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E' nel cervello la trappola della prima sigaretta

Post n°69 pubblicato il 27 Agosto 2008 da RDrakeFansClub
 

Cadere in una dipendenza precoce o provare invece avversione per il fumo dipende dal funzionamento di alcuni recettori cerebrali

(Reuters)
Perché ad alcuni la prima sigaretta fa ribrezzo e altri, invece, ne restano schiavi da subito? Per rispondere a questo interrogativo, gli studiosi dell’università canadese del Western Ontario hanno esaminato da vicino gli effetti della nicotina sul cervello, scoprendo i meccanismi neurologici che fanno la differenza.

IL CIRCUITO DEL PIACERE - «La nicotina produce un senso di gratificazione e induce dipendenza interagendo con una serie di circuiti cerebrali» ha spiegato Steve Laviolette, che ha guidato il lavoro di ricerca. In particolare, il circuito che utilizza un neurotrasmettitore chiamato dopamina serve a trasmettere i segnali legati alle proprietà piacevoli e gratificanti della nicotina. La dopamina è stata spesso definita una sorta di «anfetamina naturale» del nostro cervello, che viene rilasciata in abbondanza dal cervello ad esempio durante le fasi di innamoramento. La nicotina inalata con il fumo di sigaretta stimola il rilascio di dopamina attivando i neuroni dopaminergici in un’area del cervello chiamata mesolimbica, attraverso processi comuni ad altri tipi di dipendenza, e abuso, come quelli legati alla cocaina e all'alcol.

DIPENDENZA E AVVERSIONE - «Si sono compiuti grandi passi avanti per comprendere come il cervello elabora gli effetti della nicotina una volta che la dipendenza si è ormai stabilizzata – ha osservato Laviolette - . Ma c’è ancora molto da sapere su come il sistema dopaminergico mesolimbico può controllare la vulnerabilità iniziale alla nicotina, ovvero sul motivo per cui ci sono individui che ne diventano rapidamente dipendenti e altri per nulla, anzi, sviluppano perfino un senso di avversione».

I RECETTORI-CHIAVE - Gli scienziati canadesi hanno appunto identificato lo specifico sottotipo di recettori per la dopamina che controllano la sensibilità iniziale del cervello verso le proprietà della nicotina. Le naturali differenze tra gli individui a livello di tali recettori spiegherebbero perchè in certi casi una sola sigaretta basta per essere presi all'amo. Non solo, i ricercatori sono anche riusciti a manipolare il meccanismo, disattivando determinati recettori-chiave in topi da laboratorio, in modo da passare da una reazione di avversione ad una di gratificazione e viceversa.

UN AIUTO PER CHI VUOLE SMETTERE - La speranza, dicono gli autori dalle pagine del Journal of Neuroscience, dove hanno appena pubblicato i loro risultati, è di arrivare a nuove terapie per prevenire la dipendenza da nicotina e trattare le ricadute nei fumatori che cercano di smettere.

D.B.

 
 
 
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Data di creazione: 22/08/2007
 

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