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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

JANE AUSTEN -RITRATTO

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1Q84 Libro 3 – Murakami Haruki (recensione)

Post n°895 pubblicato il 22 Ottobre 2012 da bluewillow
 

Titolo: 1Q84 Libro terzo. Ottobre – Dicembre Titolo originale: 1Q84 (ichi-kew-hachi-yon) Autore: Murakami Haruki (secondo l'uso giapponese, prima il cognome, poi il nome) Traduzione: Giorgio Amitrano Casa editrice: Einaudi pag: 395 formato: ebook costo: 9,99 €

La copertina potrebbe ispirarvi un certo déjà vu, e magari farvi dubitare del fatto che vi troviate in un posto dove tutto è doppio, lune comprese, ma si dà semplicemente il caso che per il terzo volume della saga di 1Q84, che ha riscosso molto successo, ma anche la mia perplessità (qui la recensione dei primi due volumi, pubblicati in un unico tomo), la Einaudi abbia scelto di riproporre la stessa identica immagine del libro precedente.
In Giappone, i primi due volumi sono stati pubblicati contemporaneamente a Maggio 2009, mentre il terzo capitolo è stato mandato in libreria, a quasi un anno di distanza, nell'Aprile 2010.
In Italia invece i primi due capitoli sono stati accorpati in un unico volume di circa 700 pagine (Libri 1 e 2. Aprile- Settembre), pubblicato verso la fine del 2011, mentre si è mantenuta una certa distanza temporale dall'uscita del terzo libro, ad Ottobre 2012 (Libro 3. Ottobre- Dicembre), esattamente come accaduto nella terra del Sol Levante.
Di certo si è trattata di una lunga attesa sia per i lettori nipponici che italiani, perché avevamo lasciato i due personaggi principali nel mezzo di un autentico climax narrativo: Aomame sul ciglio di un'autostrada in procinto di suicidarsi con una rivoltella, e Tengo nell'ospedale dove è ricoverato il padre in fin di vita, ad assistere alla magica apparizione di una “crisalide d'aria”,  al centro della quale si trovava una figura identica ad Aomame bambina.
Questa sarà una lunga recensione, anche perché nel complesso 1Q84 è un libro che ha le bibliche proporzioni di  di 1117 pagine complessive,  quindi ho deciso di suddividerla in tre parti: "Dove eravamo rimasti" (riassunto delle puntate precedenti, libri 1 e 2) e “Cosa hai combinato Murakami?” (recensione libro 3) ed infine “1Q85?” (ragionamento su cosa potrebbe indurre Murakami a scrivere un terzo volume). Vi avviso che tutte e tre le sezioni contengono alcuni dettagli della trama.

Dove eravamo rimasti

Il libro precedente ci aveva lasciato con il fiato sospeso, mentre i due personaggi principali,  i trentenni Tengo e Aomame, si trovavano ad un punto di svolta fondamentale. I due, come abbiamo appreso precedentemente, sono uniti, fin da bambini, da un legame speciale,di cui in un primo tempo sono solo parzialmente consapevoli, una forma d'amore puro che li lega attraverso il tempo, anche se in realtà non si vedono da circa venti anni.
Entrambi sono finiti nel mondo parallelo di 1Q84, un 1984 alternativo dove in cielo brillano due lune e il mondo è minacciato dalla presenza inquietante dei Little People,  entità che sembrano seguire passo passo tutte le azioni di Aomame e Tengo, dirigendo la pericolosa setta del Sakigake.
Aomame si è ritrovata in 1Q84 scendendo una scala dell'autostrada, Tengo invece vi è stato trasportato per aver riscritto il manoscritto “La crisalide d'aria”, opera della diciassettene Fukaeri, allo scopo di farle vincere truffaldinamente un premio letterario. Tengo scoprirà solo troppo tardi che gli eventi, apparentemente fantastici, descritti da Fukaeri nel libro corrispondono a fatti realmente accaduti, cosa che lo metterà nel mirino della setta Sakigake, il cui leader è il padre di Fukaeri. La setta metterà sulle sue tracce il detective Ushikawa.
Nel corso del volume, un poco alla volta Tengo e Aomame si renderanno conto, pur se distanti l'uno dall'altra, che il momento topico di tutta la loro vita, è consistito nello stringersi la mano, da bambini , quando Tengo voleva consolare la piccola Aomame, vittima di una bruciante solitudine. L'uno indipendentemente dall'altra, finiti dentro 1Q84, entrambi decideranno di tentare di ritrovarsi in qualche modo.
Alla fine del libro 2, Aomame era sul punto di suicidarsi pur di abbandonare 1Q84, dopo aver ucciso il leader della setta, nella convinzione di poter in questo modo salvare l'amato Tengo dalla persecuzione del Sakigake.
Nello stesso istante Tengo osservava apparire una crisalide d'aria al centro della quale si trovava la piccola Aomame bambina.

