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Un blog creato da Ru.Ja il 13/12/2012
 
 

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Jenseits des Lustprinzips

Post n°17 pubblicato il 09 Dicembre 2016 da Ru.Ja

 

La sofferenza è la conta che difetta ad una mano,

come smembrarsi ogni sera, affacciandosi dentro

a pirica polvere, nel frammento di vetro che ci scindeva,

riparo che inseguivo e vibrazioni schiodate a palmi nudi,

certi graffi ritraggono percezioni, sfilare da una lacerazione

gli urli e restare in attesa di un fiotto lungo il derma

che pressi sui polsi ogni primavera omessa,

strapparsi l’unghia che fa sangue e smarrirla sotto

i guanciali in quelle notti di fulgore, avvilupparsi gli arti

e farsi alveare, solo per i venturi inverni schiuso.

 
 
 

Continuum

Post n°16 pubblicato il 28 Novembre 2016 da Ru.Ja


C'è ampio spazio addosso,
quando l'inventiva non s'arresta -dimori-
un ramo azzarda, struscia e graffia una gota,
quando la lingua assolve la nutrizione del fiato, -vellica-
l'involucro ossa/derma e t'agiti pelle tesa/dai carmi divorata,
arrestata su un -delirio- la mano
il cielo resta strepito e il vento sulla persona mi passa
-distinguendomi-

come quando poco cogitabondi ci parlavamo la notte/
nell'avara circonferenza di un palmo.



 
 
 

Teneritudinem Elfmuth

Post n°15 pubblicato il 13 Novembre 2016 da Ru.Ja

 

Questi piedi rimossi dai fossati
narrano al cielo
la porosa patina di un dolore
[rimbalza sui denti
la litania-
quanto frangiflutti di fredda saliva]
l'inedia rendimi su un tozzo di pane
impregnato di rabbia - nero di seppia
[sulla scettica natura - frugale]
la demarcazione - s'interpone
in deshabillé sull'oblunga notte [ferrosa]
e ti dissolvi come una blatta
in preda al gelo
[siam degni dello zoccolo duro
sul dorso- sguarnito
dall'amenità]

al volgere alla fine della bocca l'auspicabile sono
rimembralo in queste tarde antimeridiane di novembre.

 

 

 
 
 

Solve et Coagula

Post n°14 pubblicato il 04 Novembre 2016 da Ru.Ja


Un grumo di mondi
tale ordinare per derma
il tuo-mio annidare
si rappezza a punti dispari
-scoccare di sismiche nubi
che agguanta da una forra all'altra,
come erudite bocche ad addentare
minuzzoli di midolla-

[e ti passo contropelo
ogni solco di humus
che il tuo nome dilaga

questo arieggiarmi delle ruine
dei tepenti sconfinamenti
che certi palmi mi hanno rimuginato]

rammento l'acume del tuo agire
verso la carne della parola
-questo sbatacchiarmi di dosso
ogni raggrinzimento che sgomenta
l'oceano della di noi pelle-

 

 
 
 

Iperbole

Post n°13 pubblicato il 29 Ottobre 2016 da Ru.Ja

 

Serrare le palpebre e sbocconcellare il vento,
farsi come una valva, guadarsi
e captare la sabbia, granello appresso granello
-c'è la vastità, di quest'acqua melmosa
l'autunno puniceo e le lacrime eburnee-
addestrare ed evadere, ovviare
-secernersi addosso-
quando una parola forata
sul margine temporeggia
-ignudarsi l'anima e rimanere discinta
di quell'amore che difetta-

 

 
 
 

Caudatoria

Post n°12 pubblicato il 23 Ottobre 2016 da Ru.Ja

 

Il trastullo nei controcanti percorre
le ombre e zompettano silfi di giada
dai seni alla bocca, issate pareti
dalle punte stinte dei rami
imbianchìti-appena
zeppa di erubescenze come chiazze
ruffiane di virgulti-in boccio

 

 

 
 
 
 

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« Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare, a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell'infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole. Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell'alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula ». Sylvia Plath