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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Il Tossico

Post n°139 pubblicato il 15 Agosto 2007 da Solo_Vita
 

Il desiderio è energia elettrica che attraversa e scandalizza.

E dentro questa stanza ce ne sarebbe abbastanza da mandare avanti le luci di questa anonima citta' per anni. Potremmo far soffiare il vento su questi sterminati campi di granoturco per ore, come desidererei accarezzarti delicatamente il viso da qui all'eternita'.

Tu, i tuoi occhi, il battito del cuore: il mio piccolo mondo non necessita di altro.

All'interno di questa casa silenziosa scateniamo tempesta, per poi salpare verso l'inferno e risalire veloci verso il paradiso. Difficile capire se si tratti di peccato, di santita', di redenzione o di perdizione. Di certo è necessita'.

Impossibile capire se le mani curiose ed impazienti stanno seguendo il copione, mentre una bocca assetata di labbra crea un dolce, irresistibile, diversivo.
Conosco i tuoi movimenti, assecondo il tuo corpo, neutralizzo teneramente le tue contromosse. Mi occupo di te, solo di te e non desidero niente in cambio.

Mi pagherai con un sospiro, con una parola non detta, con una frase che muore in gola ma che è istintiva da leggere negli occhi, come un pensiero che si trasmette attraverso il semplice contatto della pelle umida. Lacrime, sudore o umori?

Lo so, non dovrei desiderarti così, ma non riesco proprio a far meno del veleno che attraverso la sua pericolosita' mi fa sentire vivo. Muoio lentamente ogni volta che ti respiro forte, mentre disorientato perdo l'equilibrio e mi appoggio leggero sul collo e ti desidero, così, come potrei bramare un sorso d'acqua in una giornata d'estate oppure una boccata d'aria quando dopo due minuti di immersione subacquea i miei polmoni bruciano come brace viva.

E facciamo l'amore, sì che lo facciamo. Pur senza farlo.

Non è necessario spogliare il corpo quando l'anima è messa a nudo ed il suo candore originale splende senza paura di abbagliare quello che la circonda.
E' possibile fare l'amore senza amplessi, lasciandosi guidare solo dal respiro di chi puo' permettersi di prendere a prestito la nostra esistenza senza neppure chiederla, perchè siamo noi che gliela offriamo senza che alcuna incertezza attraversi il nostro animo.

Inspirare la stessa aria e godere della vicinanza dei corpi.

Buttarla fuori e avvertire il limite della propria fisicita' solo attraverso il sudore che diventa una sensazione fredda sulla pelle, perchè accarezzato dall'aria espirata dall'altro . Difficile dire dove finisco io e dove cominci tu, noi, il mondo.

Potremmo andare avanti così, per ore, giorni, secoli.

Sarei in grado di non fermarmi mai, sino a diventare polvere per poi continuare a mescolarmi così alle tue molecole...in una danza che non ha fine.

Immerso in quel profumo che mi fa diventare drogato. Totalmente tossicodipendente da quella farina che potrebbe ucciderti.

E fiero di esserlo.

"Per dipendenza si intende una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine. Si può dipendere patologicamente da sostanze (tossicodipendenza), in cui rientra l'alcolismo, da cibo ( bulimia, binge eater disorder ), da sesso ( dipendenza sessuale ), da lavoro ( work-a-holic ), da comportamenti come il gioco ( gioco d'azzardo patologico ), lo shopping ( shopping compulsivo ), la televisione, internet ( internet dipendenza ), i videogame. Rientrano nelle dipendenze patogene anche quelle da luoghi e culture ( sindrome da sradicamento ), ed anche da rapporti umani ( interdipendenza di relazione ). La dipendenza da sigaretta rientra invece tra le dipendenze "oggettuali", dove il rapporto con l'oggetto risponde ad un bisogno relazionale di tipo proiettivo." (fonte wikipedia)

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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