Cosa combini Murakami? – recensione del libro 3

Il precedente libro aveva lasciato molti punti irrisolti, fra cui cosa fossero realmente i Little People e quali fossero i loro obiettivi o la loro funzione narrativa in 1Q84.
Inoltre, era abbastanza chiaro che il passaggio di Aomame e Tengo in 1Q84, il mondo con due lune, doveva avere un preciso significato, qualcosa legato ad una sorta di missione da compiere.
Altro punto non chiaro era la funzione della scrittura di Tengo nell'influenzare la realtà del mondo con due lune: Tengo infatti descrive alla perfezione le cose che poi appariranno davvero nella realtà, colmando le lacune lasciate da Fukaeri nel manoscritto originale, quindi l'uomo ha in sé il potere di determinare cambiamenti attraverso la scrittura.
Mi duole dirvi che tutto quanto riguarda i Little People rimane totalmente avvolto nella nebbia anche nel libro 3.
In questa storia i Little People sono piccoli omini con altezza compresa fra i 5 centimetri ed un metro, che possono mutare altezza a piacimento, del tutto simili agli esseri umani, ma in formato ridotto. Sappiamo che sei di loro possono costruire una crisalide d'aria, mentre un settimo si occupa della musica (sarà la sinfonietta di Janáček? Forse): sono insomma una specie di sette nani in chiave inquietante.
 Il loro nome, così come il titolo del libro, è un omaggio al “1984” di George Orwell e al suo “Big Brother”, ma a parte la citazione, fra il Grande Fratello di Orwell ed i Little People non c'è praticamente nulla in comune.
Il Grande Fratello era l'espressione del potere autoritario e della totale mancanza del pensiero individuale e del diritto di espressione sotto i regimi, i Little People sono invece solo una generica rappresentazione di un male quasi fiabesco, sebbene si tratti di una fiaba tinta di nero. I Little People, come piccoli folletti, sono in grado di creare dal nulla una specie di “crisalide d'aria”, un bozzolo all'interno del quale fanno vivere una creatura detta “daughter”, clone di una vivente “mother”, che funge da ancella che comunica i loro messaggi al leader del Sakigake. Che messaggi? Ecco, in oltre mille pagine, Murakami si è scordato di dircelo, sappiamo solo che i Little People sono arrabbiati con Fukaeri per aver scritto “La crisalide d'aria”: questo impedisce loro di mandare ulteriori messaggi.
Un'altra capacità dei Little People, un po' come il grande fratello, è quella di sapere tutto quel che accade: l'impressione è che essi “leggano” lo stesso libro che leggiamo noi e perciò sappiano quel che i personaggi dicono o pensano.
Mentre nei primi due libri le voci narranti erano due, in questo terzo volume si unisce un nuovo narratore, che imprime una nuova impronta al libro: la figura, quasi secondaria, del detective Ushikawa interrompe il duetto fra Aomame e Tengo, per introdurre un nuovo tema letterario, quello da giallo hard-boiled.
Il libro si apre così “a freddo”, rispetto al climax finale del secondo volume, con il punto di vista assai pragmatico di Ushikawa, il cui personaggio, in maniera del tutto inaspettata, viene sviluppato in maniera assai approfondita, rivelando di avere avuto una infanzia segnata da solitudine e infelicità, proprio come Tengo e Aomame.
Ushikawa fa il punto della situazione e ricorda al lettore tutto quello che era accaduto precedentemente (e che ad un anno di distanza probabilmente può essere stato dimenticato).
Purtroppo, già in passato Murakami aveva più volte riassunto la storia lungo i due volumi precedenti: quando tutti e tre i libri saranno pubblicati in un tomo unico, il lettore avrà forse l'impressione di dove imparare 1Q84 a memoria, vedendo riproposte più e più volte le stesse scene.
Come anche i precedenti volumi, anche il libro 3 è colmo di citazioni musicali, di film e libri, ma la più riconoscibile, fra quelle non esplicite, è certamente quella iniziale di Jane Eyre, in una scena in cui Aomame decide di non porre fine alla propria vita, dopo aver sentito echeggiare una voce che ripete il suo nome, un monito a tenere duro: proprio come accade alla Jane di Charlotte Brönte, che sente la voce dell'amato Rochester, mentre questo è lontano.
All contrario dei libri precedenti, le citazioni di marche a scopo pubblicitario sono, nel libro 3, pochissime, quasi del tutto assenti.
In questo volume, Murakami svela finalmente le sue carte e dopo apparizioni mistiche, omicidi, pedinamenti, sogni, visioni profetiche e quant'altro, veniamo al succo di tutto il volume, scoprendo che se Aomame e Tengo sono in 1Q84 non è per salvare il mondo dai Little People, né per combattere il male, scoprire il senso dell'umana esistenza o finire, come nel 1984 di Orwell, per divenire parte del corrotto sistema imposto dall'autorità, ma solo per ritrovarsi l'un l'altra, unire i loro cuori e diventare finalmente una coppia.
In effetti, non poteva che accadere così: l'indice di compatibilità fra Aomame e Tengo è così elevato e la loro fertilità così alta, che perfino se Tengo ha rapporti sessuali con un'altra (cioè praticamente con quasi tutte le donne che incontra) e Aomame invece rimane casta come una suora, la sua anima gemella rimane comunque incinta. Il tutto grazie ad una mistica tempesta, in cui fra lampi e pioggia, lo sperma di Tengo viene trasportato là dove il suo cuore vorrebbe che finisse: un sistema indubbiamente molto comodo (anche se immagino che nel mondo di 1Q84, alla prima goccia di pioggia la gente tenda a non uscire troppo di casa).
La fine di questo libro prevede infatti una inaspettata svolta mistica: Aomame ritrova non solo l'amore, cioè Tengo, ma anche la fede in Dio, una cosa che per una donna che diviene madre grazie ad una specie di immacolata concezione, deve essere sicuramente un requisito essenziale.
Alla fine, 1Q84 sembra essere solo una specie di lunghissima e complicata fiaba, dove i Little People rappresentano i cattivi dominatori di un mondo magico, in cui Aomame e Tengo devono compiere una sola vera missione: amarsi e procreare.
Il messaggio di Murakami sembra essere: "questo mondo non ti dà l'amore? E' perché non sei nel mondo giusto! Cambia universo, affronta i pericoli e porta a caso il consorte!".
In pratica ogni singolo mondo non sembra suscettibile di vero cambiamento, né i personaggi in esso presenti sono interessati a modificare alcunchè.
Come dei Renzo e Lucia moderni, ad unire Aomame e Tengo è una specie di Divina Provvidenza inter-universale, che li guida uno nelle braccia dell'altra.
La spiegazione  dei rapporti Mother-Daughter, o  Receiver-Perceveir (che unisce Fukaeri e Tengo), la parte cioè “fantascientifica” di questo volume, legata ai Little People, è stata totalmente tralasciata nel suo sviluppo a favore di un più popolare happy-ending amoroso, forse più facile da comprendere per il pubblico e indubbiamente meno complicata da elaborare per lo scrittore.

