Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Can't StopTempo di riflessione questo. Si corre a perdifiato verso l'inverno, immoliamo un'ora di sole in favore di una di sonno e la gente sotto il traffico bagnato dalla pioggia sembra ancora piu' sclerata del solito. Rifletto e tiro le fila dell'ultimo periodo. Da un paio di settimane la donna della mia vita, quella che mi ha fatto venire al mondo, è in ospedale. Da tre settimane una mia amica, oltretutto anche piu' giovane di me, è sotto un metro e mezzo di terra in un cimitero immerso nella grande vallata della Valdichiana. Da sette giorni un mio grande amico è in una stanza asettica di un ospedale fiorentino. Rifletto ancora. Sudo freddo. Mi tasto il polso lievemente accelerato. Forse ho la febbre. Cosa sta succedendo? Evidentemente c'è qualcosa che sfugge alla mia comprensione, qualcosa di grosso, di mastodontico. Probabilmente è così gigantesco che io lo scambio per il mondo intero mentre in realta' basterebbe allontanarsi un po' e tutto mi apparirebbe palese. Tre passi indietro ci vorrebbero, ma non posso indietreggiare neppure un millimetro. Siamo in guerra. A forza di guardare il mondo dalla piccola finestra del reparto di chirurgia mi sono convinto che quello che c'è fuori sia semplicemente da osservare, come se si trattasse di un acquario pieno di pesci colorati, strombazzanti e illuminati di luci al neon. Mentre non c'è nulla da vivere. Rifletto. Accendo una philip morris -cazzo voglio smettere- e penso a Lei. A Te. Chissa' dove sarai in questo momento e quali braccia ti stringeranno. Magari avrai a che fare con uno che sorride sempre, solare, che la domenica ti porta al mare. Chissa' se qualche volta ti capita ancora di pensare a me, ai nostri momenti che seppur lontani sono scolpiti nella mia anima come una Pieta' nel marmo di Carrara. Esistera' sempre dentro di te quel sorriso buffo che ti rubava dal mondo e ti faceva solo mia? Fantasmi, sogni, incubi e percezioni si mescolano sospesi nella nuvola di fumo che, dopo essersi avvinghiata su se' stessa, sparisce nel silenzio perfetto della notte. Il dolore al petto sembra farsi piu' forte -non saranno per davvero i polmoni Ale, vero?- mentre come al solito butto la colpa sui troppi stravizi dei brevi momenti di tempo libero. Chissa' che stavolta non tocchi anche a me di combattere una battaglia, non a fianco di altri, ma direttamente in prima linea, con la sola forza delle mie mie mani e del sangue che mi circola nelle vene. Non posso certo dire che mi sento pronto ma....avanti il prossimo, sino a che ci sara' fiato e Amore sono convinto di potercela fare. Anzi, ce la faremo tutti. Respira, respira, respira... Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18