
Non mi capita spesso di parlare di spettacoli televisivi, anche perché c’è davvero poco di cui parlare che bisognerebbe dare una medaglia a chi ci prova con ostinazione. Eppure ogni tanto qualcosa di buono può succedere. Ed è una bella sorpresa il ritorno del mitico Trio Lopez Solenghi Marchesini, scioltosi nei primi anni novanta, dopo una lunga vita artistica di collaborazione. È una bella sorpresa riabbracciarli idealmente, al di là dei calcoli esclusivamente televisivi dell’auditel, e dei raffronti col competitor “La Corrida”, più collaudato e familiare. È un ritorno in qualche modo nostalgico, perché il “Trio” rappresenta la comicità della vecchia scuola che sa unire il divertimento al vero talento. Persone che hanno studiato e si sono preparate a lungo prima di apparire. I palinsesti oggi in genere, invece, si riempiono di comici senza reale talento e che soprattutto non fanno ridere, e di gente che appare prima ancora di prepararsi. Mi lascia basito e allo stesso tempo divertito il grande spazio che libero assegna a programmi tipo “Amici” e il numero di discussioni che si rincorrono a spiegarsi che Tizio è più bravo di Sempronio, eccetera eccetera… Giusta pertanto la collocazione “accademica” del programma “Non ci sono più le mezze stagioni”: certi comici sono, in effetti, maestri nel loro campo e al di là dei risvolti di ascolti che probabilmente non li premieranno, aiutano molti a capire come si otteneva meritatamente il successo.
Inviato da: Henry
il 01/01/2011 alle 00:02
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il 11/12/2010 alle 22:15
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il 12/09/2010 alle 20:35
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il 05/06/2009 alle 00:08
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il 13/04/2009 alle 16:44