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Ecco il corpo virtuale senza pił segreti
Post n°153 pubblicato il 17 Luglio 2009 da RDrakeFansClub
La tecnologia si chiama «Caverna di Platone» e permette di visualizzare gli organi interni nei minimi dettagli MILANO - Si chiama «Caverna di Platone» e non a caso: la nuova tecnologia, che permette di vedere immagini virtuali in 3D del corpo umano, fa rivivere ai medici la stessa esperienza dei prigionieri della caverna, raccontata dal filosofo greco con la sua celebre allegoria. Nel mito antico, i prigionieri credevano che le ombre proiettate sulle pareti fossero vere e soltanto una volta usciti, si rendevano conto della realtà. Con la nuova tecnica, oggi i medici possono vedere il corpo umano come non sono mai riusciti a fare dal vivo: grazie a un semplice comando possono «viaggiare» sotto la pelle, oltrepassare le ossa e navigare nel circolo sanguigno per analizzare più da vicino un organo o un tessuto o per localizzare esattamente il punto dove poi dovranno operare. Guardando con occhiali speciali vedono il corpo umano come un ologramma e su questo possono pianificare i trattamenti con grande precisione. NUOVE PROSPETTIVE - Questo nuovo approccio visivo cambia davvero le prospettive”per medici e pazienti. Prendiamo i radiologi oncologi: fino ad ora potevano vedere sezioni limitate del corpo umano, adesso invece possono guardare all’interno e studiare nel dettaglio le aree dove è presente un tumore e dove devono indirizzare un trattamento radiante. «In passato – spiega ancora Buter - quando si pianificava una terapia, si potevano avere dati sulla dose massima di radiazioni da utilizzare per un particolare organo, come per esempio il midollo spinale, ma non si poteva visualizzare la localizzazione. Con la “Caverna di Platone” riusciamo adesso a vedere la distribuzione delle radiazioni e modificare la dose». Per i chirurghi, invece, che devono eseguire un intervento, l’indagine consente di valutare in anticipo l’eventuale presenza di ostacoli anatomici che possono comprometterne la buona riuscita. «Se il chirurgo sta pianificando una resezione del fegato – spiega Butler – può simulare la rimozione di una parte e , premendo un pulsante, può determinare quanto tessuto epatico rimane funzionante dopo l’intervento». Adriana Bazzi |



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