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Creato da: birminghamcity il 04/03/2006
Poesia, arte e universo.

 

 

Post N° 120

Post n°120 pubblicato il 16 Maggio 2009 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

Eccomi qua......dopo tanto..tanto...tempo.

 

Non ci sarà più nessuno forse dei vecchi amici  a visitarmi...

Il blog si è bloccato tempo fa.

 

Oggi vorrei riprenderlo in mano. Anche se ho avuto la tentazione di eliminarlo.

Girando fra gli innumerevoli post non capivo quanto ancora rappresentasse di me.

Le esperienze che ho fatto nel frattempo mi hanno un po' cambiato e temevo non mi rappresentasse più. O, più giusto dire, non rappresentava più il mio approccio alla vita.

 

Ma ho deciso di riprenderlo in mano piano piano. E vedere di ricominciare dove avevamo lasciato. Anche perchè cancellare tante cose belle scritte anche da altri mi infastidiva.

 

 

Resta valido l'invito a scrivere a tutte quelle persone che avranno qualcosa da condividere. lo spazio resta libero per tutti.

 

Io per adesso vado avanti. Spero di fare la cosa giusta. Per dirla con le parole di una vecchia amica del blog : "riprendo in mano il mio giardino e strappo un po' di erbacce."

 

 
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Post N° 119

Post n°119 pubblicato il 24 Marzo 2008 da costellazione68

Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.

(Tagore)

immagine

 
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AD UNA TERRA TERRA SCOMPARSA...

Post n°118 pubblicato il 17 Marzo 2008 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

And now I'll tell you what's against us
An art that's lived for centuries
Go through the years and you will find
What's blackened all of history
Against us is the law
With its immensity of strength and power
Against us is the law!
Police know how to make a man
A guilty or an innocent
Against us is the power of police!
The shameless lies that men have told
Will ever more be paid in gold
Against us is the power of the gold!
Against us is racial hatred
And the simple fact that we are poor

JOAN BAEZ , ENNIO MORRICONE

 
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Post N° 117

Post n°117 pubblicato il 03 Marzo 2008 da birminghamcity

Tina

Il caffè di djar

profumava il nostro incontro

Il sole africano

colorava il nostro aspettare

Il muezzin vicino

cantava il nostro amore

Un mostro in agguato

si è nutrito di noi.

A.P.

 
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Post N° 116

Post n°116 pubblicato il 03 Marzo 2008 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

BENVENUTA... MAME

 
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ATTENZIONE!  AVVISO AI NAVIGANTI.

Post n°115 pubblicato il 03 Marzo 2008 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

 Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant'Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e "muore lentamente", ma solo pochissimi siti segnalano l'errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha scritto l'8 luglio 2007.

UN GRAZIE A PAZZERELLA76!

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

 
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DA CLAUDIO LOLLI

Post n°114 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da birminghamcity

Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot,
dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.
Nacqui un giorno di marzo o d'aprile non so,
mia madre che mi allatta è un ricordo che ho,
ma credo che già in quel giorno però
invece di succhiare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia,
in quei luoghi azzurri di cieli e acquiloni,
nei giorni sereni che non rivedrò
io stavo già aspettando Godot.
L'adolescenza mi strappò di là,
e mi portò ad un angolo grigio,
dove fra tanti libri però,
invece di leggere io aspettavo Godot.
Giorni e giorni a quei tavolini,
gli amici e le donne vedevo vicini,
io mi mangiavo le mani però,
non mi muovevo e aspettavo Godot.
Ma se i sensi comandano l'uomo obbedisce,
così sposai la prima che incontrai,
ma anche la notte di nozze però,
non feci altro che aspettare Godot.
Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò,
piccolo e tondo urlava ogni sera,
ma invece di farlo giocare un po',
io uscivo fuori ad aspettare Godot.
E dopo questo un altro arrivò,
e dopo il secondo un altro però,
per esser del tutto sincero dirò,
che avrei preferito arrivasse Godot.
Sono invecchiato aspettando Godot,
ho sepolto mio padre aspettando Godot,
ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
Sono andato in pensione dieci anni fa,
ed ho perso la moglie acquistando in età,
i miei figli son grandi e lontani però,
io sto ancora aspettando Godot.
Questa sera sono un vecchio di settantanni,
solo e malato in mezzo a una strada,
dopo tanta vita più pazienza non ho,
non voglio più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna,
c'è un pozzo laggiù che specchia la luna,
è buio profondo e mi ci butterò,
senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti,
ho il viso sudato e le mani tremanti,
e la prima volta che sto per agire,
senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l'abitudine di tutta una vita,
ha fatto si che ancora una volta,
per un minuto io mi sia girato,
a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita,
l'oblio mi ha coperto di luce infinita,
e ho capito che non si può,
coprirsi le spalle aspettando Godot.
Non ho mai agito aspettando Godot,
per tutti i miei giorni aspettando Godot,
e ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte,
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.

