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Adolescenti 2020

Post n°602 pubblicato il 03 Aprile 2020 da diogene51
 

 

Io, come tutti, vivo recluso. E vedo che anche gli altri fanno lo stesso. Ho un affaccio su una via interna tra i condomini e uno che permette di vedere, di lontano, anche una via di scorrimento. Anche se è una zona in cui vivono molti anziani, ci sono anche diversi giovani e adolescenti (per esempio quelli che scrivono sui muri di cui ho parlato) nonché bambini. Io, però, non ne vedo nessuno in giro. Raramente un genitore accompagna un bambino, un giovane corre lungo la strada interna, qualche anziano o qualche adulto porta la spazzatura al cassonetto (qui è diffuso questo sistema). Sotto di me abita una famiglia con due bambine  di 6-8 anni circa. Hanno un grande terrazzo tale da poter correre e i genitori sono molto bravi nel inventare intrattenimenti per loro. Ma gli adolescenti? Non se ne vede uno affacciato alle finestre o ai balconi di cui quasi tutti gli appartamenti qui sono dotati. Che fanno in questo periodo? Se sono impaziente di tornare a vivere normalmente, mi figuro che se avessi 17 o 18 anni lo sarei di più, ma forse mi sbaglio. L'assenza da scuola per circa un mese c'è stata al tempo dell'alluvione di Firenze del '66. Avevo 15 anni. Non si andava a scuola (e non si studiava), però nelle prime fasi andavo a lavorare alla Biblioteca Nazionale per estrarre i libri dall'acqua e   poi si usciva. Certo, non c'erano i social. Ma vivono tutti sui social, ora? Avete qualche esperienza?

 

 
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I nodi al pettine

Post n°601 pubblicato il 16 Marzo 2020 da diogene51
 

 

I nodi sono venuti al pettine: il sud è quasi completamente sguarnito sotto il profilo sanitario. Ci sono forse ragioni storiche: la Lombardia  è stata, prima dell'Unità italiana, sotto l'ottimo governo asburgico (che una falsa retorica ha presentato come pessimo) e quindi ha prodotto efficienza anche dopo. Il Sud era invece retto con grande arretratezza, abbandonato al latifondo dei baroni.  Poi, certo, l'Unità italiana non ha saputo  superare questo divario e unificare economicamente e socialmente l'Italia. I governi che si sono succeduti hanno visto nel Sud essenzialmente un serbatoio di voti, non hanno fatto niente per promuovere una riforma agraria né una crescita economica. E anzi il protezionismo funzionale alle industrie del Nord ha impoverito il sud.

Ma per arrivare a tempi più vicini a noi, una grande speranza di rinascita poteva essere il secondo dopoguerra. Non è che non siano stati spesi soldi. La Cassa del Mezzogiorno ha distribuito ingenti cifre, che però sono state mangiate dalla corruzione. I politici del Sud, per una lunga stagione politica, dominata da un solo partito, hanno usato i finanziamenti per arricchirsi d sono stati spesso collusi con la mafia, contro la quale non c'è tata una vera lotta.  Qualche magistrato o politico serio ci ha perso la vita, ma tutto è continuato come prima.    Clientele, pensioni facili.

Una volta un mio parente che lavorava in un ospedale del Sud (un bell'edificio a vederlo ) mi disse: "In questo ospedale tu ci puoi andare se vuoi una tessera, ma non per farti curare".

Così si è indotta nella gente l'idea che c'era l'impossibilità di modificare le cose.   Così chi poteva andava al Nord, dove c'era più possibilità di lavoro, una migliore sanità, un miglior stile di vita. E il Sud rimaneva quello che è. Tutti sapevano che la sanità al Sud non era efficiente, che le cure non erano all'avanguardia (salvo casi limitati, che pure esistevano), che i tempi di attesa erano biblici e andavano al Nord a curarsi.  Anni fa come ora. Anche nella situazione di vacche magre e dei tagli di questi ultimi anni il Nord, e anche qualche regione del centro, come la Toscana, riuscivano ad investire ancora sulla salute, riorganizzando le risorse disponibili.

Se la Cassa del Mezzogiorno è stata abolita, non sono mancati i finanziamenti. La UE è stata disponibile, tramite i suoi programmi sulla salute e in altri campi, a finanziare interventi. Ma l'inefficienza accumulata spesso ha impedito di utilizzarli.  

 Ed ecco che è sotto gli occhi di tutti questo scandalo, che può trasformarsi in tragedia. E' un atto d'accusa verso tutti coloro che hanno amministrato queste splendide regioni dal dopoguerra in poi. E anche quando i colori sono cambiati non c'è stato un gran miglioramento, mi pare.

