Un attore in scena

L'amore per la qualità delle cose

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: MANonTHEmoonMilano
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 45
Prov: MI
 

 

Toh, chi si rivede, la manovra del cambiamento

Post n°525 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da MANonTHEmoonMilano
 
Tag: rdc

Toh, chi si rivede, la manovra del cambiamentoSono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui Di Maio e i ministri Cinque Stelle si affacciarono dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare il 2,4% di deficit, i 9 miliardi per il reddito di cittadinanza, i 7 miliardi per Quota 100, una crescita stimata all’1,5% e il consenso siderale di un Paese che sembrava aver di fronte gente che manteneva le promesse, pure quelle che sembravano quasi irrealizzabili.

A distanza di quattro mesi quelle immagini sembrano lontane anni luce. Il deficit, dopo un tira e molla infinito, è sceso dal 2,4% al 2%, di fronte alla minaccia di procedure d’infrazione europee. Le prospettive di crescita si sono infrante sul muro dei dati, che parlano di un Paese fermo, sull’orlo della recessione. Lo spread, come aveva ahilui promesso il ministro-martire Giovanni Tria si è mangiato buona parte dell’extra deficit del governo. Del reddito e di Quota 100 invece si sono perse le tracce, erose giorno dopo giorno dai passi indietro del governo, dai dubbi della ragioneria di Stato, dalla necessità di ritardarne la partenza, per risparmiare qualche euro sul bilancio 2019.

E invece no, rieccole: oggi, al più tardi domani dovrebbe essere il gran giorno dell’approvazione in Consiglio dei Ministri delle due misure bandiera di Lega e Cinque Stelle,l’abbattimento della Legge Fornero e il sussidio universale al reddito che avrebbe abolito la povertà. Ecco: se quattro mesi fa eravate rimasti a queste definizioni, forse vi conviene sedervi. Perché quel che oggi sarà approvato dal Conte e colleghi di quegli annunci mantiene giusto il nome, per una questione di marketing. Il contenuto, invece, è piuttosto diverso.

Partiamo da Quota 100, che alla Legge Fornero fa il solletico, e nemmeno troppo. Primo: è una finestra di tre anni, e nulla più: dal 2019 e fino al 2021. Dal 2022, a quanto si dice, l’obiettivo sarà Quota 41 (anni di contributi). Ma sono solo voci. Secondo: costa 4,7 miliardi - compreso il rinnovo dell’Ape sociale opzione donna - anziché i 7 previsti nelle prime bozze di manovra, che dovevano essere 13 il primo anno (e 20 a regime) se si fossero seguiti alla lettera i programmi elettorali. Terzo: Quota 100 vuol dire 62 anni di età e 38 di contributi e non è, come si pensava nei giorni del voto, una somma componibile a piacimento. Quarto: se si va in pensione con Quota 100 ci sono penalizzazioni, anche piuttosto pesantiÈ logica, del resto: se vai in pensione prima, paghi meno contributi e ricevi meno stipendi. Strano che in campagna elettorale non l’abbia ricordato nessuno.

Anche sul reddito di cittadinanza, la china è quella: doveva essere la bomba atomica dei conti pubblici italiani, il sussidio per gli sdraiati sul divano, il grande furto dei lavoratori del Nord in favore dei disoccupati del Sud. Si è rivelato il classico brodino all’italiana, con le clausole scritte in piccolo, in fondo al contratto, come quanto si compra una vacanza a rate. Anche in questo caso, partiamo dalle cifre: dovevano essere 11 miliardi di euro, sono scesi a 9 e sono arrivati a poco meno di 5, nei quali rientra anche il miliardo da spendere per rivitalizzare i centri per l’impiego che avrebbero dovuto costituire l’architrave delle politiche attive per il lavoro. Meno soldi può voler dire tante cose: una platea più ristretta, inizialmente era stimata in 6,5 milioni di persone, un assegno più misero rispetto ai 780 euro promessi, criteri più stringenti per accedere al programma. Nel caso del reddito di cittadinanza di Di Maio - che nemmeno è un reddito di cittadinanza, ma un reddito minimo garantito: battaglia persa, ci arrendiamo - vuol dire tutte e tre le cose. Ed è questo, soprattutto, il motivo dei continui rinvii.

