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1. TOPOLINI, FORMAGGIO E CAMBIAMENTO

Post n°42 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da francescalc.mi
 
Foto di francescalc.mi

CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO?

di Spencer Johnson (2004)

segue articolo correlato: QUANDO IL CAMBIAMENTO PARALIZZA ________________________________________________________________________________ C’erano una volta* due topolini Sniff e Scurry e due personcine, dell’altezza di un pollice, Hem e Haw, che vivevano insieme in un enorme labirinto. L'intrico di corridoi era molto complesso, pieno di vicoli ciechi ed angoli bui, ma ognuno dei quattro sapeva che, alla Stazione F, di formaggio se ne trovava in abbondanza. I due topini, però, forti del loro istinto, stavano sempre all’erta: la riserva di formaggio, avevano notato, andava diminuendo e se la scorta fosse un giorno terminata, erano pronti a muoversi altrove. Sniff confidava nel suo fiuto e Scurry nella sua abilità di correre velocemente. Per questo ogni giorno vestivano tute da jogging e scarpe da ginnastica e cominciavano la ricerca giornaliera del loro cibo preferito. Hem e Haw, al contrario, non si ponevano nemmeno il problema. Pensavano che la riserva di formaggio fosse costante e perenne, che, seppur diminuiti i pezzi di formaggio, di nuovi se ne sarebbero in qualche modo accatastati per loro. Convinti di ciò, conducevano così una vita prospera e spensierata. Successe un giorno che alla Stazione F il formaggio venne a mancare davvero. Non se ne trovava che in piccoli pezzetti, la scorta pareva proprio esaurita. I due topolini presero atto della realtà e senza grandi drammi. Infondo avevano sempre saputo che prima o poi la scorta sarebbe finita. Erano preparati all’inevitabile e sapevano istintivamente cosa fare: Sniff cominciò a fiutare nei corridoi del labirinto, muovendosi per tentativi; Scurry si allacciò bene le scarpe da ginnastica e iniziò la sua corsa. Per Hem e Haw al contrario fu una vera tragedia, perché non erano preparati all’evento. Essendo due piccoletti intellettualmente molto dotati, cominciarono a guardarsi intorno e ad ispezionare la Stazione F da cima a fondo: cercavano spiegazioni, sviluppavano teorie, si perdevano in elaborati ragionamenti, in special modo Hem che però, dopo molte riflessioni, sentì salire un’ansia potente e preso dalla rabbia gridò “NON E’ GIUSTO!!!”. Hem si sentiva tradito. La sua razione di formaggio era per lui un diritto e non poteva capire per quale ragione ne venisse privato. Continuava a rielaborare mentalmente l'accaduto, ancora ed ancora, ma non ne veniva a capo. Fino a che la sua mente, ormai satura di analisi, ipotesi e tesi, andò in corto circuito! Haw non voleva nemmeno ascoltare le lamentele di Hem. Era rimasto completamente allibito, paralizzato. Non riusciva a riflettere, né ad accettare ciò che pareva una vera catastrofe. Dopo un po’ di tempo Haw si ritrovò a dire: “Ma che fine avranno fatto Sniff e Scurry?!” Hem ribattè un po’ seccato “Ma che c’entra? Sono solo topi, reagiscono agli eventi istintivamente, non fanno ragionamenti come noi!” Ed Haw perplesso “…so che siamo intelligenti… ma al momento non sembra molto intelligente la nostra reazione, la situazione è cambiata e noi stiamo qui immobili, forse dovremmo cambiare anche noi ed agire in modo differente…” Hem allora si arrabbiò davvero “Ah bene, dovremmo cambiare NOI…!! Noi siamo speciali, esseri pen-san-ti” scandì con orgoglio “ queste cose non dovrebbero accadere a noi! O, dovendo accadere, dovremmo averne in cambio qualche beneficio!” Haw era ancora più perplesso “… e per quale motivo?” “Perché siamo qualificati alla nostra razione di formaggio!” ed Haw ormai interdetto “… e per quale ragione?!” “Perché non abbiamo causato noi il problema, qualcun altro lo ha fatto!” Haw timidamente concluse “forse dovremmo smetterla con queste elucubrazioni ed andare alla ricerca di nuovo formaggio…” La risposta di Hem fu definitiva “Proprio non se ne parla, andrò a fondo della faccenda!” Nel mentre che Haw ed Hem tenevano questa conversazione, fermi alla Stazione F, Sniff e Scurry si stavano muovendo da tempo nel labirinto. Non