Dietro l'angolo

Occhi aperti sulla vita quotidiana

 

POESIA

 

SOSTA

Nel tuo vagare
vieni a me
come colui
che sosta
per bere alla mia acqua
come colui
che fugge
disseccata la mia fonte.
Non più mi troverai
nella sosta consueta
a ciglio asciutto
mi allontanerò
non più mi troverai
di me
non berrai neanche
una lacrima.

 

POESIA

LA PAROLA DEL SILENZIO

Ascolta...
Lo senti il silenzio?

E' un brusio compresso di voci
un bisbiglio sommesso che cresce

inquieto ricerca la via

a lungo represso irrompe

sradica gli argini

si fa parola possente

grido

boato
esplosione nella notte quieta

Lo senti ora il mio silenzio?
E' per te.

 

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La tua voce
corre
sulle altre
confondendole
in un suono
che non potrò
mai più
ascoltare
intento
a difendermi
da te
che dici
di amarmi.

Piero Ciampi

 

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AREA PERSONALE

 

NATALE   di G. Ungaretti

     

Non ho voglia               
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli,  26 dicembre 1916

 

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POESIE

OMBRA

Da sempre
la mia ombra.
Rifletti di me
la parte oscura
e mi accompagni
senza far rumore.
Nel mio volto
il tuo volto
come uno specchio antico
appeso al muro.
Sei l`ombra del mio passato
sempre presente
/da sempre/
la mia ombra

VANESSA VALLASCAS

 
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« POESIAALCOOL A SCUOLA »

LA SOVRANA LETTRICE

Post n°154 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Tesi89
 

 

Parlando ancora di lettura e scrittura mi viene a mente un piccolo libro edito nel 2007, la Sovrana lettrice di Alan Bennet, un piccolo capolavoro di ironia e intelligente umorismo. E' la storia della Regina d' Inghilterra che, per una serie fortuita di circostanze, scopre tardivamente il piacere della lettura e viene colpita da questo "virus",  con cui cerca di contagiare chiunque le stia vicino...da qui si snodano situazioni divertenti e talvolta paradossali, con la sovrana che mette in subbuglio familiari e staff perchè non vuole rinunciare a questo piacere  appena scoperto, malvisto invece dalla corte.
Oltre al lato umoristico, l'aspetto particolarmente intelligente di questo libriccino consiste nel mettere in risalto le lunghe meditazioni e riflessioni che la regina compie nel corso delle sue letture sempre più complesse: inizia infatti a chiedersi perchè abbia sentito questa esigenza mai provata prima, si rende conto poi di aver perso molto negli anni precedenti, arriva perfino a mettere in discussione  il suo rapporto con i sudditi e gli obblighi dovuti al suo ruolo, annota continuamente su taccuini le sue osservazioni  critiche e  infine decide, come conseguenza, di compiere il  passo successivo,  avviarsi cioè sulla strada della scrittura ...Il finale è decisamente inaspettato e da gustarsi... e tutto il libro, ottimo invito alla lettura,  offre anche a noi uno straordinario spunto di riflessione sulle attività strettamente complementari  del leggere e dello scrivere.

 "Da dove le veniva quella smania?In fondo erano in pochi ad aver girato il mondo come lei. Si contavano sulle dita di una mano i paesi che non aveva visitato,le personalità che non aveva incontrato. Perchè mai lei, che faceva parte del Gotha del mondo, adesso era allettata dai libri, che del mondo erano solo un riflesso, o una riproduzione? I libri? Lei aveva già visto le cose dal vero. (...) L'attrattiva della letteratura, riflettè, consisteva nella sua indifferenza,nella sua totale mancanza di deferenza. I libri se ne infischiavano di chi li leggeva;se nessuno li apriva, loro stavano bene lo stesso.Un lettore valeva l'altro, e lei non faceva eccezione. La letteratura, pensò, è un commonwealth; le lettere sono una repubblica

"Al buio, la regina riflettè che una volta morta sarebbe esistita solo nei ricordi della gente.Lei, che non era mai stata al di sotto di nessuno,sarebbe diventata pari a chiunque altro.Leggere non avrebbe cambiato le cose....scrivere magari sì. (...) Leggere non era agire, quello era il problema. Anche a ottant'anni, lei era una donna d'azione. Riaccese la luce, prese il taccuino e annotò: "Non si mette la vita nei libri. La si trova." Poi si addormentò. "

"Scoprì (...) che, quando scriveva qualcosa, anche se era solo un appunto, era felice come lo era stata leggendo.Ancora una volta si rese conto che leggere non le bastava più. Un lettore non è molto diverso da uno spettatore, mentre scrivere per lei era agire, e agire era il suo dovere."

 
 
 
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INFO


Un blog di: Tesi89
Data di creazione: 31/12/2007
 

POESIE

LA MEMORIA IN LONTANANZA

Quello che senti è il silenzio dei morti
la memoria non inganna taci
sei tu che resti
il tempo dilaga e ci abbatte
quadri libri le tue vesti
quello che resta è il dolore dei vivi
il mio il tuo
devi scavare i giorni e non batte
a nessuna porta il triste scandire di lancette/
La memoria non inganna vedi
non è più di chi è già andato
né fiori né frutti
si rigenerano perpetui all'apparenza
è tutto un inganno a cui crediamo
senza appesantirci dentro
stagioni e uomini desideri e attimi
Scorre leggera adesso questa penna
scartando e levigando i solchi di parole
i muti pensieri
gli amori già passati
un giorno nuovo divenuto ieri
In lontananza i giorni stanno svegli

GIULIO MAFFII

(da "Equinozio di girasoli")

 

SUPERBA è LA NOTTE

La cosa più superba è la notte /                                                                                       quando cadono gli ultimi spaventi /                                                                                           e l'anima si getta nell'avventura. /                                                                                        Lui tace nel tuo grembo /                                                                                                   come riassorbito dal sangue   /                                                                                             che finalmente si colora di Dio   /                                                                                             e tu preghi che taccia per sempre  /                                                                                       per non sentirlo come un rigoglio fisso  /                                                                                 fin dentro le pareti./

             Alda Merini

 

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Attenzione :  ricordiamoci tutte che per sconfiggere il tumore al seno la prevenzione è l'arma più importante che abbiamo! Può salvarci la vita...
 
Sento d'amarti e non t'amo                                                                                    quando  mi parli del tuo mondo                                                                                        e io non ci sono

Sento di volerti e non ti voglio                                                                                  quando il  tuo tempo scorre lontano                                                                                 e sempre non ci sono

Sento di odiarti e non ti odio                                                                                   quando ti affanni ad amarmi                                                                                            e non m'ami

Ma sempre                                                                                                                   che t'ami o non t'ami                                                                                           continuo a pensarti.

                          

                   

 

 
 
 

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