La cosa buffa, da domani, sarà vedere le reazioni degli italiani. Di fronte hanno due provvedimenti che degli originali mantengono solo il nome. E che, nei fatti, non cambieranno la vita né dei disoccupati, né dei pensionati, non più di quanto farà (in negativo) il rallentamento dell’economia. Andrà tutto bene così, ai nostri? Basterà loro sapere che nella forma i patti sono stati rispettati? Si accontenteranno di sapere che gli sbarchi si sono fermati e che Morales e Bolsonaro ci hanno regalato un Cesare Battisti nuovo di zecca su cui sfogare i nostri cinque minuti d’odio quotidiani? Oppure apriranno gli occhi? Si accettano scommesse.

 
 
 

Mv5stelle e Lega..il vostro difetto è...

Post n°524 pubblicato il 16 Gennaio 2019 da MANonTHEmoonMilano
 

Cialtroni. 
Il vostro difetto non è l’incapacità, ma l’arroganza. 
La vostra colpa non è di non aver idea di come si governi un Paese, ma quello di credere di saperlo fare e di aver fatto credere di saperlo fare.
Vi siete smentiti su tutto. Avete dimostrato un’incompetenza abissale, tipica di chi crede di poter parlare di immunologia avendo studiato su Facebook, di politiche del lavoro avendo fatto lo steward al San Paolo o di riforma dello sport avendo fatto l’istruttore in una palestra della Virgin (gli esempi si riferiscono a fatti e persone realmente esistiti!).
Decine di piroette da circo non vi risparmiano il fatto di esservi dimostrati più trasformisti dei peggiori trasformisti.
Avete fatto retromarcia su Euro, Europa, salvataggi delle banche, streaming, impeachment, Tap, Tav, Ilva, chiusure domenicali, alleanze di governo, voti di fiducia, Nato, Ius soli, accise, condoni, trivellazioni, F35 e chissà quante altre cose. Sono talmente tante che non riesco a ricordare!
Siete il peggior governo della storia di questo Paese e siete riusciti a raggiungere questo traguardo in poco più di sei mesi. Nonostante questo non accettate l’evidenza di essere inadeguati.
Sarete spazzati via dalla storia, questo è certo. 
Ma prima farete dei danni. Tanti. 
Lascerete morti e feriti sul campo (e in mare) e ci vorrà del tempo prima di poter calcolare per bene il disastro creato e il deserto intellettuale e morale che avrete generato. 
Sì, perché oltre ai danni all’economia, al mondo del lavoro, alla salute (proprio quella fisica) del Paese, alla capacità di aver ridato polmoni a odio, rabbia, razzismo, fascismo ci saranno anche danni che non si potranno quantificare con la calcolatrice, quelli che farete agli esseri umani. Non mi riferisco (solo) agli stranieri con la cui vita giocate, tenendoli in mezzo al mare in un modo disumano o ai clochard a cui vi bullate di buttare le coperte in un cassonetto, ma al cervello e all’umanità di tanto nostri connazionali, specialmente quelli più giovani. State insegnando ai ragazzi, ai nostri giovani, che studiare non serve a niente, state seminando incompetenza, bullismo, arroganza, sfregio delle istituzioni di qualunque genere. 
Siete riusciti a sbeffeggiare lo Stato, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Papa. 
Avete sventolato il Vangelo e il Rosario usandoli come quei fondamentalisti dai quali ci dite di volerci difendere. Un po’ come offrire un bicchiere di acqua zuccherata dentro a cui c’è una pillola di veleno. È perfino peggio dell’essere crudeli e basta: significa essere crudeli con metodo, con premeditazione. Quelle persone in difficoltà (di nuovo parlo dei nostri concittadini non degli immigrati) che avete strumentalmente usato per raggiungere il vostro scopo, sono la vostra spada di Damocle e saranno proprio loro a travolgervi e a spazzarvi via. Proprio quelle persone che hanno paura, che fanno fatica davvero (mentre la madre della vice Presidente del Senato ricorre al Tar, perdendo, alla richiesta di lasciare una casa popolare). Proprio perché avete giocato con la loro paura e rabbia. 
