dei mesi di silenzio trascorsi, delle ultime parole scritte dopo un giorno di Aprile che appartengono ad una Me diversa da quella di ieri, e mi sorprendo a capire che questo ieri si allontana nel tempo diventando sempre più nebuloso nel ricordo. 
Quando nebuloso non è, allora fa male; è la stilettata al cuore per qualcosa che c'era e non c'è più, che è stato strappato ed ancora si vorrebbe stringere tra le mani, respirare, vivere.

Il mio oggi è diverso e l'ho capito alle sette di sera affacciata ad una finestra guardando una sigaretta accesa e sorprendendomi a scoprire che da Ieri mi separa un numero fatto di troppi giorni per pensare che sia ancora "qualcosa di temporaneo".
Oggi è oggi, ed è definitivo, nonostante io sia così visceralmente legata al passato e nonostante ancora pianga, per quel passato.
Ancora? Ho pianto a volte in preda alla paura, alla rabbia, alla malinconia. 
Le mie lacrime nuove sono di amara consapevolezza e non avvertono quando arrivano: partono quando decidono loro e mi travolgono.
Questo oggi, fatto di scelte nuove e quesiti più urgenti mi fa piangere davanti ad un abito da sposa o a due persone che si amano senza farsi del male, mi fa sentire il bisogno di crescere, di andare, di rischiare, di prendermi la mia vita.
Sapere che quì è stampato il mio Ieri, e che la realtà ha reso l'oggi difficile da narrare, ha motivato la scelta di accomiatarmi.
Lascio, per un pò, la finestra aperta per farvi sbirciare tra quello che c'è dentro: chiuderla significherebbe cancellare per la seconda volta pezzi di vita che già hanno perso il loro teatro.

Oggi è il 12 Agosto 2009 e mi piace pensare che tra 12 mesi avrò scritto la mia storia su pagine nuove.

 

 
 
 

Pensieri

Post n°261 pubblicato il 19 Giugno 2009 da littlesparklingstar

In cerca di uno scoglio a cui aggrapparsi per ricominciare a guardare il sole senza oscillare tra le onde dell'incertezza.
Incertezza di oggi, anche di quest'attimo. 3..2..1....e potrebbe essere di nuovo rewind, tuono e il mondo che si ribalta, la natura che si ribella e la casa rassicurante che diventa il tuo nemico.
La terra su cui cammino, l'unica certezza che ho sempre sentito di avere, io che temo l'acqua perchè non mi permette di stare in piedi, non è più rassicurante: è diventata insofferente di tutto ciò che le stava addosso e sembra ancora scalciare per liberarsene. 
Scalcia scuotendo alberi, anche senza vento; tuonando, anche senza nuvole.

Sono in casa cercando normalità attraverso piani di fuga e programmi di un futuro in un Altrove che sia privo della paura che impregna l'aria di quì, dove un rumore diverso è un attimo di allarme, dove passano gli elicotteri militari a tutte le ore del giorno e della notte, dove i bambini sono tutti più seri ed i grandi hanno gli occhi più spenti.
Sono egoista forse, a cercare di ripartire e farlo solo per me? 
Abbandonare questo luogo assomiglia ad abbandonare una persona ferita che chiede aiuto: pur non potendo nulla per salvarla resti a tenerle la mano finchè puoi.
La mia città, quella dei lampioni arancioni e le foglie gialle a terra nelle sere d'autunno freddissime e pungenti, quella coi tramonti di agosto nel centro deserto, del Magoo a notte fonda e del panino ancora più tardi, dei giri a vuoto in macchina per smaltire un'arrabbiatura la sera, dei baci di quando ero al liceo, dei gelati con le amiche, delle lacrime dopo le liti, degli incontri più o meno leciti, dell'aspettare l'autobus per andare al mare, del fresco al ritorno, della neve in piazza duomo, delle corse in motorino per i vicoli, delle foto alle chiese con le mani gelate d'inverno per farfe restauro, dei volantini mille e mille volte lungo il corso.

