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I batteri «buoni» possono davvero aiutare in inverno?

Post n°115 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da RDrakeFansClub
 

Due studi fanno il punto sul ruolo dei probiotici nella prevenzione delle malattie «di stagione»

L'australiana promette di mettere a letto milioni di italiani a cavallo delle feste di Natale. Che già sono un «periodo di punta» per i malanni tipici di stagione: fra stress da regali, stravizi alimentari e riunioni di parenti e amici, il rischio di ammalarsi cresce. E aumentano le persone in cura con gli antibiotici. In questo panorama un tantino sconfortante, qualche buona notizia: i batteri «buoni», i probiotici, potrebbero aiutarci a evitare molti di questi guai. Uno studio italiano uscito su Journal of Clinical Gastroenterology dimostra che l'uso costante di probiotici riduce la probabilità di ammalarsi di malattie respiratorie, una ricerca da poco pubblicata dalla rivista American Family Physician indica che i probiotici diminuiscono gli effetti collaterali delle cure con antibiotici migliorandone la tollerabilità.

DIFESE – La ricerca italiana è stata condotta durante tre stagioni invernali, fra il 2003 e il 2007; ogni inverno sono stati reclutati circa 250 volontari che hanno assunto ogni giorno per tutta la stagione un mix di probiotici o un placebo. In tutti e tre le annate il consumo di probiotici ha permesso di migliorare la funzionalità gastrointestinale, ma soprattutto ha ridotto numero e severità delle malattie respiratorie (dai raffreddori all'influenza) rispetto al placebo. «I probiotici “tranquillizzano” le stazioni linfonodali del tratto intestinale», spiega il coordinatore dello studio, Fabrizio Pregliasco dell'Istituto di Virologia dell'Università di Milano. «Il trattamento consente infatti di sostituire la flora batterica “cattiva” con germi “buoni”: poiché il sistema linfonodale ha un solo centro di coordinamento, tenere tranquilla una zona ha effetti positivi generalizzati anche in altri distretti, ad esempio a livello respiratorio o del tratto genitale. Risultato, le difese aumentano, le infezioni sono meno probabili e, se compaiono, sono meno gravi».

ANTIBIOTICI – Benjamin Kligler, dell'Einstein College di New York, ha deciso invece di procedere a una nuova analisi di tutti i dati disponibili sull'effetto dei probiotici in caso di cura con antibiotici. Un paziente su cinque, infatti, smette di prendere antibiotici per colpa della diarrea indotta frequentemente da questi farmaci. Succede perché mentre fanno piazza pulita dei germi dannosi, gli antibiotici eliminano anche molti batteri buoni che fanno parte della flora intestinale. Kligler, rivalutando sette sperimentazioni cliniche sul tema, osserva che un impiego costante di probiotici durante la terapia antibiotica riduce il rischio di diarrea senza provocare alcun effetto collaterale.
«I margini di sicurezza di un trattamento con probiotici sono elevati; viste le evidenze di efficacia raccolte non c'è motivo per non prescriverli quando si somministrano gli antibiotici», ha dichiarato Kligler. «Inoltre, non diminuiscono l'efficacia della cura. Unico neo, l'effetto benefico dei probiotici dura poco, perciò devono essere assunti durante tutta la terapia antibiotica». Anche Pregliasco conferma la necessità della costanza: «Se desideriamo l'effetto preventivo nei confronti delle malattie respiratorie dobbiamo prenderli non solo per pochi giorni», specifica il virologo.

NATALE – A maggior ragione nel periodo natalizio, uno dei più a rischio proprio per influenze e raffreddori: fra pranzi e cenoni che affaticano l'organismo e stress da parenti serpenti, le nostre difese vengono messe a dura prova. Gli incontri ravvicinati (e quasi sempre al chiuso) con un gran numero di persone e l'arrivo dell'influenza fanno il resto: anche i germi festeggiano e il contagio si espande con più facilità. «In particolari condizioni di stress, dieta incongrua e stile di vita non idoneo si può avere uno squilibrio dei batteri buoni che stazionano lungo il tratto digestivo, svolgendo compiti utili al buon funzionamento dell'organismo in generale», precisa Lorenzo Morelli, microbiologo dell'Università di Piacenza. «I batteri buoni ci difendono dai loro simili che appartengono a “tribù” cattive, potenziando le nostre difese». Così i probiotici potrebbero aiutarci, proprio adesso, ad alzare le barricate contro le malattie da inverno: quali scegliere, però? «Per ottenere l'effetto protettivo servono le formulazioni in cui la carica batterica è consistente, tanto da garantire il “rimpiazzo” dei batteri cattivi con quelli buoni», dice Pregliasco. «Purtroppo c'è una gran confusione, anche legislativa, sui probiotici: alcuni sono venduti come integratori alimentari, altri come dispositivi medici, per altri ancora c'è la richiesta all'immissione sul mercato come farmaci. Un caos in cui orientarsi, per il consumatore, è complicato. Il consiglio? Chiedere al proprio medico quale sia il preparato che fa al caso nostro. Senza escludere gli alimenti arricchiti di probiotici, ma nella consapevolezza che con questi è un po' più difficile ottenere un pieno effetto protettivo», conclude l'esperto.

Elena Meli
22 dicembre 2008

 
 
 
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