Nel frattempo continuate pure ad attaccare quella che voi chiamate élite. 
Per dire, avete schedato gli uomini di scienza. Sono operazioni che se aveste studiato un po’ di storia, vi farebbero venire in mente qualcosa di già visto.
Sicuramente, ai più anziani, qualcosa viene in mente di sicuro: ne hanno già viste di persone come voi. 
Peggio di voi, forse, no. Non credo sia possibile, ma di gentaglia arrogante e inadeguata ne è già passata tanta e alla fine, ineluttabilmente, è stata spazzata via. Non passerà giorno, in questo 2019, in cui io e tanti altri faremo tutto il possibile per accelerare il fatto che voi diventiate un orribile ricordo. Qualcosa di talmente spregevole da non poter dimenticare, in modo da diventare uno di quei vaccini, ai quale (infatti) non credete.
Voi e i vostri eroi, bulletti di periferia, che buttano nei cassonetti le coperte ai senzatetto, che sfilano urlando slogan razzisti, che metteranno in tasca il reddito di cittadinanza (se mai almeno questo lo farete) continuando a lavorare regolarmente in nero, che condoneranno un’evasione fiscale o una casa fuorilegge a Ischia. 
Un po’ come quei sciacalli che ridevano alla notizia del terremoto. Ricordate? Un po’ come quegli artigiani che: “Finalmente al governo qualcuno di onesto! Dottore, facciamo 120 euro con la fattura o 100 cash e non ci pensiamo più?”
Già, “l’onestà tornerà di moda” dicevate, insegnando al Paese la disonestà. 
Siete macellai che si fingono chef di ristoranti vegani. 
Vi ha presi a schiaffi istituzionali il Presidente Mattarella, nel suo discorso al Paese, vi prenderà a schiaffi il Paese, democraticamente, ci mancherebbe. 
Perché questo è il Paese di Dante Alighieri, di Leonardo, di Michelangelo, di Giotto, di San Francesco, di De Gasperi, di Einaudi, di Togliatti, di Berlinguer, di Pertini e guardate cosa arrivo a dire, cari cialtroni, persino di Almirante. 
Questo è il Paese di Venezia, di Firenze, di Siena, di Roma, di Napoli, di Palermo, di Torino. Dell’arte, della cultura, della scienza, della tecnologia, della biodiversità. Ma come è possibile che tutto questo sia finito nelle vostre mani sciagurate? Non solo qualcuno lo ha permesso, creando un vuoto riempito dal vostro livore e dalla vostra arroganza, ma c’è anche chi ha preferito stare a guardare. 
“Odio gli indifferenti”, diceva Antonio Gramsci e io non sopporto più né voi né tutti quelli che vi stanno a guardare, senza fare o dire niente. 
Siete la sciagura di questo Paese, che grazie al cielo, è talmente grande, pieno di intelligenza e di bellezza che vi spazzerà via e vi condannerà a dover rappresentare per sempre l’esempio perfetto dell’incompetenza assoluta, del vuoto morale e culturale. 
Io non vado via. 
Resto qui a presidiare il territorio e a fare quello che posso per restituirlo, ripulito da questa immondizia, a chi verrà dopo grazie a una doppia operazione: un Risorgimento, che ci restituisca un’unità nazionale vera, (niente a che fare con quello che fate finta di raccontare) e un Rinascimento, di bellezza, di cultura, di ambizioni, di sogni. 
Io non vado via. Resto qui, perché il mio Paese lo rivoglio indietro. 
E quando infilare un messaggio di odio fra un paio di foto di gattini o del piatto della cena non funzionerà più, questo Paese ritornerà ad essere il più bello del mondo. 
Sì, perché questo crimine è proprio imperdonabile: avete imbruttito il Paese più bello del mondo. Siete vandali che hanno disegnato i baffi sulla tela della Gioconda, avete abbattuto con le vostre ruspe il Colosseo e la Torre di Pisa, avete imbrattato con lo spray e con una frase volgare e sgrammaticata il marmo della Valle dei Templi. 
Ricostruiremo, ripuliremo e ricorderemo. 
Perché siete un pericolosissimo niente, ma non ci sarà nessuna damnatio memoriae per voi. 
La vostra maledizione sarà nell’essere ricordati, per sempre. 
Come i peggiori.

