Creato da TheNightWriter il 25/02/2014

ODIO I CAZZI TUOI.

Poesie e racconti. No diario. No cuoricini. No foto baldracche, fatine & co.

 

 

:: non me lo chiedo ::

Post n°39 pubblicato il 20 Luglio 2016 da TheNightWriter
 

non me lo chiedo

chi è che sia

l’uomo che ti scopa adesso

né se lo faccia

con più o meno amore

con più o meno furore

con più o meno cazzo

 

non me lo chiedo

chi è che sia

che occhi abbia, che gusto amaro

o dolce, o aspro ti lasci sulla lingua

e neanche in quanti modi abbia

imparato a chiuderti la bocca

 

non me lo chiedo

come ti abbia conquistata

perché tu ti sia arresa

perché fuori è buio pesto

e con la solitudine è una relazione complicata

o se invece te ne sia innamorata

scorgendovi vicini in un riflesso

nello specchio straniero

quella mattina presto,

poco dopo il vostro primo amplesso.

 

non me lo chiedo

quanto aspettarci abbia

più o meno un senso

non me lo chiedo e basta,

perché finché siamo vivi

c’è ancora tempo. 

 
 
 

carnali amori al tempo di Tinder

Post n°38 pubblicato il 08 Giugno 2016 da TheNightWriter
 

-    Alla fine sei arrivata.
-    Dove volevi che andassi?
-    Non saprei. Ad esempio la macellaia è sparita con un tizio conosciuto con Happn.
-    Molto romantico, parlapà.
-    Dipende da che parte la guardi.
-    Fammela guardare dal lato in cui la guardi tu.
-    Pare che questo tizio non fosse uno qualunque, ma che fosse  innamoratoscemo di lei fin dalla prima volta che entrò nella macelleria per comprare quel che la madre gli scriveva sul bigliettino…
-    E che gli aveva scritto?
-    Era di mercoledì, e tutti i mercoledì ci davano sotto col polpettone. Posso continuare?
-    Mmmm, sì.
-     All’epoca aveva sì e no una dozzina di anni e la macellaia pure, e durante le vacanze da scuola, aiutava i suoi stando alla cassa.  Quindici anni dopo, durante i quali lui va via di casa, trova un lavoro, diventa vegetariano, che la troppa carne non gli aveva fatto bene...
-    Che cosa aveva avuto?
-    La gotta. Gli era presa una brutta gotta.
-    E certo. Con tutta quella carne. Mi pare anche il minimo.
-    Bene. Posso continuare o dobbiamo rintracciare il suo medico curante?
-    No. Va bene. Procedi.
-    Certo... c’è da dire che era anche comprensibile gli pigliasse qualcosa, ché in quindici anni non è passata una sola settimana senza che almeno una volta entrasse, salutasse arrossendo, e comprasse carne trita, filetti, costate, bistecche, salsicce, petti di pollo, polpettoni e fegatini, e tutto questo solo per vederla. Mentre quella cresceva, cambiava i lineamenti, le acconciature, i fidanzati e dalla cassa era passata dietro il bancone…
-    Spiegami una cosa: che se ne faceva della carne se nel frattempo era diventato vegetariano?
-    Aveva preso un cane, Balengo, e la dava a lui. Roba di prima scelta. E poi faceva anche la spesa per i suoi e per la zia, che comunque abitavano tutti ancora in zona. Ma questa è una storia d’amore, mica uno studio alimentare, che te frega come faceva fuori la carne!
-    Quando imparerai l’importanza dei dettagli saremo vecchi.
-    Siamo già vecchi.
-    Parla per te, che io mi difendo ancora benissimo. E poi mi spieghi com’è che sai tutto così bene di questa macellaia? Ti ricordi mica anche il colore degli occhi e quello della sua biancheria preferita?
-    E certo. Dovevi vedere con che grazia e decisione infilava quella lama tra una costina e l’altra. Roba da restarci ipnotizzati.
-    L’ho sempre saputo che la tua mente ha delle derive passive.
-    Derive passive lo dici a quell’eunuco del tuo ex.
-    Proprio eunuco non era, anzi, se proprio vuoi saperlo…

Occhiata “shining” di lui.
Breve silenzio e riprende.