 
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Post N° 111

Post n°111 pubblicato il 06 Febbraio 2008 da birminghamcity

Messaggio N°89 01-03-2007 - 11:02

Parole preliminari 

....si, scrivo questo soprattutto per gli adolescenti e i giovani, ma anche per coloro i quali, come me, si avvicinano alla morte, e si chiedono a che pro e perchè abbiamo vissuto e sopportato, sognato, scritto, dipinto o, semplicemente, impagliato sedie. Insomma, nonostante mi fossi rifiutato di scrivere queste pagine ultime, lo faccio solo nel momento in cui il mio io più profondo, il più misterioso e irrazionale, mi spinge a farlo.

Forse aiuterà a trovare un senso di trascendenza in questo mondo infestato di orrori, di tradimenti, di invidie; di abbandoni, torture e genocidi.

Ma anche di uccelli che con il loro canto risvegliano la mia anima, all'alba; o di piccole emozioni quoptidiane, come quando la mia vecchia gatta viene ad accoccolarsi sulle mie ginocchia, o quando osservo il colore dei fiori, a volte così piccolida doverli guardare da molto vicino.

Modestissimi messaggi che la divinità ci offre a dimostrazione della sua esistenza.

E non solo attraverso le innocenti creature della natura, ma, anche, incarnata in quegli anonimi eroi come quel pover'uomo che, durante un incendio scoppiato in una bidonville, entrò per tre volte in una baracca di lamiera in cui erano rimasti imprigionati alcuni bambini - i genitori li avevano lasciati per andare al lavoro - fino a morire nell'ultimo tentativo. Mostrandoci che non tutto è miserabile, sordido e sporco in questa vita, e che quel povero essere anonimo, come quei fiori, è prova dell' Assoluto.

ERNESTO SABATO  

"PAROLE PRELIMINARI"

DA : "PRIMA DELLA FINE"  Racconto di un secolo.

 
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Post N° 110

Post n°110 pubblicato il 03 Febbraio 2008 da birminghamcity

ImageCome avete usato del vostro tempo oggi? Avete goduto la bellezza del mondo che vi circonda, ringraziando per ogni cosa ed essendo consapevoli del vostro potere?  Eravate stanchi, arrabbiati, frustrati o delusi della vostra vita, di voi stessi e di quelli che vi stanno accanto? Vedeste la magia che vi circonda oppure eravate consapevoli delle limitazioni che esistono nella vostra realtà?
Quello che fate ogni giorno è importante per la vostra crescita spirituale e ogni giorno è una parte critica del vostro viaggio.

Ogni giorno della vostra vita contiene la stessa promessa e magia di ogni altro giorno. L’oggi è un dono. Contiene lo stesso potenziale di ieri e di domani.
Nell’Universo c’è solo il momento presente, pertanto ogni momento di ogni giorno è un passo dentro il successivo. Quando maledite l’oggi, e sperate che domani sarà migliore, state ignorando i doni che questo momento ha in serbo per voi.