Senza nessun affetto, 
Alan Panassiti
turista della democrazia

PS: Il testo è un po’ lungo forse vi siete fermati alla prima riga. Beh, per voi è sufficiente. 
Bacioni.

 
 
 

Disposofobia: cos'è?

Post n°523 pubblicato il 06 Gennaio 2019 da MANonTHEmoonMilano
 

Questa lettera è di Giovanni Armando Costa, Milano

“Ho iniziato ad occuparmi per caso di disposofobia. Come tecnico della prevenzione (servizio igiene pubblica, Ats, città metropolitana di Milano) ho approfondito l’argomento sul campo accertando esposti e ricevendo segnalazioni, ispezionando abitazioni e raccogliendo informazioni da cittadini ed enti. Ho parlato con persone che soffrono di una patologia psichiatrica che li costringe a trattenere in casa ogni sorta di oggetti, senza possibilità di buttare via niente, perché tutto serve.
Persone la cui attività quotidiana diventa quella di accaparrare in giro oggetti da accumulare nelle proprie abitazioni rendendole simili a magazzini".

"Soggetti in grado di riempire completamente la casa di vestiti e scarpe, scatole e sacchetti fino a che diventa difficile aprire porte e finestre. Ho conosciuto accumulatori seriali abituati a conservare in casa residui di cibo che attirano insetti e ne agevolano la moltiplicazione. Gente sepolta viva. Case che non ricevono più i raggi del sole perché ostacolati da tapparelle che non vengono mai sollevate. Uomini e donne rimasti soli anche perché parenti e amici sono stati allontanati da un comportamento pazzesco e da una casa inabitabile".

"Osservando come nella città dalle tante occasioni c’è gente che si rinchiude in una casa da incubo, il mio stupore si è trasformato in desiderio di comprendere. Ho imparato a vedere, dietro questa patologia, esseri umani straordinari. Come Sergio, ingegnere in pensione, senza moglie né figli, con un solido reddito, che vive nel suo appartamento magazzino da quando è morta la mamma, unica donna che lo amava e di cui si prendeva cura".

"Casa disastro quella di Anna, professoressa in pensione dopo anni passati a insegnare nei licei; un cuore grande, al servizio degli studenti, naufragato nello stesso momento in cui l’unico figlio ha perso la vita per un malore in piscina durante l’attività sportiva. Come Rosa e Maria entrambe separate e divorziate e prima bastonate dai mariti e poi abbandonate dai figli che in casa non avevano più nemmeno un letto per dormire perché tutto era invaso da oggetti che impedivano la normale vita quotidiana".

"Custodisco e porto a casa con me frasi che ascolto durante i sopralluoghi nelle loro case. ‘I miei genitori sono mancati a distanza di poco tempo l’uno dall’altra ed io mi sono ritrovata sola e disperata in questa casa. Casa… una volta era una casa, adesso è un magazzino’. ‘Ha figli lei? Insegni loro a prendersi cura della casa, a me non l’hanno insegnato, il mio compito era quello di studiare’. ‘Mio marito mi trattava come una serva, poi è andato a vivere con un’altra’. ‘Mia figlia non vuole più stare con me, si trova meglio in comunità’. ‘Io lavoro, io faccio, io mi stanco per mettere a posto’".

