Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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AlibiLavoro svogliato, studio costretto, corse in macchina, whisky bevuti alla goccia solo per il gusto di anestetizzarsi prima possibile e sigarette fumate di fretta. Questo sembra essere il manifesto dell'ultimo periodo. Litigi, incomprensioni e isterismo latente emergono con violenza portando alla luce tutto quel mio "lato B" che da tempo reclama tempi e spazi. E come al solito quando mi sento strano, diverso, attaccabile, vado a rifugiarmi nei miei luoghi, quelli dove le mura di tufo sono amiche e i piccoli mattoni di cotto non gelano la pelle nuda che vi si poggia sopra. Sapete, in questi giorni Lei è bellissima. Mi è sembrata luminosa come gli occhi di una ragazza al primo appuntamento, piena di vita e curata in ogni suo particolare, seppur con grande semplicita'. E poi via, tutte queste sere, in culo al lavoro e all'esame di mercoledì (consapevole che me ne pentiro'...eccome se accadra'!), sono uscito con Lei, dentro di Lei, apprezzando ogni suo respiro, ogni suo sussulto ogni suo fremito. A suonare la chitarra e a parlare con sconociuti, a condividere la stessa birra ormai calda e a fare il "gioco della seduzione", a contare le stelle che si intravedono tra un palazzo e ll'altro e a stare zitto, immobile, giusto per ascoltare divertito la "voce dalle mille voci" della Piazza. Nel momento culminante della sua bellezza non potro' esserci, perche' i dannati impegni che mangiano il tempo non consentono strappi alle regole... Ma gia' in questi giorni è un capolavoro: Adoro sempre Siena, ma nei giorni del Palio è semplicemente splendida. Ora lo sapete anche voi: non esistono piu' alibi... E la mente vola sulla curva di San Martino come neppure Pegaso saprebbe fare... Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18