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IL CUORE LO TROVAI IN CORSIA, CADUTO MEZZO MORTO

Post n°109 pubblicato il 05 Luglio 2008 da Irvine2007
 

 

 

 

“Non insistere. Ti ho già detto di no”.

Era l’ennesima volta che Francesca mi ripeteva quella frase.

Riusciva a piacermi anche se mi diceva di no.

Era fantastica. Aveva un’espressione bellissima.

“Non capisco perché devi sempre dirmi no”

“Sai, non è difficile da capire, non ti voglio, non farmi diventare acida, non voglio essere insensibile ma voglio farti capire che tu non sei il mio tipo”

“E chi sarebbe il tuo tipo?”

“Daiiii! Ti pregooooo” mi aveva detto sull’orlo di una crisi di nervi.

Ma io avevo insistito.

“Stai calma, se mi dici come sarebbe il tuo tipo, ti lascio stare e puoi andare a dormire”.

Era quasi mezzanotte.

“Uffa, lo sapevo io, non dovevo accettare il tuo invito, mi avevi giurato che ti bastava la mia amicizia”

In effetti per poter convincere Francesca ad uscire con me, avevo dovuto per forza fingere di desiderare soltanto la sua compagnia e nient’altro.

Chiunque avrebbe capito che mentivo ma non Francesca.

Lei era troppo ingenua. Certe volte mi stupiva quel suo modo di credere così facilmente alle parole.

Ma le parole non sono così vere come sembrano. Le parole assumono il significato che noi gli diamo.

“Dai per favore, cosa ti costa rispondere alla mia domanda?” le avevo detto cercando di deviare dal suo discorso.

“Uffaaaa! Va bene, te lo dico. Il mio tipo dev’essere bello, sensibile, profondo, dolce, premuroso, duro, sicuro di sé…”

“Praticamente un mostro” le avevo detto interrompendola

“Ecco, lo sapevo… non ti interessa come la penso…”

“Certo che mi interessa…però mi preoccupa quello che dici… non pensi sia troppo perfetto il tuo tipo? Quello che ti sei messo in testa non è un uomo, lo ripeto, è un mostro!”

“E perché sarebbe un mostro? Dai sentiamo cos’ha da dire il saggio”

“C’è poco da sfottere”

“Non sto sfottendo, è solo che mi irritano le tue parole”

“Dio, ma lo sai che anche se mi piaci un casino, allo stesso tempo ti trovo assurda?”

“Se mi trovi così assurda, perché non mi lasci in pace?”

“Perché l’amore è imprevedibile…”

“Mamma mia, come sei mieloso”

“Be’, io sono come sono…comunque vuoi saperlo o no come la penso sul tuo tipo ideale?”

“Dai parla, ma sbrigati!”

“Be’ il tuo tipo ideale è troppo perfetto! Non credi sia meglio un tipo normale, magari con qualche difetto in piu’ ma almeno un po’ originale?”

“Se esistesse un tipo così, chissà, ci farei un pensierino…”

“Sapevo che lo avresti detto!”

“Cos’hai capito?”

“Niente niente… diciamo che io sono un bel tipo, con qualche difetto, un po’ testardo ma sensibile e imprevedibile… trai tu le conclusioni…”

“Ma quali conclusioni…” mi aveva detto lei camminando veloce verso la porta di casa

“Francesca…” le avevo detto io, quasi ansimante e con un po’ di affanno

“Dimmi”

“Io non ce la faccio senza di te”

“Mi dispiace, Alberto, davvero, ma non posso cambiare le cose, non posso costringermi a vederti in una maniera diversa, tu per me sei solo un amico”

La guardavo fisso negli occhi ascoltando le sue parole. Ero incantato. Mi piaceva troppo. Avrei voluto dirle “stai tranquilla, ti aspetto, dovessi attendere cento anni”, però ero troppo nervoso. Avevo finito per dirle in maniera secca e decisa “sei solo una stronza, insensibile”.

Non so perché avevo pronunciato quelle parole. Non le pensavo davvero. Forse le avevo dette per orgoglio.