pensavano a nulla, se non a trovare nuovo formaggio. Girarono a lungo invano, in una direzione poi in un’altra, fino a che si ritrovarono in un luogo dove in precedenza non erano mai stati: la Stazione N. E non poterono credere ai loro occhi quando scoprirono che era colma di formaggio fresco!!! Nel frattempo Hem ed Haw cominciavano a risentire seriamente della mancanza di cibo. Haw aveva qualche idea circa la possibilità di muovesi, ma Hem ogni volta rispondeva categorico “No, Mi piace stare qui. E’ comodo e sicuro. Questo è tutto ciò che so. Là fuori invece è pericoloso!” Ogni volta che Hem la metteva su questo piano, in Haw si risvegliava la paura di fallire, di perdersi e l’idea di andar alla ricerca di formaggio svaniva. Intanto la situazione si faceva più dura… di notte le due personcine faticavano a prender sonno, di giorno sentivano le energie venir meno ed erano sempre più irritabili e depressi. Una mattina, presi dalla disperazione, scavarono un grande buco nel muro, nella speranza che, oltre la parete, vi fosse una riserva di cibo. Non fu così, tutto vuoto. Haw stava cominciando a realizzare la differenza tra essere attivi e produttivi… Ormai i due erano sempre più deboli a causa della fame e dello stress. Alla fine Haw sbuffò “Insomma, rimaniamo qui bloccati e ci chiediamo come mai non otteniamo nessun risultato!” Cominciava a rendersi conto di quanto quell’impasse fosse prodotto dalla sua paura. Col passare dei giorni Haw si ritrovò ad immaginare sempre più spesso di uscire dalla Stazione F, di andare e trovare il formaggio e gustarlo!… una visione! E più chiaramente vedeva l’immagine di se stesso che trovava e gustava il nuovo formaggio, più si vedeva lasciare la Stazione F” Purtroppo però le paure che Hem gli istillava “E che accade se… e poi se…” tornavano immancabilmente a far capolino nella sua testa e si ritrovava bloccato dov’era. Un bel giorno però Haw decise di farsi forza, lo motivò l’idea di quello che avrebbe potuto guadagnare uscendo dalla Stazione F. Senza più pensarci sopra, cercò le scarpe da ginnastica e lasciò Hem che ancora si lamentava. Partì presto, non senza aver prima lasciato all’amico un motto sul muro nella speranza di stimolare anche lui all’azione. Scrisse: “se non cambi, ti spegni” e se n’andò. Non fu facile per Haw addentrarsi nei profondi corridoi del labirinto. E’ vero, alcuni li aveva già visitati, almeno quelli intorno alla Stazione F, ma era passato molto tempo da allora e ciò che lo aspettava gli era completamente ignoto e ridestava in lui mille paure. Durante il cammino trovò briciole di formaggio sparse qua e là, ma troppo poche per soddisfare la sua fame. Decise comunque di continuare. Mentre percorreva i meandri del labirinto fece alcune riflessioni: nel corso degli ultimi tempi aveva notato che i pezzettini di formaggio alla Stazione F erano diminuiti gradualmente, che la muffa aveva cominciato a far capolino qua e là… realizzò che se solo avesse osservato ciò che accadeva, non sarebbe stato colto di sorpresa ed avrebbe potuto anticipare il cambiamento. Decise che d’ora in avanti sarebbe stato più vigile. Non avrebbe atteso il verificarsi del cambiamento, avrebbe invece confidato nel suo intuito e si sarebbe predisposto ad adattarsi. Fu così che pensò di fissare sul muro del corridoio la sua nuova massima: “annusa il formaggio spesso, così saprai quando sta andando a male.” Cammina cammina, giunse infine ad una Stazione. Sconosciuta. Vi entrò, ma era completamente vuota. Fu preso da sconforto e da paura… voleva rinunciare, tornare alla Stazione F e godere almeno della compagnia di Hem… Era confuso nel labirinto e non si sentiva per niente sicuro, inoltre sembrava fare un passo avanti e due indietro… cominciava anche a chiedersi se fosse realistico pensare di trovare del nuovo formaggio… Riuscì a proseguire grazie ad una frase che continuava a ronzargli in testa “Che cosa faresti se non avessi paura?” Si rese conto che i suoi timori erano dettati dai pensieri catastrofici che si portava dietro e questo lo aiutò a disfarsene e continuare il cammino (del resto era l’unica possibilità di trovare – eventualmente – del nuovo formaggio. Ritornare avrebbe escluso anche