16 presenze e 1200 minuti giocati. Non sappiamo se saranno davvero gli ultimi della stagione, certamente sono stati
, uno dopo l’altro, minuti da Milan, minuti da Gattuso. Il Rino di questa stagione, nato lunedì 19 maggio 2008 dopo l’incontro con Adriano Galliani nella sede via Turati, è stato un Milanista. Un giocatore-bandiera, un giocatore-cuore. E’ quella di domani la nostra vera, grande, trasferta della stagione. Trofei, vittorie, classifiche, vantaggi, svantaggi: calma, un attimo.
Prima viene Gattuso.
Rino ha giocato da Gattuso con il Catania: tenace, vero, totalizzante. Mai semplicemente generoso, sempre evidentemente decisivo: un contrasto dopo l’altro, il giallo che non ci voleva dopo l’ennesimo intervento di copertura. Alla fine della gara il solito post-partita con un po’ di dolore al ginocchio, ma l’appuntamento con la verità è solo rimandato ad un martedì di Milanello che nasce tranquillo e che si conclude tremendo.
Arrivano quasi in contemporanea: la notizia della squalifica ampiamente messa in conto e quella, spietata, subdola, cattiva, della lesione al crociato. Se ad Anversa, dal professor Martens, si procederà subito all’operazione, per Rino la stagione 2008-2009 potrebbe essere fin d'ora un libro alle ultime pagine.
Sarà, comunque vada, a meno di un miracolo al 90’, l’assenza più lunga dai campi di gioco per un giocatore integro come lui, sia da quando è nel Milan sia dall’inizio della sua carriera.
Rino, Rino…sulla sua maglia il rosso è più rosso e il nero un po’ più nero. Lui recupera, pressa, rilancia e il Milanista si sente rappresentato. Anzi, tenuto, preso e portato per mano. Anche domenica pomeriggio, nel freddo di San Siro, Rino è stata la stufa a gas delle tante piccole ansie di una partita importante.
Trasferta europea, dunque, domani, per il cuore rossonero. Rino e il professor Martens. Non sarà facile dirglielo per il luminare belga, ma se lo si dovrà dire e fare che lo si dica e lo si faccia. Dalle parti di Gattuso, non abita la tremarella. Rino è abituato a stare in trincea. E’ così quando arrembano gli avversari, sarà così per metabolizzare una dura realtà.
Domani ad Anversa Rino gioca per noi, domenica sera a Torino noi giocheremo per lui.
Inviato da: LUCIAETTA
il 13/06/2012 alle 17:32
Inviato da: ferdinandoGF
il 13/06/2012 alle 17:31
Inviato da: ferdinandoGF
il 13/06/2012 alle 17:31
Inviato da: robertoderoberto
il 12/02/2012 alle 05:50
Inviato da: MiciaL84
il 29/12/2011 alle 21:37