"A favore di queste persone cerco di rendere più efficaci gli interventi sul territorio attraverso il dialogo tra enti, associazioni e cittadini e cercando il supporto quando possibile. Tutto con amore. Un amore per il prossimo, per i più deboli, per gli invisibili. Un amore forse non troppo moderno ma che ha orecchie per ascoltare".

 
 
 

Di Maio e la sua lista delle cose fatte: ecco il controllo voce per voce

Post n°522 pubblicato il 21 Dicembre 2018 da MANonTHEmoonMilano
 
Tag: Di Maio

Nessun aumento dell’Iva. Fatto?

È vero che per il 2019 non ci saranno aumenti dell’Iva, che sarebbero scattati senza l’intervento contenuto nel disegno di legge di Bilancio. Ma al momento sono previsti aumenti sia per il 2020 che per il 2021, ancora più alti di quelli previsti dalle Leggi di Bilancio precedenti. L’aliquota oggi al 22%, senza nuovi interventi, passerebbe a l 25% nel 2020 e al 26,5% nel 2021. Con un aggravio di imposte, rispettivamente, di 19,2 miliardi e di 19,6 nel 2021.

Aumento delle pensioni minime. Fatto?

Al momento sono stanziati, per il 2019, 6,7 miliardi di euro che dovranno servire sia per il reddito di cittadinanza sia per le pensioni di cittadinanza, in sostanza l’aumento di quelle minime. Per definire il meccanismo serve però un decreto legge che ancora non c’è.

Reddito di cittadinanza. Fatto?

Stesso discorso fatto per le pensioni di cittadinanza. Al momento ci sono i soldi ma manca il decreto legge che ne regola il funzionamento. Il governo ha però annunciato che si partirà il primo aprile.

Quota 100 per superare la Fornero. Fatto?

Anche qui ci sono i soldi ma il meccanismo andrà definito con un successivo decreto. Tuttavia le regole sono già pronte. Si potrà andare in pensione con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi. Ci saranno però delle finestre, cioè tre mesi di tempo tra il momento in cui si raggiunge il requisito e quello in cui verrà pagata la pensione. La finestra sale a sei mesi per i dipendenti pubblici. Ci sarà anche il divieto di cumulo, chi userà quota 100 non potrà sommare alla pensione redditi da lavoro superiori ai 5 mila euro lordi l’anno. L’intero meccanismo resterà in vigore per tre anni, fino al 2021.

 

Aumento pensioni invalidi. Fatto?

Le pensioni d’invalidità saranno rivalutate al 100% rispetto all’inflazione. Lo stesso meccanismo è previsto per le pensioni al di sotto dei 1.530 euro netti al mese, mentre per quelle più elevate la rivalutazione sarà solo parziale. Le pensioni d’invalidità vengono risparmiate dal taglio per quelle elevate, cioè al di sopra dei 100 mila euro lordi l’anno.

 

Taglio delle pensioni d’oro. Fatto?

Al di sopra dei 100 mila euro lordi l’anno, se non coperti dai contributi versati durante la vita lavorativa, gli assegni saranno tagliati in modo progressivo. Dal 15% per la parte di assegno tra 100 mila e 130 mila euro, fino al 40% per la parte eccedente i 500 mila euro. Non sarà un taglio strutturale, cioè per sempre, ma avrà una durata di cinque anni. Altrimenti avrebbe rischiato l’incostituzionalità.

Taglio ai fondi per l’editoria. Fatto?

Il taglio riguarda i giornali gestiti da cooperative o enti senza fini di lucro ma non le imprese quotate in Borsa che non rientrano tra i destinatari dei contributi all’editoria. Per il 2019 l’importo sarà ridotto del 20% della differenza tra l’importo spettante e 500 mila euro; per il 2020 del 50% della differenza tra l’importo spettante e 500 mila euro

 

Esclusione della Bolkestein. Fatto?

C’è il rinvio di ben quindici anni per l’obbligo di messa a gare delle concessioni balneari, previsto dalla direttiva europea Bolkestein. Al momento resta l’obbligo di gara per le concessioni dei venditori ambulanti.

