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Il Sole di Stagno - Romanzo

 

Il Sole di Stagno - Vincenzo Aiello - con-fine ed. - Bologna, 2006

C'è qualcosa che accomuna questo racconto di Aiello al grandioso romanzo di Walter Siti, Troppi paradisi. Così lontani e tra di loro diversi, entrambi si sono proposti di tematizzare il tempo, fissandolo alla svolta del secolo e del millennio. Per narrare come storia la contemporaneità e la propria stessa esperienza, senza consegnarsi all'autobiografia, bisogna scegliere una lingua e giova inoltre (secondo me) una cornice esplicita di referenti cronologici. Che annunci subito il carattere del testo, di selettiva ricostruzione. Distante dal testo soggettivo della semplice memoria. È il problema che Aiello, nella sua prova d'esordio, ha in parte eluso, affidandosi ai soli dati interni. Quanto alla lingua invece, o meglio alla voce di scrittore, ha usato felicemente, la sua, che nella nuova generazione è una delle più personali.

Lidia De Federicis (L'Indice dei Libri) 

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"Le parole sono strane e si impongono tra le sensazioni e le cose"

Post n°1033 pubblicato il 27 Giugno 2012 da VincenzoAiello68
 
Foto di VincenzoAiello68

Secondo titolo per la 38enne scrittrice savonese - di stanza a Monza - Michela Tilli, dopo il bel romanzo d'esordio "La vita sospesa", storia di una freddezza verso il mondo che si sgela dopo che il passato ridiventa una terra propria. Ora, sempre per i tipi dell'ottima Fernandel - specialista nel proporre nuovo autori di qualità o nel riproporne altri che si erano un po' persi - la Tilli ritorna con "Tutti tranne Giulia (pagg. 203, euro 14)" che ci conferma nella convinzione della grandi capacità narrative della stessa: sia per un finissimmo occhio narrativo sul mondo, sia per un profondo scavo psicologico nel determinare personaggi autentici nella fiction. L' ambiente altoborghese del monzese è scosso dal suicidio di una cinquantenne docente delle medie, Giulia. Da qualche anno era separata in casa con Giovanni, ingegnere sempre in bilico sui suoi desideri, con due figli: la ventenne Alice studentessa di Lettere ed il quasi diciottenne Luca. La sua morte causa un accelerazione in tutti i rapporti umani che le ruotavano intorno perché Giulia era la pelle che teneva uniti tutti. Donata, un sua amica, si fa avanti per concupire finalmente l'ondivago Giovanni, mentre Luca trova pace ed identità nell'affetto del librario Vincenzo. La sola Alice cerca insieme allo psicologo della madre, Giacomo Da Col, di riprendere il contatto con l'anima della madre e di ristabilire il qui ed ora, caratteristica di ogni rapporto umano: ma non viviamo noi il tempo del solo ed asfittico "contatto"? Mentre il maresciallo Di Pietro ha le sue tesi su quello che gli sembra uno strano suicido e Giacomo continua ad intortarsi nell'ambiguità delle relazioni, si capisce il disegno della Tilli: "Tutti tranne Giulia" è un romanzo sull'urlo dell'assenza e sulla potenza delle parole. Che con una lingua leggera e profonda inframmezzata dalle liriche dell'autrice come tracce di senso si dispiega agli occhi letterari di chi ha ancora voglia di capire.

Vincenzo Aiello

 
 
 
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