Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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La Morte Dolce
Post n°180 pubblicato il 21 Settembre 2009 da Solo_Vita
Passi ritmati e automatici, che si susseguono uno dietro l'altro, come colpi di un metronomo lasciato al suo destino sopra un pianoforte che ha smesso di suonare, come il ticchettìo dell'orologio della sala di aspetto della rianimazione di un ospedale di provincia, come i singhiozzi del pianto disperato di una bambina che reclama attenzione all'interno della sua cameretta. Risposte cercate nella folle, lucida, solitudine di una giovane donna Intanto attorno ad Alice la campagna che muore nel silenzio di settembre. Ha bisogno di quiete, Lei che è fuggita in mezzo al nulla nel tentativo di ascoltare sè stessa, di tamponare la profonda ferita da taglio infertale da chi pensava la amasse. Può vederlo il frutto di questo amore materno, di questo -darsi- che arriva dal nucleo del pianeta, osservando i grandi chicchi di uva matura accarezzati da questa pioggia fatta di grandi, fredde, gocce. In quella miscela di sensazioni c'è racchiuso un intero anno. Come nel suo amore agonizzante. E' uno spettacolo unico, meraviglioso, commovente, questo. Così superbo che Lei non riesce a trattenere le lacrime. E le lascia sfuggire, nel silenzio assordante della campagna che muore, lontana mille chilometri da chi le aveva fatto intravedere amore per poi trasformarlo in polvere. Alchimia anche questa, si potrebbe dire. La nascita, la vita, la morte. Tutto perfettamente circolare, così straordinariamente logico e prevedibile da spaventare chi, come l'uomo, è abituato a fronteggiare molto più spesso l'irrazionalità rispetto al crudo razionale. E' tremendamente dolce il temporale di oggi, perfetto sicario di un'estate vissuta con gli occhi, col gusto, con la pelle. Un'estate esanime, condensata ormai nell'ultimo respiro fatto di aria inaspettatamente tiepida di una giornata di ottobre. Cadono copiose le lacrime, mentre il temporale si fa più forte. Il prossimo anno però quest'uva però non potrà avere il solito sapore. Sarà speciale, unico, innamorato. Ci sarà il dolcissimo sale di Alice e renderla unica. Anche i leoncini imparano ad uccidere giocando. Ed è una meraviglia. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
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il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
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Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18