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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

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Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Pesca al salmone nello Yemen - Paul Torday

Post n°1109 pubblicato il 29 Luglio 2013 da bluewillow
 

Titolo: Pesca al salmone nello Yemen Titolo originale: Fishing Salmon in the Yemen Autore: Paul Torday Traduzione: Annamaria Raffo Casa editrice: LIT pag: 253

pesca al salmone nello yemenUn ricco sceicco yemenita, Muhammad ibn Zaid bani Tihama, decide che non c'è modo migliore di provare al mondo che la fede può autentici miracoli che quello di introdurre la pesca al salmone nello Yemen. I salmoni infatti vivono solo in climi freddi, mentre lo Yemen è uno stato asiatico, che si trova appena sotto l'Arabia Saudita, dal clima così torrido che per la gran parte dell'anno i suoi corsi d'acqua sono in secca, sono cioè degli “uadi”, che si riempiono solo durante le piogge monsoniche. Per realizzare il suo piano lo sceicco si rivolgerà per una consulenza all'ente britannico per la pesca e finirà per sconvolgere la vita di un tranquillo idrobiologo, Alfred Jones, inizialmente totalmente contrario alla stramba impresa, perché non appena Peter Maxwell, capoufficio stampa del primo ministro inglese, si accorgerà di poter mettere le mani su una notizia proveniente dal Medio Oriente che non sia a base di bombe e attentati e in grado di dare lustro al governo, il povero Jones verrà praticamente costretto a lavorare al progetto “Salmone nello Yemen”. Con la collaborazione della giovane Harriet Chetwode-Talbot, che cura gli affari dello sceicco, Alfred sarà costretto a prendere sul serio un sogno giudicato folle, ma alla fine l'ottimismo dello sceicco finirà per contagiarlo, donandogli quel pizzico di fede che gli manca.

posizione geografica dello Yemen“Pesca al salmone nello Yemen” è un libro in cui scorre, fra un salmone e l'altro, una vena di sottile, ma intenso umorismo, che sembra inizialmente una piccola fiaba utopistica, ma non lo è, ed una commedia romantica, ma in verità non è nemmeno questo, perché in entrambi i casi c'è un retrogusto amaro dopo molta dolcezza.
Paul Torday ci trascina con l'entusiasmo dello sceicco Muhammad ibn Zaid, convinto che sia possibile una vera pace fra Oriente e Occidente e che non ci sia modo migliore di provarlo che mettere qualcuno sulla riva di uno uadi in piena a pescare un pesce impossibile per un clima desertico, perché nel momento in cui gli uomini pescano si annullano fra loro tutte le differenze sociali o di religione e sono autenticamente fratelli.
Ma il mondo non è fatto per i sognatori e l'impresa dello sceicco mette in moto una serie di manovre sia in Oriente che in Occidente: alcuni gruppi terroristici vogliono infatti fermare il “Progetto Salmone nello Yemen” perché troppo collaborazionista con il Regno Unito, mentre viceversa sul suolo britannico lo staff del primo ministro vuole farlo passare come un successo di politica estera.
Attraverso vari punti di vista e una serie di forme narrative diverse, dalle e-mail, al diario, all'intervista, agli articoli giornalistici, fino all'interrogazione parlamentare e all'interrogatorio, Paul Torday costruisce una storia in cui vediamo in contemporanea la facciata lustra delle cose e l'insieme di macchinazioni che vi si nascondono dietro, il tutto condito con molta cinica ironia e una beffarda presa in giro dei costumi nazionali britannici.
Gli inglesi infatti preferirebbero sacrificare i propri figli che consegnare a degli stranieri i loro preziosi salmoni, che solo una canna da pesca munita di legittima licenza può portare via dai loro fiumi.
Oltre ai non pochi problemi professionali, Alfred Jones, che verrà praticamente costretto a mettersi a capo del progetto, dovrà affrontare quelli matrimoniali, prendendo sempre più coscienza di quanto  si sia allontanato dalla moglie Mary, costantemente assente dalla sua vita, mentre sentirà sempre più vicina Harriet, la quale però ha il cuore in pena per il fidanzato Robert mandato in missione militare all'estero.
Divertente, ma anche un po' triste allo stesso tempo, “Pesca al salmone nello Yemen” è un originalissimo romanzo sul potere sconvolgente del sognare in grande, ma anche su come ogni sogno debba sempre confrontarsi con la realtà: una utopia a metà in cui il personaggio più riuscito è sicuramente quello dello sceicco, saggio e folle, pronto a spendere fiumi di soldi e a rischiare la vita per il piacere di dimostrare che alcuni gesti possono cambiare i rapporti fra le persone.
Del resto un po' sognatore Paul Torday deve esserlo per forza, visto che "Pesca al salmone nello Yemen" è il suo primo romanzo, pubblicato in U.K. nel 2006, quando lo scrittore (classe 1946) aveva già 61 anni, un'età di solito non riservata ai debutti, ma che gli ha garantito comunque il successo, un premio prestigioso e addirittura un film "Il pescatore di sogni" tratto dal suo libro nel 2012.
Anche se nel libro non tutto andrà come previsto, anche se manipolatori, assassini e politici si metteranno di mezzo, un pizzico della fede dello sceicco si stacca lo stesso dalle pagine e permette al lettore, come ad Alfred Jones, di passare dal pensiero “è impossibile, è folle, è ridicolo” al “ma perché no, in fondo!” e di immaginare per un attimo lucenti salmoni argentati scivolare sulle acque circondate dal deserto.

 
 
 
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