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« Per uno sciopero general...Una manovra fer(i)ale. »

Ieri, oggi, domani

Post n°532 pubblicato il 15 Novembre 2011 da VoceProletaria

Ieri, oggi, domani

di Proletaria Vox,  11.07.2011

Care colleghe, cari colleghi,
avevamo già detto che la manovra economica di ripianamento del debito italiano (nel frattempo lievitata fino a 70 miliardi di Euro, dai 40 previsti inizialmente…!) avrebbe avuto il potere di “sciogliere”  ogni patto e vincolo politico che sostiene l’attuale maggioranza parlamentare. Una “manovra libera tutti”, insomma.
A giudicare dalle stilettate e dai colpi sotto il tavolo che i vari politici e ministri del centro destra si scambiano, e che pure ci giungono dall’informazione “ufficiale”,  ci sembra che in effetti ci si avvicini molto in fretta al vaticinio.

Il gioco dell’estate.
Invitiamo tutti, allora, ad un gioco per l’estate, così, giusto per riempire le giornate di vacanza (per chi potrà godersele…) dei futuri villeggianti.
Il gioco consiste nell’individuare e segnalare quante più analogie, non solo temporali, si riescono a rintracciare tra due periodi storici distanti appena 65 anni. 
Le date su cui si appunta il gioco sono il 25 Luglio e l'8 Settembre del 1943 e del 2011.
 
Le premesse per il gioco sono contenute in questi stralci tratti da Wikipedia:
 
Bignamino storico. Il 25 Luglio 1943, la caduta di Mussolini.
 .......L’indomani, 25 luglio, Mussolini si recò a Villa Savoia per un colloquio con il Re, che aveva fatto sapere che lo avrebbe ricevuto alle 16; vi si recò accompagnato dal segretario De Cesare, con sotto braccio una cartella che conteneva l'ordine del giorno Grandi, varie carte, e la legge di istituzione del Gran Consiglio, secondo cui l'organismo aveva solo carattere consultivo. Il Re gli comunicò la sua sostituzione con il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio e infine lo fece arrestare all'uscita di Villa Savoia.
…………
        « Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, presentate da S.E. il Cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, S.E. il Cavaliere Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio. »
………..
         Badoglio instaurò un governo tipicamente militare. Dietro suo ordine il 26 luglio il Capo di Stato Maggiore, Gen. Mario Roatta diramava una circolare telegrafica alle forze dell'ordine ed ai distaccamenti militari la quale disponeva che chiunque, anche isolatamente, avesse compiuto atti di violenza o ribellione contro le forze armate e di polizia, o avesse proferito insulti contro le stesse e le istituzioni fosse passato immediatamente per le armi. La circolare ordinava inoltre che ogni militare impiegato in servizio ordine pubblico che avesse compiuto il minimo gesto di solidarietà con i perturbatori dell'ordine, o avesse disobbedito agli ordini, o avesse anche minimamente vilipeso i superiori o le istituzioni fosse immediatamente fucilato. Gli assembramenti di più di tre persone andavano parimenti dispersi facendo ricorso alle armi e senza intimazioni preventive o preavvisi di alcun genere.
Il 28 luglio a Reggio Emilia i soldati spararono sugli operai delle officine Reggiane facendo 9 morti. Nello stesso giorno a Bari si contarono 9 morti e 40 feriti. In totale nei soli 5 giorni seguenti al 25 luglio i morti in seguito ad interventi di polizia ed esercito furono 83, i feriti 308, gli arrestati 1.500.
Nei giorni seguenti il nuovo esecutivo iniziò a prendere contatti con gli alleati per trattare la resa. Poche settimane dopo, il 3 settembre, il governo firmò con gli Alleati l'armistizio di Cassibile, che venne reso noto l'8 settembre.
……………..

L’8 Settembre 1943, l’inizio “ufficiale” della Resistenza.
Il periodo storico individuato comunemente come Resistenza inizia, dopo l' armistizio dell'8 settembre 1943 (il CLN fu fondato a Roma il 9 settembre) e termina alla fine del mese di aprile 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fu riferito dal CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia) con la data dell'appello per l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano. La Resistenza italiana fu solo la prima parte del cosiddetto periodo costituzionale transitorio, che si concluse con la nomina del primo governo Parri del 21 giugno 1945, mentre la seconda parte terminerà il 1º gennaio 1948, giorno dell'applicazione della nuova Costituzione Italiana.
La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana: l' Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo .

        E da qui vi proponiamo alcuni spunti e suggerimenti.