Voi siete l’architetto della vostra realtà e la promessa e il potenziale del futuro si trova in quello che fate con ogni momento che vi viene dato.
Se passate il vostro tempo nella paura, nelle preoccupazioni e nei dubbi, ricordandovi dei vostri fallimenti e delle vostre mancanze, voi create queste cose per il futuro.
La sfida per l’umanità è quella di stare nel suo potere, ricordare la sua divinità e il suo scopo. Quanto faceste nel passato non è importante se create qualcosa di differente nel presente.
.
Ogni giorno della vita è benedetto ed è una benedizione. Prendetevi il tempo ogni giorno di riconoscere le benedizioni ed essere grato per ogni persona, ogni esperienza e ogni situazione che incontrate sul vostro cammino. Ognuna è importante. Siate grati per le vostre lezioni poiché ognuna che apprendete crea guarigione per voi e per il mondo.
Ognuno di voi è parte delle opportunità di guarigione che sono disponibili per tutta l’umanità e ognuno di voi è importante per questo processo. Nessun giorno è più importante di oggi e quello che voi fate ogni giorno crea guarigione, crescita e comprensione spirituale per tutti.

 
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CERCANDO...

Post n°109 pubblicato il 03 Febbraio 2008 da birminghamcity

La miseria umana trova spesso la sua causa non tanto nella stupidità, quanto nell’ignoranza e particolarmente nell’ignoranza in merito a noi stessi – Carl Sagan

Cosa significherebbe scoprire un antico linguaggio – un messaggio letterale – nascosto dentro lo stesso DNA della vita? Ciò che un tempo ritenevamo del nostro passato sta per cambiare.

Un’importante scoperta, che collega gli alfabeti biblici Ebreo e Arabo alla moderna chimica, rivela che un codice andato perso – un alfabeto traducibile –  e un’indicazione a proposito del mistero delle nostre origini, ha vissuto dentro di noi per tutto il tempo. Se applichiamo questa scoperta al linguaggio della vita – i famigliari elementi dell’idrogeno, azoto, ossigeno e carbonio, che formano il nostro DNA – esso potrebbe ora venire rimpiazzato con le lettere chiave degli antichi linguaggi. Nel fare così, il codice di tutta la vita viene trasformato nelle parole di un messaggio senza tempo. Tradotto, il messaggio infatti rivela che le lettere precise dell’antico nome di Dio sono codificate come l’informazione genetica in ogni cellula di ogni vita.

La prima porzione del messaggio recita: “Dio/ l’Eterno dentro il corpo”.  E significa che l’Umanità è una sola famiglia, unita da un retaggio comune, e che essa è il risultato di un atto intenzionale di creazione !
Conservato dentro ogni cellula dei circa 6 miliardi di abitanti del nostro mondo questo messaggio viene ripetuto sempre di nuovo per formare le particelle elementari della nostra esistenza. Questo antico messaggio proveniente dal giorno delle nostre origini  - proprio lo stesso messaggio – rimane oggi dentro ognuno di noi qualsiasi sia la nostra razza, religione, retaggio, stile di vita o sistema di credenze.

Risultato da 12 anni di una ricerca che attraversa le tradizionali frontiere di scienza, storia, spiritualità e tecnologia, l’esistenza di questo messaggio nelle nostre cellule rivela i seguenti innegabili fatti:
- Gli elementi naturali della vita si traducono direttamente in un messaggio dal testo leggibile che si trova nelle nostre cellule, incluso l’antico nome di Dio.
- Lo stesso messaggio esiste in tutta la vita.
- Sebbene non si possa sapere precisamente da dove provenne questo messaggio, o come esso venne immesso nei nostri corpi, il messaggio suggerisce che noi siamo parte l’uno dell’altro e di un’esistenza perfino più grande.

Può non essere casuale che un così potente messaggio di unità viene rivelato adesso, nei primi anni del nuovo millennio. Le statistiche mostrano che il secolo ventesimo è stato i cento anni più insanguinati della storia umana, ove vennero uccise più persone a seguito di violenza, pulizia etnica, guerra e genocidio di quanto lo fecero tutti i maggiori disastri naturali messi assieme nello stesso periodo di tempo. Nei primi anni del ventunesimo secolo questa violenza continua, dato che quasi un terzo delle Nazioni del mondo è impegnato in un conflitto armato.

