Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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R3trovisor3Scorre veloce il paesaggio intorno e me. Scorre così tanto che non riesco neppure a capire dove sono. Conta solo guidare, andare forte, veder scivolare il guardrail il piu' velocemente possibile. C'è un istante in cui sono altissimo, sospeso su un viadotto che attraversa la citta'. Potrebbe essere Genova -ma sì c'è anche il mare-. Sempre su un viadotto, ma intorno a me un paesaggio come lunare, irreale, malinconico. Dannazione, sembra il tratto dell'autostrada dei Parchi che taglia l'Italia di traverso da Roma alla costa abruzzese. Stento un po' a riconoscerla, sono passati tanti anni da quelle vacanze serene coi miei, ma ho ben poche possiblita' d'errore...anzi, sono sicuro. Ancora piede destro che schiaccia l'acceleratore e mi ritrovo su un bel tratto a tre corsie. NON pensare. Di benzina nel serbatoio non ce n'è piu', ma ho dalla mia il combustibile migliore esistente: la PAURA. Dolore fisico, dolore di testa, dolore nella mia pelle ed in quella degli altri. Se solo potessi me la strapperei di dosso... ma sara' tutta colpa del caldo, si. Buona fortuna.
"'...Dopo averla salutata in una maniera che al mondo apparve naturalmente distratta, si fiondo' sull'affollato regionale dirigendosi con chirurgica precisione verso uno dei finestrini che si affacciavano sulla banchina. La ressa sulla carrozza gli impediva di mettersi in una posizione ideale per vederla e fu così che si accontento' di un semplice spicchio di visuale, tra le nuche dei pendolari annoiati e poggiatesta di sedili sudici e scoloriti dal tempo. Dopo il fischio del capotreno, giusto un istante prima che il locomotore muovesse le otto carrozze, Lei si giro' verso di lui e gli sguardi, finalmente, si unirono. Fecero l'amore così, per un tempo indefinito, poi si lasciarono trascinare svogliati ognuno verso la propria strada con la gelida consapevolezza che, come binari, avrebbero sempre vissuto accanto senza intrecciarsi piu'. No emozioni, no passione, no brivido, no scoperta. Tutto evaporato come acqua sull'asfalto screpolato dal luglio cocente.
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18