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La Safeword

Post n°18 pubblicato il 05 Maggio 2010 da Sir_Axman
 
Tag: Bdsm
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La "safeword" (letteralmente "parola salvavita") è una parola che viene concordata tra Dom e slave prima delle "sessioni" o meglio ancora all'inizio del loro rapporto ed ha lo scopo di difendere la salute e la sicurezza della schiava: quando lei sente che "non ce la fa piu'", pronuncia questa parola e ogni tipo di gioco in atto viene immediatamente abbandonato; proprio per questo motivo è sempre una parola completamente avulsa dal contesto del BDSM, in modo che non possa dare adito a dubbi ne' ad equivoci di alcun genere quando espressa.

Se è pur vero che sia in caso di slaves sadomaso che di slaves D/s accettare,tollerare, capire e metabolizzare il "dolore" trasformandolo in piacere è parte integrante della loro personalita', è secondo me altrettanto vero che la motivazione scatenante tale pulsione è profondamente diversa.

Pur non volendo assolutamente generalizzare perche' i confini sono sempre molto labili, molto spesso pero' la slave s/m ama confrontarsi ed abbattere i limiti del dolore per se stessa, spesso a prescindere da Colui che glielo procura, perche' il suo obiettivo è non solo di offrirlo al suo Master ma nel contempo anche e soprattuto mettersi alla prova in una concezione del rapporto piu' individualista rispetto ad una D/s.
Alzare la propria soglia di tolleranza ed abbattere limiti esclusivamente suoi è, alla fine, il suo vero motivo di godimento; percio' nella sua mente la realizzazione di questo obiettivo passa piu' attraverso la frusta  che si sta abbattendo su di lei che non attraverso la mano di chi li sta usando: di chi sia quella mano, purche' sia in grado di frustare con maestrìa, diventa percio' relativamente meno importante.
Proprio per questo motivo la slave s/m può correre pericoli fisici anche grandi se non si rende conto di aver superato i propri limiti di tolleranza ed ecco perche' la safeword acquisisce un'importanza fondamentale nella sessione e nel rapporto.

Al contrario una schiava D/s si è Donata mente, anima e corpo al suo Signore ed è sull'altare di questo Dono che esulta del dolore che Lui le infligge in quanto la sua mente non lo percepisce come "dolore" ma come "soglia" da varcare per arrivare a percepire e dilatare all'ennesima potenza ogni sua sensazione permettendole, sotto l'attenta guida di Lui, di raggiungere quell'Oltre di biunivocita' che insieme stanno perseguendo; un Oltre che è mentale prima ancora che fisico.
Quando è frustata una slave D/s vede nella frusta non un "oggetto" ma la diretta prosecuzione della Mano del suo Signore, ed è quella Mano, in ogni gesto che compie, a darle gioia; per questo motivo è quasi impossibile che accetti di essere frustata da qualcuno che non è Lui, a meno che non sia Lui stesso ad ordinarglielo. Ma, anche in questo caso, l'atteggiamento mentale di lei non sarà quello di una che "subisce", bensi' quello di una schiava che è felice di ubbidire ad un ordine che rendera' orgoglioso il suo Signore non perche' lei accetta di essere frustata da un estraneo, bensi' perche' gli è devota e completamente abbandonata al volere di Lui.
Pero' la continua ricerca comune di biunivocità attraverso l'abbattimento di limiti mentali può rendere a volte la slave psicologicamente fragile, perche' la sua mente è cosi' tesa al raggiungimento di quest'obiettivo che difficilmente riconoscera' e accettera' di aver superato i propri limiti estremi.
Proprio perche' si è Donata la sua convinzione profonda sarà sempre quella di "non essere mai abbastanza degna" di essere la slave del suo Signore, e di conseguenza i suoi sforzi per migliorare tenderanno ad essere sempre piu' intensi, fino a farle superare a volte i limiti del tollerabile minando il suo equilibrio. In un conteso in cui il percorso verso l'Appartenenza viene fatto sulla mente piu' che sul corpo e' fondamentale che il Dominante tenga monitorato costantemente questo aspetto; qui diventa tutto davvero soggettivo. Personalmente, al fine di proteggere la slave e fornirle costantemente una "via di fuga", utilizzo una safeword concordata, che non e' quella delle sessioni. La regola e' che chiunque dei due pronunci quella "parola" fa interrompere qualsiasi rapporto di slavery e di percorso da quel preciso istante....mi e' capitato una sola volta nella vita di sentirla pronunciare.

Poiche' le peculiarita' del rapporto s/m sono molto differenti da quelle del rapporto D/s,pronunciare la safeword nel primo caso comporta unicamente la sospensione immediata del gioco in atto, mentre il profferirla nel rapporto D/s significa praticamente mettere la parola "fine" al rapporto stesso, per cui è piu' facile che una slave D/s scelga inconsciamente di autodistruggersi piuttosto che rischiare di perdere il suo Signore.

 
 
 
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