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Post N° 112

Post n°112 pubblicato il 28 Ottobre 2006 da Papermoon68
Foto di Papermoon68

Un amore a quattro zampe

Appena l’ho visto ho capito che eravamo fatti l’uno per l’altra.
Al primo sguardo, al primo contatto, al primo…miao.
Ci sono tre categorie di gatti secondo me: i gatti da salotto, che corredati da pedigree kilometrici hanno un destino fortunato, fatto di pappe di lusso e concorsi di bellezza; i gatti da cuccia, allevati in casa o in giardino in modo più spartano, sono i tipici gatti di famiglia che ti rubano la bistecca lasciata sul tavolo della cucina e si fanno le unghie sulla poltrona buona; ed infine ci sono i gatti da cassonetto. Questi sono gatti che di solito hanno un destino segnato, perché appena nati vincono una vacanza gratuita e senza ritorno in una delle discariche di zona, chiusi in un bel sacchetto nero o in una scatola di cartone.
Guarda caso a me è capitato un incontro con un gatto del terzo tipo!
Era una notte buia e tempestosa… be’ non esageriamo, forse erano solo le otto di sera, quando mi accingevo a fare un’operazione utilissima ma sgradita ai più: andare a buttare la spazzatura. Mentre mi accingo ad aprire il primo deposito, che di norma è strapieno mentre gli altri tre o quattro sono di solito semivuoti (…e qui ci sarebbe da aprire un dibattito sul perché tutti buttano i sacchetti dell’immondizia nel primo bidone, comprimendolo e facendolo strabordare, piuttosto che indirizzarsi verso gli altri… ma questa è un’altra storia), odo un flebile suono, proveniente da una scatoletta di cartone lasciata lì fuori. Mi fermo, mi metto in ascolto e distinguo un più netto "miao".
Ci voleva poco intuito a capire che dentro la scatola c’era un gatto, magari si trattava di indovinare quanto potesse essere grosso il felino, o meglio quanto potesse essere piccolo!
Era davvero piccolo infatti, non avrà avuto più di dieci giorni di vita. Con gli occhi semichiusi e la bocca spalancata mi osservò per una frazione di secondo e incominciò a miagolare incessantemente.
Chiamatelo "imprinting" o in qualsiasi altro modo, ma in quel momento ho capito di essere tra le finaliste del concorso "Mamma gatta 2006" !
Allevare un gattino di dieci giorni senza la mamma vi garantisco che è un’impresa. Prende il biberon ogni tre ore, fa i bisognini solo se stimolato, miagola, vomita, ha le pulci…insomma ti scombussola la vita, esattamente come un neonato umano.
Ora la mamme umane insorgeranno: certamente un bimbo è ancora molto più impegnativo, ma tenete conto che io non avevo nessun allenamento e quindi ho rischiato davvero di cadere in depressione …ehm…"post-partum".
Per fortuna il felino cresceva in fretta e nel giro di un mesetto, dopo una ventina di visite dal veterinario durante una delle quali scoprii che in realtà il mio leone era una leonessa, poteva dirsi fuori pericolo.
Vaccino e svezzamento. Era ora di mangiare… le pappe da gattino.
Ho scoperto che c’è un business incredibile sul cibo per animali. Di solito le persone che non hanno amici a quattro zampe in casa conoscono quelle tre o quattro marche che notano al supermercato, di cui si vede la pubblicità in giro. Invece no, c’è una miriade di prodotti e di marche specializzate.
Bustine, scatolette, croccantini, bocconcini, stick…per gatti giovani, adulti, senior, gatte in gravidanza…gatti che stanno in casa, all’aperto….prodotti olistici (…non chiedetemelo, non l’ho ancora capito), BIO, Cruelty Free, OGM free…
Non parliamo di gusti e sapori! C’è davvero di tutto: dal tonno e gamberetti, al formaggio olandese. Ci sono marche che hanno almeno quaranta gusti diversi di scatolette per gatti.
Ma la cosa che mi ha lasciata più a bocca aperta è stato trovare due scatolette, della stessa ditta, rispettivamente al "Tonno del Pacifico" e al "Tonno dell’Atlantico"!
Ora, sono passati quattro mesi da quel giorno in cui mi sono portata a casa quel residuo di cassonetto e le voglio un bene dell’anima, mi rallegra le giornate mentre mi distrugge la casa e credo di averla viziata come pochi altri felini su questo pianeta, ma….ma se c’è qualcuno qui che mi sa spiegare che differenza possa esserci per un gatto tra il tonno dell’Atlantico e quello del Pacifico e soprattutto mi sappia dare una motivazione seria per cui io debba comprare uno piuttosto che l’altro….che mi scriva.
Lo prego con tutto il cuore di scrivermi rispondendo a queste mie domande, perché sinceramente non sono riuscita a sentirmi una "mamma" degenere quando ho cambiato marca!

 
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