questa remota opzione). “Basta!” disse a se stesso “non voglio sentirmi indebolito dalle previsioni infauste che crea la mia mente! Mi limiterò a guardare dove metto i piedi…” e con questa spinta riprese il tragitto. Si focalizzò di nuovo sull’immagine di se stesso che trovava nuovo e gustoso formaggio, sulla contentezza e soddisfazione conseguenti e scrisse ancora sul muro: “Immaginarti mentre ti godi il nuovo formaggio ti conduce nel luogo dove trovarlo”. Il cammino fu lungo, vero è che sulla strada trovò pezzi di formaggio sparsi di ottima qualità, che molto gli piacquero e che gli permisero di riacquistare la forza necessaria per proseguire. Un giorno arrivò ad un’altra stazione sconosciuta. Si chiamava Stazione del Formaggio. Sulla soglia si intravvedevano briciole sparse. Entrò entusiasta e fu molto deluso quando si accorse che qualcuno era giunto prima di lui ed aveva esaurito la scorta. Haw era davvero esausto e demotivato. Stava accadendo ancora! Nonostante fosse sempre in cammino, niente formaggio... I suoi sforzi non venivano premiati… Fu solo una nuova riflessione a spronarlo a proseguire: dall’inizio del viaggio aveva trovato vari tipi di formaggio, seppur in minuscoli pezzettini. Se fosse rimasto alla Stazione F, questo non avrebbe potuto accadere. Ormai gli era dunque sempre più chiaro che il cambiamento è qualcosa di naturale ed inevitabile, sia che lo si desideri o no. Il vero rischio lo si corre quando ci si lascia cogliere di sorpresa. Così decise di scrivere sulla parete del corridoio: “ I vecchi convincimenti non ti conducono al nuovo formaggio”. Carico di ottimismo, aggiunse un secondo motto più avanti: “notare i piccoli cambiamenti al più presto aiuta ad adattarsi ai grandi che stanno per sopraggiungere”. Gradualmente Haw si sentiva sempre più tranquillo, non aveva più tanta paura della strada da percorrere e quando si sentiva giù, si focalizzava sull’immagine invitante di se stesso spaparanzato a gustarsi il nuovo formaggio, così si ricaricava. Un giorno scrisse sul muro: “prima lasci andare il vecchio formaggio, prima ne troverai di nuovo” Proprio in virtù del suo rinnovato stato d’animo, ad un certo punto del viaggio decise di tornare alla Stazione F da Hem . Gli offrì dei pezzetti di formaggio raccolti lungo la via. Si trattava di una qualità di formaggio diversa da quella a cui erano stati abituati e sperava che Hem lo gradisse. L’amico però, dopo averlo ringraziato del gesto, commentò “Non penso di volere del nuovo formaggio. Non è quello a cui sono abituato. Io voglio IL MIO formaggio, lo rivoglio indietro e non ho intenzione di cambiare fino a che non l’otterrò” Passò altro tempo. Haw riprese il cammino ed arrivò al punto più lontano a cui era giunto in precedenza. Un giorno, appena svoltato un angolo buio, si trovò all’ingresso di una nuova stazione. Si chiamava Stazione N. All’interno vi trovò una quantità industriale di nuovo fresco formaggio!! Era incantato, estasiato alla vista delle forme di ogni qualità disposte in alte pile! Per questo ci mise del tempo a riconoscere in un angolo gli amici Sniff e Scurry intenti a divorare formaggio con gusto! Le loro panciotte testimoniavano che i due dovevano essere lì da lungo tempo. Li salutò, calorosamente ricambiato. Tolse le scarpe da ginnastica, le legò al collo e si tuffò letteralmente nel nuovo formaggio anche lui! I due topolini risero e annuirono condividendo il suo nuovo atteggiamento. Fece un ultimo pensiero: esiste una paura sana, che aiuta a reagire al pericolo. Ne esiste però un’altra irrazionale, in grado solo di paralizzare l’azione. In quei giorni Haw rimase a lungo presso la Stazione N a rifocillarsi, di tanto in tanto, però, usciva in esplorazione del labirinto, per evitare di isolarsi di nuovo in una zona erroneamente ritenuta confortevole. Fu durante una piacevole sosta nella stazione che Haw notò dei passi provenire da un corridoio, sperò ardentemente che Hem avesse cambiato idea e, supportato dai messaggi lasciati lungo le pareti, stesse giungendo anch’egli alla stazione N. (segue articolo correlato) * - le parti in corsivo sono tratte dal testo originale

 
 
 
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