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Un blog creato da SunnySmiling il 13/10/2006

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IL TUO SORRISO

P. Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l' acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d' argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d' aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell' ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d' improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d' autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell' isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei
.

 

...E ALTRI...

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Pagliacci & Fiori: Sulla Donna...

Post n°43 pubblicato il 08 Marzo 2007 da SunnySmiling

Stamattina mi sono svegliata alle 6.30 per andare a fare le analisi del sangue qui vicino. A Milano non ho mai fatto analisi; ma non potevo andare a Pavia solo per andare al 'mio' laboratorio a farmi asportare un po' di liquidi!! Mi sono informata sul laboratorio piu' vicino, sui suoi orari, e stamani sono andata.

Ora, ammetto di avere lo stomaco debole: il sangue mi impressiona. Ma sono troppo orgogliosa per mostrare agitazione. Il vero problema pero' e' un altro: che soffro pure di bassa pressione (che si interra se al mattino appena sveglia non faccio una bella colazione). Bassa pressione, ipoglicemia, tensione, alzataccia e prelievo non sono un buon connubio... Per questa ragione gli unici due svenimenti che annovero in questi primi 24 anni di vita sono accaduti nel bel mentre di un prelivo.....!

L'ultima volta l'infermiera mi ha rimproverata: "Signorina, ma sembrava cosi' tranquilla!! Se e' gia' svenuta ce lo deve dire, che la facciamo sdraiare e prendiamo qualche precauzione!! Mica c'e' da vergognarsi!". Carina la signora :_) Sembrano tutte mamme le infermiere, nello smarrimento e nella confusione che seguono al momento in cui sei precipitata come una pera cotta sul tavolino dell'ambulatorio... e un consiglio di mamma si segue sempre :)

Cosi' oggi sono andata prestissimo per evitare di stare fino alle 10 senza fare colazione e per prima cosa ho detto candidamente al medico che soffrivo di pressione bassa e che era gia' successo due volte che fossi svenuta.

"Beh, non c'e' due senza tre".
Punto.
...ok, non e' un'infermiera...
"... beh, diciamo che se si potesse evitare..."

Il suddetto pagliaccio ha cosi' cominciato bellamente a sbeffeggiarmi a spron battuto - voglio pensare che in cuor suo volesse far ridere me, e non solo le 5 persone che sghignazzavano in piedi sull'uscio della porta spalancata aspettando il turno successivo...

"OHHHHH ma QUANTE analisi signorina, accidenti ma la dobbiamo proprio dissanguare!! (in effetti erano 29 esami differenti...)"
"Ehhh gia', fa male quando entra l'ago vero?! Ehhh, ma no e' quando comincia a venire su che e' peggio in realta'!!"
"Nono, signorina, non ce la fa, non ce la fa, si vede che soffre, non ce la fa davvero!"

Insomma, lui rideva (e cantava pure, a un certo punto!), quelli fuori ghignavano, l'infermiera non mi guardava manco in faccia e io ho cominciato a piangere, costringendo le labbra in un falsissimo sorriso. Un pietoso pierrot...

immagine

Per fortuna N. si era offerto di accompagnarmi (fossi svenuta almeno non mi sentivo del tutto sperduta!): l'ho trascinato fuori dall'istituto e sono scoppiata in una feroce (E ancora lacrimante) invettiva contro il medico-cabarettista! Con un po' di succo di arance GS, una banana e un una barretta di cioccolata mi sono pero' consolata alla svelta :)

Tornata a casa, ancora un po' svarionata, erano forse le 8.30. Giro piano la chiave nella toppa perche' di solito i coinquilini dormono ma, aperta la porta, mi trovo di fronte Ro. che stende i panni. Mattiniero e casalingo. Sara' la festa della donna che sollecita istinti sopiti...

Saluto, mi avvio verso camera e noto un grosso mazzo di gigli e mimose di fianco alla porta. "Maddai, allora almeno una donna ce l'hanno, in giro, sti uomini!!" penso entrando e sbattendo la giacca sul letto.
"Ra, ma non noti niente di... anomalo?..."
"Che sei a torso nudo alle otto di mattina e stendi i panni?"
"...non esattamente..."
... ok, sono tarda, ma non pirla...

:))) CHE BELLO!!! :D :D I tre ometti si erano accordati per alzarsi alle sette del mattino e scendere a prendere i fiori, in modo da farmeli trovare sulla porta appena sveglia! Quando mi hanno sentita uscire prima di loro sono rimasti un po' spiazzati......!!!! :D:D:D MA CHE CARINI!!!! :") Allora non sono ancora riuscita a farmi odiare, nonostante le pressioni casalinghe ;)

E cosi' in questo 8 di marzo, abbastanza per caso, mi trovo a riprendere riflessioni passate sul mio essere giovane donna. Sulla fragilita' che si attribuisce a questa figura e sulla potenzialita' che le riconoscono. Sul desiderio sociale di valorizzarla e proteggerla, e sulla facilita' con cui la si deride e la si attacca. Condivido volentieri quanto scrivevo qualche tempo fa:

"Lasciamo da parte l’influenza degli stereotipi sociali. Andiamo oltre, più indietro, alla base; è qualcosa di atavico, profondamente intrinseco nella natura della differenza di genere: la donna è destinata, per natura, ad essere madre. A garantire la prosecuzione della specie. A mettere al mondo figli, consentire loro di divenire adulti e difenderli. Questo le conferisce sostanzialmente una grande forza (la capacità di procreazione e protezione) e una grande debolezza (la fragilità causata dalla paura delle responsabilità e del fallimento, biologico ed esistenziale)."

Sulla scia di queste considerazioni, coltivavo la capacita' di essere e divenire 'forte', un riferimento, e nascondevo la fragilita' dietro aggressivita' e ostentata sicurezza. Poi, l'insight:

"
La vera forza è la COMPLEMENTARIETA’! La fragilità femminile NON è negativa. E non solo per “compensazione”, perché è la parte ‘buia’ che, se incorporata in un ‘tutto’ consente l’equilibrio. NO. Racchiude in SE’ il seme della generatività. Perché senza quella fragilità io non sarei MAI cresciuta. Grazie a questo aspetto femminile, che è in realtà così profondamente mio, ho visto, talvolta persino CREATO, paure, ansie e angosce; ma ad una ad una le ho anche potute affrontare, sviscerare, nominare; lentamente risolvere… Quella DEBOLEZZA mi ha consentito di diventare FORTE. Senza quella problematicità intrinseca della mia persona mi sarei privata di moltissime occasioni di riflessione e maturazione…"

A voi, donne controverse :) ;)

 
 
 
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