La mia città che a volte la odio per non esserci più e mi fa venire voglia di scappare, e che a volte terrei ancora per mano.

 
 
 

Afasia?

Post n°260 pubblicato il 25 Maggio 2009 da littlesparklingstar

Le nostre vite sono state ribaltate, come se fossimo stati tutti carte da gioco disposte su un tavolo capovolto.
Sono qui ma l'essenza di questa vita, come quella di altre vite, si è dispersa nell'aria come un profumo quando la boccetta va in frantumi: restano i cocci ed un ricordo di odore che ha perso note e sfumature, conservando l'essenza di fondo.
Ripartire da quell'essenza è dovere di ognuno ma è anche la sfida più grande a procedere ogni giorno con coraggio verso un indefinito domani, senza certezza tranne una: nulla sarà come prima.
Il mio ieri è ricordo la mia normalità è ricordo e mi dispiace se non so più parlare nè scrivere, mi fa rabbia avere solo ricordi su cui ridere o piagnucolare quando il loro peso si fa sentire.
Mi manca Ieri e mi manca tanto.

 
 
 

Torta al cacao

Post n°259 pubblicato il 21 Marzo 2009 da littlesparklingstar

Fuori soffia zucchero a velo e nella luce fredda di un inverno resistente allo sfratto elenco ingredienti e scandisco le ore, per accoccolarmi in questo pomeriggio morbido.
Voglio che sia come un divano comodo e voglio pensare solo a quello che c'è, ora e quì, a rendere le ore piume leggere, pagine di un libro da sfogliare senza fretta, in cui me, te, il da farsi, le piccolezze e la quotidianità, le sfide e le scommesse, il passato, quest'oggi e l'oggi di domani diventino inchiostro.
Mescolo le farine, scelgo il limone rugoso dalla buccia spessa affidando a gesti concreti il compito di zavorrare il pensiero e ricondurlo a terra tra gli odori e la materia, dove ciò che si vede è ciò che è.
Vizio di forma, vedere ciò che "dovrebbe essere" o che "sarebbe, se", vedere laddove non arriva lo sguardo ma il cuore, o peggio dove arriva la ragione. Si vede troppo senza poterlo dire, senza conferma nè smentita, e si è spettatori soli.
Sbriciolo burro e zucchero facendone sabbia candida e lucida, sguscio il primo uovo con forza incerta, mai memore della giusta intensità che credevo di avere in pugno, la volta precedente.
Come in tutto il resto: per avere una vita perfetta, bisogna non smettere mai di applicarvisi; e tutto sarà come volevamo, le torte lievitano, le camicie bianche non ingialliscono e si stira sempre una sola volta, senza pieghe.
Salvo poi le incursioni del caso. O la scoperta che la camicia piace stropicciata. Peccato, nell'armadio è tutto impeccabile e si devono rimescolare le carte.
La leggerissima polvere del cacao amaro si mescola alla farina, tra sbuffi scuri ad ogni cucchiaio: mescolo, prima che il limone liberi il suo profumo dichiarando che la magia sta avendo inizio.
Tante polveri diverse che si amalgamano, aiutate da liquidi che le fondono, e dal calore che ne consolida la nuova veste. Odori che isolati evocano mondi, la cui unione genera altre memorie.
Mescolo, pensando a come sarà, scegliendo di aggiungere o togliere a seconda di come voglio che sia il risultato finale, in uno scambio attento di forze, tra me e questa massa informe, che in fondo e come sempre è solo un viaggio attraverso me stessa.
Mi sporco le mani di burro percorrendo la teglia nel suo profilo zigzagante, perchè fa parte del rito anche il tempo di pulirsi le dita e cospargere tutto di farina; verso l'impasto e lascio che si prenda il suo spazio, col suo tempo, prima di infornare.
Fuori nevica ancora.

 
 
 
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