 

Taglio di mezzo miliardo delle spese militari. Fatto?

Le spese militari sono ridotte di 60 milioni di euro annui a partire dall’anno 2019. E di ulteriori 531 milioni di euro nel periodo dal 2019 al 2031. Quindi il taglio c’è ma è spalmato su 13 anni.

 

Tempo prolungato nella scuole. Fatto?

Vengono stanziati i fondi per assumere 2 mila maestri elementari in più. Le modalità per incrementare il tempo pieno nella scuola primaria andranno stabilite da un successivo decreto del ministero dell’Istruzione.

Taglio del 30% dei premi Inail per le aziende. Fatto?

Il taglio è di 410 milioni per l’anno 2019, 525 milioni per l’anno 2020, 600 milioni per il 2021. Si tratta di un minor costo a carico delle imprese. L’Inail è l’istituto che tutela, dal punto di vista assicurativo, le vittime degli infortuni sul lavoro. Per i sindacati c’è il rischio di penalizzare la sicurezza sul lavoro. Ma le risorse utilizzate vengono dal surplus che l’istituto ottiene ogni anno a causa dell’eccedenza tra i versamenti e le prestazioni erogate

10 miliardi e mezzo per il dissesto idrogeologico. Fatto?

Lo stanziamento è spalmato tra il 2019 e il 2033.

 

1,5 miliardi per truffati banche. Fatto?

Viene creato il Fondo Indennizzo Risparmiatori con una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

 

Assunzione 12 mila persone per pulizie nelle scuole. Fatto?

Non si tratta di personale aggiuntivo ma della stabilizzazione di quelli che già oggi fanno questo lavoro da esterni. Il Ministero dell’istruzione bandirà un concorso per assumere chi ha svolto questo servizio nelle scuole statali a partire dal 1999. Diventeranno dipendenti pubblici, oggi lavorano per le ditte che vincono gli appalti.

 

Abolizione del Sistri per le imprese. Fatto?

Il Sistri è il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Viene finanziato con un contributo a carico delle imprese. È stato creato nel 2009 ma la sua entrata in funzione a regime è stata più volte rinviata. Adesso viene cancellato.

 

Dimezzamento Imu sui capannoni industriali. Fatto?

In realtà viene raddoppiata dal 20% al 40% la quota dell’Imu che può essere dedotta dall’Ires e dall’Irpef

 

Aumento fondi alla ricerca. Fatto?

Ci sono diversi stanziamenti mirati, ad esempio per la tecnologia blockchain, l’internet delle cose, e l’intelligenza artificiale. Ci sono 10 milioni in più per il finanziamento degli enti di ricerca, che al momento hanno una dotazione complessiva di 1,7 miliardi di euro. Si tratta dunque di un aumento minimo

 

1 miliardo di euro venture capital start up innovative. Fatto?

Si tratta di incentivi per le piccole e medie imprese innovative. In sostanza una detrazione dall’imposta sul reddito pari al 30% dell’investimento.

 

6.000 euro di incentivi auto elettriche. Fatto?

Ci sono a disposizione 60 milioni di euro per il 2019, 70 sia per il 2020 sia per il 2021. Verranno finanziati anche con l’ecotassa sui veicoli più inquinanti

 

1 miliardo di euro in più alla sanità

Il finanziamento del Fondo sanitario nazionale per il 2019 sarà di 115 miliardi di euro, uno in più rispetto al 2018. In realtà, però, viene solo rispettata una decisione presa nel 2017 con un’intesa fra il precedente governo e le Regioni.

 
 
 

Dirigenti incompetenti trascinano Messina verso il baratro

Post n°521 pubblicato il 27 Novembre 2018 da MANonTHEmoonMilano
 

Quando ci fu l’attentato a Papa Wojtyla, il 13 Maggio 1981, si parlò di pista bulgara per giustificare i mandanti di questa orrenda azione cui fu vittima Giovanni Paolo    II.  Adesso si parla di “pista friulana” per l’acquisizione dell’ACR  Messina, ormai moribondo nei bassi fondi della serie D. 