Oltre al combattersi per il profitto o le risorse molte ostilità si scatenano per differenze di religione, di razza, o su questioni di confine.

Con questo messaggio, che ci fornisce la prova tangibile di un comune legame, ci viene dato un motivo per guardare oltre i problemi che ci possano aver separato nel passato. Indipendentemente dalla razza, religione, retaggio o stile di vita, esso è infatti lo stesso in ogni cellula di ogni donna, bambino e uomo.
A seguito del potere di questo messaggio dentro le nostre cellule noi troviamo un’espressione senza precedenti di unità umana e una posizione da cui muoverci quando le nostre divergenze sembrano insormontabili.

Forse come testamento del nostro successo come specie ognuno di noi trasporta lo stesso messaggio, un promemoria silenzioso del nostro retaggio che venne registrato il primo giorno della nostra esistenza.


 
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Post N° 108

Post n°108 pubblicato il 01 Gennaio 2008 da costellazione68

Eppure il cuore fiorisce...

 
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Post N° 107

Post n°107 pubblicato il 23 Dicembre 2007 da costellazione68

Il Natale siamo noi... è nei nostri cuori...
che ci sia pace e serenità in tutto il  mondo

Buon Natale

immagine

 
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Post N° 106

Post n°106 pubblicato il 08 Novembre 2007 da costellazione68

 

Soltanto colui che

non è più attratto dalla
gratificazione dei sensi,

che vive libero dai desideri,

che ha lasciato ogni senso
di possesso

e si è spogliato
dal falso ego;

può raggiungere

la Vera Pace!

[B.G. II 71]

immagine

 
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PENSIERI, EMOZIONI, PAROLE...un..."giochino"

Post n°105 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

clicca sulla foto........scrivi tutto quello che ti ispira...pensieri....sensazioni...poesie...storie....

 
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Post N° 102

Post n°102 pubblicato il 21 Ottobre 2007 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

Quando sono venuto al mondo piangevo mentre tutti intorno a me sorridevano..vivo anche per riuscire a sorridere quando tutti intorno a me piangeranno.

 
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Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da birminghamcity
Foto di birminghamcity

PABLITO

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

 Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant'Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e "muore lentamente", ma solo pochissimi siti segnalano l'errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha scritto l'8 luglio 2007.
GRAZIE A PAZZERELLA!

 
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Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 05 Ottobre 2007 da birminghamcity

La poesia di Hafiz

 


Il Saggio

Ero perso con lo sguardo verso il mare

Ero perso con lo sguardo nell'orizzonte,

tutto e tutto appariva come uguale;

poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,

ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione

di essere imprigionata fra le spine

non l'ho colta ma l'ho protetta con le mie mani,

non l'ho colta ma con lei ho condiviso e il profumo e le spine tutte quante.

 

 

Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,

ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.

 

 

"L’idioma dell’Amore non si può veicolare con la lingua:

versa il vino, coppiere, e smetti quest’insulso parlare"

 
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Post N° 99

Post n°99 pubblicato il 04 Ottobre 2007 da birminghamcity

http://www.youtube.com/watch?v=NE1ijoIxMo0

 
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Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 04 Ottobre 2007 da birminghamcity

Voglio ricordare Ibrahim Ferrer con una canzone - Silencio
- che mi dà una particolare emozione, un bolero intenso e commovente,
come intense e commoventi sono le interpretazioni di Ibrahim e di Omara
Portuondo. Lo potete ascoltare nel disco Ibrahim Ferrer oppure nel film di Wenders. Vi assicuro che sarà ben difficile dimenticarsene. Di seguito vi allego il testo.

Ibrahim Ferrer & Omara Portuondo
Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo (foto di Donata Wenders)

Silencio
di Rafael Hernandez

Duermen en mi jardin
las blancas azucenas, los nardos y las rosas.
Mi alma muy triste y pesarosa
a las flores quiere ocultar su amargo dolor.

Yo no quiero que las flores sepan
los tormentos que me da la vida.
Si supieran lo que estoy sufriendo
por mis penas llorarian tambien.