-    Così succede che lui, in anni ciondolanti tra storielle di poco conto e masturbazioni sempre uguali, dotasse il suo telefono di Happn e altre applicazioni simili.
-    Che è una cosa tipo Tinder, no?
-    Sì, ma a differenza di Tinder rintraccia solo i profili di quelli che ti sono passati vicino. 
-    Tu ce l’hai?
-    L’ho avuto. Ma per poco. Più per curiosità che altro…
-    Ah. E hai incontrato nessuno?
-    Guarda. L’ho tenuto per così poco che… aspetta sì, forse una persona, ma andò malissimo. E poi lo levai.
-    Capisco. Sicuro, sicuro? Tutto qui?
-    Tutto qui [se le dicessi che per due anni sono andato avanti così non so come la prenderebbe. Sono uno dei sostenitori del “meno certe cose si sanno e meglio è”]. Non vuoi sapere com’è andata a finire tra la macellaia e il cliente?
-    Anche io lo avevo scaricato Tinder...

Occhiata “shining” malcelata dietro un sorriso tesoteso.

-    Ah, be’… sì… hai fatto bene.
-    Un modo come un altro per ….
-    Senti, che ne dici se finisco di raccontarti com’è andata tra la macellaia e il cliente?
-    Va bene.
-    Ecco, allora … [non l’ha mai detto, non l’ha mai detto, non l’hai mai detto], in pratica… [l’ha detto! l’ha detto! cazzo! ma lei certe cose non le fa!] … lui manco ci pensava che lei potesse attivare un’applicazione del genere. Lei insomma, non era il tipo… che poi uno quando usa quelle robe, non vuol dire per forza... mica...  che … vogli dire…
-    Cosa vuoi dire?
-    Che mica … mica uno lo fa solo per… per unirsi per forza.
-    Scopare. Si dice, scopare.
-    [un mancamento, sto per svenire, lo sento…] Ecco sì, mica per forza sono causa e effetto…
-    Come no? Certo che lo sono.
-    Ah..
-    Una c’ha voglia di scopare, scarica Tinder e scopa.
-    [epistassi! epistassi! la sento! epistassi in arrivo!]
-    No?
-    E certo. Facciamo che non tutti tutti, la pensano così.
-    Be’, certo, non tutti immagino.
-    [come immagino?! tu dovresti saperlo! tu sei una di quelle che mica l’ha usato per….]
-    Io ad esempio… no, scusa, finisci la storia.
-    Lui non se l’aspettava, lei scarica l’applicazione, e i due, dopo quindici anni passati a salutarsi e scambiare carne per soldi e augurarsi buona giornata, cliccano vicendevolmente sui cuoricini dei loro profili, si scrivono e decidono di fuggire insieme per una destinazione misteriosa per i più. Ecco, finito. Ora: non tutti pensano Tinder sia l'equivalente di voglia di scopare, ovvero... lo uso e così scopo. Eravamo arrivati qui.
-    Giusto. Io per esempio…
-    Tu per esempio?
-    Io per esempio l’ho scaricato, ma non ho mai capito come funzionava e allora ho lasciato perdere. Sai bene che con la tecnologia non vado mica tanto d’accordo…
-    [Dio santo che stai nei cieli, io ti amo! Ti prometto che me la faccio la maglietta “I love Jesus”, te lo prometto! Che davvero, io ci tengo a tuo figlio e mi è spiaciuto un sacco quando gli han fatto quel che gli han fatto... che io non c'ero però ti volevo dirtelo che mi dispiace...]  Eh sì, infatti. Guarda, te lo dico davvero, ma sinceramente… non ti sei proprio persa niente.
-    [la modalità "bionda dentro" non delude mai!]

