Sarebbero stati tre geni del virus a renderlo capace di provocare le polmoniti fatali
WASHINGTON - Che cosa rese tanto micidiale la tristemente nota influenza «spagnola» del 1918? A ritmi più o meno regolari viene annunciata qualche scoperta che ne «svela definitivamente» il segreto. Questa volta è il turno di ricercatori giapponesi, che hanno scoperto tre geni che avrebbero permesso al virus di attaccare i polmoni provocando una polmonite.
LA RICERCA - Yoshihiro Kawaoka della University of Wisconsin e i colleghi delle Università di Kobe e Tokyo, in Giappone, sono partiti dalla considerazione che mentre l'influenza normale si limita a colpire le vie respiratorie causando febbre, debolezza e dolori muscolari, alcuni malati gravi sviluppano la polmonite, a volte a causa di sovrainfezioni batteriche, altre direttamente per l'azione del virus influenzale. L'epidemia di influenza del 1918 è stata la più devastante diffusione infettiva nella storia dell'umanità, causando circa 50 milioni di morti in tutto il mondo. E le autopsie hanno rilevato che molti morirono per polmonite. A tenere in vita il virus, riprodurlo e propagarlo nei polmoni, dicono i ricercatori, sono stati tre geni, chiamati PA, PB1, e PB2, assieme ad una versione 1918 della nucleoproteina o gene NP.
CONSEGUENZE - La scoperta, benchè «ennesima» potrebbe però rivelarsi particolarmente utile, per contribuire a sviluppare nuovi farmaci e aiutare a a individuare quali mutazioni genetiche trasformano una normale influenza in un'epidemia molto più pericolosa La scoperta giapponese, è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
Inviato da: LUCIAETTA
il 13/06/2012 alle 17:32
Inviato da: ferdinandoGF
il 13/06/2012 alle 17:31
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il 13/06/2012 alle 17:31
Inviato da: robertoderoberto
il 12/02/2012 alle 05:50
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il 29/12/2011 alle 21:37