 

 
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voti

Post n°600 pubblicato il 14 Marzo 2020 da diogene51
 

 

Prendendo spunto da non so quale sito che ho visitato, e vedendo lo stato miserevole di alcuni vertici delle nazioni (e non dico quali, ma si sa) mi viene da domandarmi: ma perché le donne non votano le donne? Le donne sono leggermente sovrabbondanti nella popolazione generale e, col passare degli anni anagrafici, lo sono molto di più, perché vivono più a lungo di noi miserabili ometti.

Potrebbero quindi decretare la vittoria di una candidata, in qualunque posto. Non è detto che i capi di stato donne sarebbero migliori degli uomini, ma un poco forse sì; e, se non altro, ci sarebbero - credo - approcci innovativi.

Il sito che ho fuggevolmente visitato diceva che forse le donne vogliono essenzialmente che il loro voto conti, quindi sono disposte a votare un uomo che abbia la possibilità di vincere. Ma è proprio così?

Cosa ne pensate?

 

 

 
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L'infezione

Post n°599 pubblicato il 22 Febbraio 2020 da diogene51
 

 

Si sta diffondendo, come sappiamo. Io sono piuttosto pessimista sulla possibilità di fermare il contagio. E il motivo è che ci si muove troppo. Tutti si muovono: navi, aerei, treni, ecc. E' il prodotto della globalizzazione, ora si va in Cina o in Giappone come andare al supermercato o quasi. Moltissime aziende italiane hanno rapporto con i cinesi: il grande mercato asiatico interessa tutti, di fronte allo stabilizzarsi del mercato interno ci si volge altrove. Quello che conta è lo sviluppo e soprattutto produrre guadagni. Questo vuol dire fiumi di tecnici che si spostano. Gli immigrati, poi, vanno spesso a casa loro per affari o per incontrare parenti. Una volta ci aiutava in casa  un latinoamericano: circa una volta l'anno tornava al suo Paese. I cinesi sono più ricchi (non ci sono solo i poveracci col negozio da 99 centesimi, ci sono anche imprenditori affermati), ed è da credere che si spostino di più. Non ce l'ho con la Cina (paese che confesso non mi è simpatico a causa del regime autoritario), ma il virus viene da loro.

I nostri morti sono anziani: una cosa buona è che il virus non prende i bambini, almeno apparentemente. Naturalmente, per la mia età anagrafica sono un poco preoccupato.  Io cerco di tenermi in forma, ma per molti anziani non è così; la riduzione dei finanziamenti per la sanità provoca una peggiore assistenza. Quanti non si curano perché non ne hanno la possibilità? Così sono più fragili di fronte alle infezioni, a questa come all'influenza stagionale e alle sue complicanze.

Voi siete preoccupati?

 

 
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Allarmi Ingiustificati

Post n°598 pubblicato il 08 Febbraio 2020 da diogene51
 


Si sa che i media cercano di produrre visibilità con gli allarmi. Sollecitare la paura è una delle strategie per farsi ascoltare.  Ora è la volta del coronavirus, ma, pur  essendo un allarme reale, sicuramente durerà troppo poco per garantire a lungo l'attenzione, e poi non ci si può far niente e il problema è piuttosto quello di diminuire il panico piuttosto che aumentarlo. Invece il cibo di tutti i giorni è un argomento che si presta, non fosse altro perché ogni giorno mangiamo. Se ascoltate certe trasmissioni o leggete i giornali, vedete come è tutto uno "scoprire" residui di sostanze tossiche negli alimenti e nell'acqua, migrazioni di sostanze estranee, ecc.

Non che il cibo o l'acqua siano sempre sicuri, ma molte di queste pretese scoperte sono pretestuose: i residui sono quasi sempre inferiori ai limiti di legge e a quelli della ricerca scientifica. Quantità molto piccole di sostanze di per sé tossiche o anche velenose non hanno  alcun  significato. Per ogni sostanza o manifestazione tossica esiste un limite sotto il quale non produce risultati nocivi: pensiamo alla radioattività, per la quale si conoscono i "valori soglia". Valori soglia ci sono anche per i pesticidi della frutta e verdura e, come dimostrano i test eseguiti da alcune testate indipendenti, sono generalmente al di sotto dei limiti di legge, almeno nei prodotti italiani. A proposito della frutta e della verdura, tra l'altro, trovo che sia assai meglio comprarla nelle grandi catene piuttosto che ai mercatini dove vendono direttamente i piccoli produttori.  Infatti io faccio un ragionamento: per una grande azienda ortofrutticola abbondare negli insetticidi significa un notevole impegno economico. Se poi le aziende commerciali fanno test (e li fanno), rischiano dover  buttare la produzione. Il piccolo coltivatore compra un litro di soluzione con un modesto esborso e può pensare che un poco di più non farà male. E soprattutto nessuno controlla.

 

 
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