Berlusconi e il suo 25 Luglio.
Potrebbe essere che intorno a questa fatidica data inizi anche il crepuscolo del moderno aspirante ducetto. E’ infatti prevista per la fine di Luglio l’approvazione della manovra economica che, è bene rammentarlo, è voluta da TUTTE le forze parlamentari. Anzi, a dirla tutta, le forze di “opposizione” (PD, UDC e Terzo Polo, in primis…) si battono per un’applicazione ancor più “rigorosa”  e tutta lacrime e sangue, molto più di quanto non faccia Tremonti.
Lo fanno perché si dicono “responsabili”  nei confronti delle direttive europee, ma in realtà temono che i tagli che sarebbero scaricati sul governo successivo (a cui, ovviamente, aspirano) gli renderebbero difficile la vita. L'effetto Grecia agita i loro sonni...
In poche parole, gli interessi di tutti i poteri forti, tramite le diverse rappresentanze parlamentari, sono concentrati e solidali affinché la “manovra economica”  passi ed il più in fretta possibile.
Il garante di questa operazione bipartisan, manco a dirlo, è proprio il Presidente Napolitano.
Dopo di che… un governo dimissionario o sfiduciato o travolto da altri accidenti (Berlusconi se li porta dietro come una camita, ormai…), e licenziato da quei poteri forti che ancora gli reggono il sacco, potrebbe essere dietro l’angolo.
 Qualcuno nota qualche analogia con il 1943…?  Non è un caso.
I padroni di allora sono ancora quelli di oggi. La FIAT, ad esempio, già si è candidata a guidare il fronte del governo ("tecnico"...?) di transizione.  Montezemolo (sotto l'egida di Marchionne e Marcegaglia) è pronto ad assumerne la rappresentanza.  
Ma, diversamente dal 1943, questi rappresenta tutt'altro che un novello CLN.
 
E l’8 Settembre...?
Se la caduta di Berlusconi è tutto sommato ipotizzabile, e le analogie storiche e politiche facilmente ravvisabili, ben altro discorso vale invece per la possibilità di organizzare un movimento di resistenza organizzata (con l'iniziale r volutamente minuscola) in tempi così ravvicinati.
L’unica analogia che qui ci pare plausibile è il prevedibile sbandamento delle "truppe governative" e la possibile costituzione di una "riserva territoriale", seppure diversa dalla RSI di Salò, nonché la feroce repressione dei moti popolari all'indomani del 25 Luglio.  I "Roatta"  dei giorni nostri si sono già visti all'opera in Val di Susa...

Una data utopica o solo da costruire...?
Il problema che abbiamo di fronte non dipende certo dal fatto che non ci sia una situazione oggettivamente favorevole ad una “insorgenza popolare", anzi…!
La situazione sociale italiana è sempre più simile a quella greca, sicché…
Il problema vero è che sono piuttosto i soggetti politici (e sindacali) in campo a non essere affatto all’altezza del compito.  Forze sparse, confuse, e senza un programma (per quanto “minimo”) di classe, dunque impreparate ad organizzare e guidare queste insorgenze.
E, dulcis in fundo, l’intesa ritrovata tra padroni e sindacati di regime (sempre per restare nel solco...) con l’accordo del 28 Giugno impedisce la possibilità stessa di organizzare in maniera efficace i movimenti di protesta che pure sono prevedibili.   Il terrore che Camusso e compagni di merende hanno è quello di non riuscire a controllare affatto le ondate di protesta. Da qui i bavagli ed i legacci di quell'infame accordo.   Saranno sufficienti...?

A meno che…
Le recenti vicende elettorali e referendarie, ben più dei numeri espressi nelle vittorie, ci indicano un risveglio di coscienza troppo a lungo sopito. 
L'effetto più significativo, interno a questo stesso risveglio, è la ri-scoperta che le forze che si autorganizzano dal basso contengono in sé la vera forza propulsiva di ogni movimento progressivo. Sono state queste, infatti, ad imporre l'agenda politica anche ai partiti più riottosi.
La vicenda del PD che, giusto nell'ultima settimana di campagna referendaria, salta sul carro dei promotori avendone nasato il potenziale di vittoria, è un po'  il paradigma del ragionamento.
Certo, non mancano le difese ad oltranza di posizioni assurde ed ampiamente anti popolari, come il caso della TAV in Val di Susa, ma sono e saranno sempre più difficili da sostenere senza pagarne un prezzo politico insostenibile.
Partire dunque dalla consapevolezza che le forze che ora si autorganizzano possono trovare ancora maggior forza in organizzazioni  di CLASSE maggiormente strutturate - Partito e Sindacato - può essere la vera leva risolutiva e la scintilla per un nuovo 8 Settembre e per una nuova Resistenza.

In attesa della palingenesi, comunque, balocchiamoci pure col giochino dell'estate...

Un saluto.                  p. Proletaria Vox - Virginio Pilò

 
 
 
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