Si tratta anche qui di capire chi sono i responsabili dell’attentato che ha causato la morte del calcio a Messina, che poco più di dieci anni fa militava addirittura in serie A, prima che Franza(vero padrone della città peloritana con i suoi traghetti) decise, dopo aver eluso il pagamento delle tasse  pensando di farla franca, che era meglio chiudere bottega.

E’ inutile fare i nomi di chi, in questi anni atroci, ha condotto la città e il suo mondo pallonaro nel baratro.  Bisognerebbe andare a trovare e cacciare a tutti i costi i responsabili dello stesso scempio a cui è andata incontro la città dello Stretto. Politici, dirigenti, notabili, le famiglie bene, “il verminaio”, una borghesia quasi feudale che fa si che se non si appartiene a un certo giro è meglio andarsene. Depauperare il territorio, sottopagando i migliori elementi con una furbizia da demenziali padroni del vapore, costringendoli alla fuga  ha causato la devastazione finale di tutto quel sottobosco in cui il pallone faceva da valvola di sfogo.

Perché se sei qualcuno a Messina, in genere, sei nessuno in tutto il resto del mondo: te ne accorgi quando te ne vai a cercare a fortuna (come il sottoscritto, che l’ha trovata).  Il mondo si muove in modo completamente diverso e la professionalità che credi di avere ottenuto in riva allo Stretto si  dimostra inadeguata quando ti trovi in realtà seriamente competitive.

Questa è Messina, dove “i buddaci” sono fondamentalmente la libera espressione di quello che è il tessuto sociale: si parla e basta, ci si lamenta e  bastama nulla si fa.  Questo tipo di mentalità ha prodotto le ruberie del  “volemose  bene” dei politici, e gli ultimi due sindaci, Accorinti De Luca, poli opposti di una schizofrenia comune: uno senza scarpe e senza esperienza, profondamente onesto; l’altro sceriffo amante di processioni e superstizioni e propaganda, celata dietro un falso cattolicesimo di convenienza. 

Oggi, dopo la disfatta di Palmi (l’ennesima), anche lo sponsor Fontalba si è scagliato contro la proprietà. Un fatto inedito e assurdo: ti pago, ti getto pure fango addosso per seguire un populismo inutile e senza costrutto.

La verità è una: nessuno vuole Acr o Città di Messina (due  inutili espressioni del calcio cittadinosul serio!  Non esiste nessun gruppo friulano, ne calabresi o arabi facoltosi.  Il dottore che voleva fare il sindaco si è eclissato dopo averle sparate grosse in campagna elettorale, mentre il salvatore della patria, Caffè Barbera, ha reso nervosi i tifosi non prendendo nemmeno la società a costo zero quando si  è formato il nuovo Messina di serie D.

Ed è arrivato   Sciotto, onesto venditore di macchine, completamente a digiuno di sport  che pensava che solo il nome facesse una squadra, l’ha disfatta e distrutta perdendo mesi per colpa di due personaggi, Manfredi e Parisi, che avevano spacciato come certo il ripescaggio in serie C raccontando una panzana immensa.  Si è perso un gruppo di giocatori e un signor allenatore come Giacomo Modica, si è rotto un giocattolo che con opportuni innesti avrebbe riportato la gente allo stadio.  Si sono succeduti allenatori e direttori sportivi, anche Adriano Polenta si è dovuto inventare (vi ripeto inventare) un problema familiare per scappare via.   Nessun vero ritiro estivo, tutto improvvisato. I risultati negativi sono arrivati e si parla di epurazione.

Ovviamente con il calcio mercato aperto i giocatori, in attesa di cambio di maglia, tireranno indietro la gamba.  E già lo fanno. Arriveranno mille giocatori in prova come sempre (mancanza di idee) e si lotterà per non retrocedere.

Nella speranza di un miracolo: gente seria che sappia di calcio e non dilettanti allo sbaraglio.

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: MANonTHEmoonMilano
Data di creazione: 30/12/2009