La sensazione è che Murakami, uno scrittore dalle indubbie capacità evocative, abbia creato una serie di suggestive immagini oniriche, dietro cui però non si cela alcun simbolismo: oggetti narrativi belli, ma sotto la cui superficie non c'è nulla. L'autore ha forse mancato  l'occasione di dare maggiore spessore a questo volume, svuotando di significato una trama tanto complicata, sviluppata su un così alto numero di pagine e con così tanti personaggi, per ripiegare su una soluzione piuttosto sentimentale e “pop”.
Un finale, insomma, davvero troppo “easy” e fiabesco, dopo tutta la fatica di oltre mille pagine di lettura.
Ma...c'è un ma: cosa ci riserverà il futuro? E' possibile che ci sia un quarto libro? Alla fine troveremo un modo di sapere qualcosa di più sui Little People e dar loro finalmente un senso?

1Q85?

Indubbiamente Murakami ha lasciato alcune porte aperte per lo sviluppo di un quarto libro di questa serie. AVVISO: ci sono SPOILER. Eccone alcune:

  • Aomame e Tengo fuggono da 1Q84, ma sbarcano in un mondo che forse è leggermente differente sia dal quello con due lune che da quello da cui provengono originariamente; infatti la tigre dell'insegna Esso vicina all'autostrada che permette loro di fuggire, mostra il profilo sinistro e non quello destro, come accadeva invece nel primo libro.
  • Mentre Aomame e Tengo fuggono, i Little People, che sono rimasti in 1Q84, realizzano una crisalide d'aria attorno al cadavere di Ishikawa. A cosa serve e dove li porterà? Forse da Aomame e Tengo?
  • Tengo porta con sé il suo romanzo, quando fugge da 1Q84. Sappiamo che quello che Tengo scrive diviene reale, accadrà di nuovo?


Se ci sarà un seguito lo sapremo solo in futuro, per il momento non ci sono indiscrezioni affidabili a riguardo. In alternativa, potreste sempre spostarvi in un mondo con due lune e quattro libri di 1Q84, ma attenzione... a vostro rischio e pericolo!

 
 
 
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- e nemmeno quello che non penso!
- perchè se il "Giornale del Grande Fratello" èuna testata giornalistica, va a finire che io sarei la CNN! (questa l'ho quasi copiata da un altro blogger!).
Se volete leggere altre definizioni simili e più divertenti (magari vi torna comodo) potete trovarle QUI

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