Lei dopo un attimo, con lo sguardo triste, mi aveva detto semplicemente:

“vaffanculo”.

E così dicendo aveva aperto velocemente la porta di casa e l’aveva sbattuta forte, lasciandomi lì da solo.

 

 

***

 

Il giorno dopo ero andato a casa di Marco per cercare conforto. Ero molto triste per quanto accaduto con Francesca la sera prima. Sapevo di avere sbagliato. Mi ero comportato male. E non avevo raggiunto nemmeno lo scopo. Magari ero riuscito anche a farmi odiare da lei.

Avevo raccontato tutto a Marco e lui mi guardava senza dire niente. Ascoltava le mie parole. Aveva l’espressione seria. Sapeva che avevo combinato un gran casino. Speravo lo stesso che lui mi consolasse un po’. Ne avevo davvero bisogno.

Finito di raccontare tutto, avevo dato un’occhiata ai cd di Marco.

Aveva fatto nuovi acquisti. C’era il nuovo album di Claudio Baglioni, l’ultima raccolta dei Nirvana e il greatest hits dei Police.

Poi mi ero messo a guardare anche i libri, cercando di nascondere il più possibile il mio nervosismo.

Avevo preso in mano qualche titolo.

“Storie di ordinaria follia” di Charles Bukowski, “Anime alla deriva” di Richard Mason e “Instant love” di Luca Bianchini. Leggevo quei titoli e diventato sempre più nervoso.

C’era un silenzio assurdo nella casa di Marco quando lui mi aveva detto:

 

- Possibile che devi sempre perdere la calma? Te l’ho detto un sacco di volte, devi avere pazienza con le donne

- Si hai ragione ma porca miseria, non ce la faccio

- Lo vedo che non ce la fai

-         Secondo te Francesca mi odia?

-         Noooo! Cosa dici? Ti ama alla follia! Non te ne sei accorto? E per dimostrartelo ti ha mandato anche a fare in culo

-         Non ricordarmelo, che tristezza, porca miseria!

-         Mi dispiace, non voglio farti diventare ancora più triste

-         Secondo te posso fare ancora qualcosa?

-         Certo che puoi fare qualcosa, a meno che lei non sia un tipo alla “Dio perdona io no”

-         E cosa potrei fare? Non ho idea!

-         Non lo so, dovresti chiederle scusa, è il minimo dopo quello che le hai detto

-         E cosa potrei dirle?

-         Potresti prendere esempio da una scena del film “Ritorno al futuro”! Magari fai come George Mcfly con Lorraine. Puoi dire a Francesca che lei è il tuo DELFINO cioè il tuo DESTINO…

-         Che stronzo che sei! Io sto male e tu mi prendi per il culo! Che razza di amico!

-         Mmmm.

-         Che hai da mugugnare?

-         Niente niente. Stavo solo notando che il tuo senso dell’umorismo è praticamente ridotto a zero.

-         Vorrei vedere te al posto mio…

-         Be’ non vorrei essere al tuo posto

-         E ci credo…grazie mille per avermelo ricordato…

-         Dai smettila di arrabbiarti

-         Come se fosse facile

 

A quel punto Marco mi aveva guardato serio.

Mi aveva detto:

 

-         Mandale un sms, no?

 

***

 

Avevo seguito il consiglio di Marco.

Avevo mandato un sms a Francesca.

 

Ciao Fran, volevo chiederti scusa per l’altra sera, sono stato un cretino. Perdonami, A.

 

***

 

Non avevo ricevuto risposta. Erano passati due giorni e Francesca non si era fatta sentire. Non mi aveva mandato sms, non aveva fatto squilli, niente.

 

Avevo capito che ormai non c’era nulla da fare.

Certe volte puoi solo stare in silenzio cercando di dimenticare.

E non ti resta che prendere il cuore e portarlo in altre direzioni.

All’inizio ti sembra difficile rialzarti.

Ma puoi scoprire che anche se zoppo, il tuo cuore ha ancora tanta energia e può resistere ancora un po’.

Almeno fino all’arrivo di una nuova ragazza.

 
 
 
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