Silencio, que estan durmiendo
los nardos y las azucenas.
No quiero que sepan mis penas
porque si me ven llorando
moriran.

---------------- perdonate: la traduzione è mia -------------------

Silenzio

Dormono nel mio giardino
i gigli bianchi, la lavanda e le rose.
La mia anima molto triste e cupa
vuole nascondere ai fiori il suo amaro dolore.

Non voglio che i fiori sappiano
i tormenti che mi infligge la vita.
Se essi sapessero quello che sto soffrendo
piangerebbero anch'essi per le mie pene.

Silenzio, che stanno dormendo
la lavanda e i gigli
Non voglio che essi sappiano della mia pena
perché se mi vedono piangere
moriranno.

RIP

 
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ESTRAPOLAZIONI

Post n°95 pubblicato il 03 Ottobre 2007 da birminghamcity

 

George, qualche volta, se
ne viene fuori con delle uscite assai assennate. Non lo si crederebbe. Per
conto mio, si tratta di saggezza bell'e buona, non solo rispetto al caso in
questione, ma anche, in generale, riferendola al nostro viaggio su per il fiume
della vita. Quanti, per questo viaggio, non sopraccaricano la barca, al punto
di metterla sempre in pericolo di riempirsi d'acqua, con tutto un
approvvigionamento di cose sciocche, che a loro sembrano indispensabili per
viaggiare piacevolmente e comodamente, ma che in realtà sono solo cianfrusaglia
inutile.

 

 

 

Come caricano il loro
povero guscio di noce d'un mucchio, alto fino in testa d'albero, di bei vestiti
e di grandi case, di servitorame superfluo e d'una schiera d'amici boriosi ai
quali non importa un fico secco di loro, e dei quali a loro non importa neanche
mezzo fico secco; di costosi divertimenti che non divertono nessuno e (cianfrusaglia
più assurda e pesante di tutte) della paura di ciò che il prossimo potrà
pensare, di lussi che stuccano, di piaceri che seccano, di vuota esibizione
che, simile alla corona di ferro che si infliggeva un tempo ai criminali, fa
sanguinare e vacillare la testa che la porta.

 

 

 

Cianfrusaglia, amico! Tutta
cianfrusaglia! Buttala a fiume. Rende la barca così pesante, ai fini della
voga, da farti quasi venir meno ai remi. La rende, ai fini del timone, così
pericolosa e poco maneggevole, da non lasciarti mai un solo minuto libero da
preoccupazione e ansia, da non concederti mai un minuto di pigra fantasticheria
- né il tempo per incantarti a guardare le ombre che guizzano leggere sui
bassifondi, gli sfolgoranti raggi del sole che appaiono e scompaiono tra increspature,
né i grandi alberi della riva che guardano giù il proprio riflesso, o i boschi
tutti verdi e dorati, o le ninfee bianche e gialle, e gli ondeggianti oscuri
giunchi, o gli azzurri non-ti-scordar-di-me.

 

 

 

Getta la cianfrusaglia a
fiume, amico! Fa' che la barca della tua vita sia leggera, carica solo del
necessario. una casa accogliente e piaceri semplici, un amico o due, degni di
questo nome, qualcuno che ti ami e qualcuno che tu ami, un gatto, un cane e un
paio di pipe, abbastanza da mangiare, abbastanza per vestire, e un pochino più
del sufficiente di roba da bere; perché la sete è una cosa pericolosa Vedrai
che troverai più facile vogare nella tua barca ed essa non correrà tanto
pericolo di rovesciarsi, e se poi si rovescia poco male; poche merci e buone,
resistono all'acqua Avrai tempo per lavorare ma anche per pensare. Avrai tempo
per abbeverarti della luce del sole, tempo per ascoltare le musiche eoliche che
il vento di Dio suona sulle corde del cuore umano tutt'intorno a noi... avrai
tempo per...

 

 

 

Oh! scusatemi, vi prego.
Divagavo.


tratto da "tre uomini in barca"

 

Jerome K. Jerome





 
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