 
 
 

:: regressione privata ::

Post n°37 pubblicato il 01 Giugno 2016 da TheNightWriter
 

Dio che fatica
non avere te a cui pensare
avere tutto questo dannato tempo
per progettare e realizzare
come se l’utilità
delle azione fosse l’unica
questione importante
ma io stavo così bene
a tirare sassi alla luna
e a raccogliere stelle
inciampate e finite nel mare

dio che fatica
sentirsi così maturi
da riuscire a distinguere
le reali conseguenze
da tutte quante le illusioni
e capire che i chilometri macinati sulle nuvole
non equivalgono manco a un passo
a meno che tu non sia genio
un angelo, una qualche divinità
o un pazzo.

dio che fatica
stare al mondo adesso
senza un pensiero fisso
senza una luce fissa
senza una voce fissa
senza il suono dei tuoi passi
sempre identico a sé stesso
che lo riconoscerei in un mercato
sì, con una giusta acustica
e col vento a favore, certo.

dio che fatica non capire ancora
che cosa sia peggiore
se privarmi di te e soffrire
o immaginarti e passare per pazzo
se claudicante andare
o starmene fermo qui
a volare
volare
e volare.


[ canzone ]

 
 
 

:: donne silenziose ::

Post n°36 pubblicato il 24 Maggio 2016 da TheNightWriter
 

- In pratica le donne silenziose sono le migliori.
- Perché non rompono le palle?
- Bertino, chi ti ha insegnato a dire queste cose?
- Tu. Ieri hai detto che mamma era tanto brava, ma quando ci si metteva sapeva davvero rompere le palle.
- Ora non è che devi ripetere tutto quello che dico. Voglio dire, hai 6 anni, è anche ora che pensi un po’ con la tua testa, che ti costruisca una personalità!
- Perché? Cosa vuol dire? Cos’è una personalità?
- Lascia perdere. Comunque no, non dico quelle che stanno in silenzio in generale, ma quelle che stanno in silenzio quando conta. Perché è lì che capiscono.
- Capiscono cosa?
- Capiscono che uomo hanno davanti. Perché stanno zitte per vedere l’uomo che fa la cosa giusta. Credo sia una cosa come un loro trucco per trovare quello che cercano. Ora non so bene se sia per tutte così, ma per tua madre lo era.
- Tu vuoi ancora bene alla mamma?
- Certo!
- Anche se non c’è più?
- La cosa tremenda è proprio questa. Che quando una persona non c’è più, in certi momenti, ti sembra di volerele così tanto bene come non gliene hai mai voluto.
- E lei stava tanto in silenzio?
- All’inizio non parlava mai. Se si trattava di ridere non si tirava certo indietro, ma quando si trattava di cose importanti, quando capiva che la puntavo…
- Cosa vuol dire che la puntavi?
- Quando capiva che volevo diventasse la mia fidanzata…
- Capito. Io punto Cecilia, sai, papà!
- Cecilia è molto bella… pure la mamma è niente male.
- Che hai detto papà?
- Che la mamma anche deve essere una brava persona.
- Sì! Pensa che tutti i giorni le dà un sacchettino con personaggi diversi disegnati sopra e ci mette dentro la merenda.
- Che brava! E tu facevi la cosa giusta quando mamma stava in silenzio?
- No. Quasi mai.
- E come avete fatto a fare me.
- Diciamo che dopo estenuanti tentativi e una sua pazienza interminabile, un paio di cose buone le ho fatte, e una di queste sei stato tu.
- Con un padre così imbranato, sono stato proprio fortunato.
- Bertino! Ahahah, direi proprio che abbiamo avuto un gran culo.
- Gran culo!!!
- Porc…
- Porc!!!!
- ……………..

[ canzone ]

 
 
 

:: al punto che.

Post n°33 pubblicato il 11 Marzo 2016 da TheNightWriter

Siamo arrivati al punto
che quel ch’è autentico
ci commuove
siamo arrivati al punto
che ci resta così poco
che si va per esclusione.

 

Siamo arrivati al punto
che i porno ci eccitano
nostalgicamente
siamo arrivati al punto
che la verità è insidiosa
e frequentiamo chi ci mente.

 

Siamo arrivati al punto
che i suoi occhi enormi
spaventano
e di tutto quell’infinito
che promettevano, ora
non saprei che farmene

 

Siamo arrivati al punto
che non ho voglia di fumare
e fumerò lo stesso
sono cosi poche le cose
che ho imparato a fare
che appena posso io le faccio

 

Siamo arrivati al punto
che chi se ne frega
di un’altra vita
siamo arrivati al punto
che agognamo solo a un letto comodo
appena questa è finita.

 
 
 
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