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Rischio cardiovascolare: reumatici come i diabetici
Post n°162 pubblicato il 15 Settembre 2009 da RDrakeFansClub
Chi è affetto da artrite reumatoide si ammala più spesso di patologie cardiovascolari. Come chi soffre di diabete
LO STUDIO - Pubblicata su Annals of the Rheumatic Diseases, la ricerca ha evidenziato che malattie coronariche, delle arterie periferiche e di quelle cerebrali hanno una diffusione più che doppia nelle persone affette da artrite reumatoide rispetto alla popolazione generale (12,9% per le prime, 5% per la seconda) e perfettamente sovrapponibili a quelle tipiche della popolazione diabetica (12,4%). La manifestazione delle diverse patologie nei pazienti reumatici e diabetici è però completamente diversa: vi è una predominanza delle malattie che riguardano le arterie che irrorano il cuore (le coronarie) nei primi, di quelle periferiche nei secondi. L’INFIAMMAZIONE - Diverse le ipotesi che i ricercatori avanzano per giustificare il fenomeno. Di certo non bastano i fattori di rischio convenzionali a spiegarlo, né il fatto che, alle prese con la difficile gestione dell’artrite reumatoide, spesso i pazienti trascurino altre patologie. Più probabile allora un’altra teoria. «Studi epidemiologici, clinici e di laboratorio - scrivono i ricercatori - hanno mostrato che il sistema immunitario e l’infiammazione giocano un ruolo preponderante in tutti gli stadi di evoluzione dell’aterosclerosi e contribuiscono in maniera decisiva all’aumento del rischio cardiovascolare». «La presenza di un’infiammazione cronica - continuano - implicata sia nell’origine dell’artrite reumatoide, sia in quella del diabete e dell’aterosclerosi sembra quindi essere il filo che unisce le tre patologie». Qualunque sia la causa prima, resta il fatto che l’aumento di rischio è tangibile. «Ciò - conclude il team olandese - enfatizza la necessità di una gestione mirata del rischio cardiovascolare nei pazienti reumatici». Antonino Michienzi |


MILANO - È tempo di cominciare a pensare alle persone affette da artrite reumatoide come soggetti caratterizzati da un alto rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e perciò agire di conseguenza mettendo a punto appositi programmi. È infatti noto da tempo che le probabilità che un paziente reumatico vada incontro a infarti, ictus o occlusioni di arterie periferiche sono decisamente più alte rispetto alla popolazione generale. Ma finora nessuno aveva quantificato a quanto questo rischio ammontasse. A farlo ci ha pensato ora uno
Inviato da: LUCIAETTA
il 13/06/2012 alle 17:32
Inviato da: ferdinandoGF
il 13/06/2012 alle 17:31
Inviato da: ferdinandoGF
il 13/06/2012 alle 17:31
Inviato da: robertoderoberto
il 12/02/2012 alle 05:50
Inviato da: MiciaL84
il 29/12/2011 alle 21:37