Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Lezioni Di VoloQuante volte devo ancora dirvelo che quelle scatolette di latta non sono buone per contenere le vostre anime? Sono ideali per contenere le buste piene di spesa del sabato pomeriggio, i mobili in kit dell'IKEA, le valige quando dovete partire per le vacanze. Ma non sono adatte per le vostre anime, non sono adatte. Perche' le anime sono fatte per volare leggere nell'aria di maggio, sospese tra il profumo dei fiori e dell'erba verde appena tagliata. Hanno lunghe appendici per sfruttare le correnti ascensionali ed arrivare sin lassu', vicine al sole, dove i problemi sono solo minuscoli puntini privi di significato. E allora perchè? Perchè vi ostinate a mettervi dentro quelle scatole che si rompono, si fermano, inquinano, fanno rumore? E sbattono. Sbattono con dentro le vostre preziose storie, i sogni, le speranze, la rabbia, la vita. E tutto questo puo' accadere in un qualsiasi merdosissimo venerdì di ottobre, mentre i vostri amici sono a casa a temporeggiare con la loro esistenza e voi stavate dirigendovi chissa' dove. Non lo sapremo mai. E quando chi vi conosce e apprezza verra' a sapere della vostra sorte da una telefonata sara' scosso, intorpidito, infreddolito. Sara' incazzato sapendovi inseriti di diritto nelle statiche dei "morti sulle strade del weekend". Il vostro nome sara' assieme a quello di circa altre settanta persone, citato distrattamente in qualche tg locale prima di finire nel dimenticatoio annegato nelle lacrime di coloro che vi vogliono bene. E tutto finira' così. Con un funerale alle 15.30 di domenica sette ottobre in una chiesetta stracolma di giovani intorpiditi e storditi. Non dall'alcool stavolta, non dalle droghe. Cari benpensanti, stavolta è solo dolore. E vaffanculo mondo di merda. Se penso a quella volta che ci siamo detti -ne parliamo la prossima volta che ci vediamo- mi viene il vomito. Arrivederci, arrivederci e basta... Buona fortuna.
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18