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Come diventare registi cinematografici

Post n°31 pubblicato il 18 Luglio 2017 da enricomainero
 

Un pò come i poeti, in Italia non mancano mai persone che vorrebbero raccontare la realtà o il mondo che li circonda attraverso una macchina da presa. Tanti sono infatti coloro che vorrebbero diventare un regista cinematografico e dirigere magari anche attori e attrici. Se al giorno d'oggi è semplice iniziare a realizzare piccoli filmati amatoriali, grazie ai tanti programmi disponibili sul web, come può essere Movavi Video Suite ad esempio, ben più complesso poi è intraprendere la vera e propria carriera di regista.  

Se per alcuni è essenziale avere una buona base teorica e quindi di studi per poter svolgere questo mestiere, per altri invece serve solo tanta passione, pazienza e naturalmente talento. Non esiste infatti un percorso prestabilito che assicuri il successo nel mondo complesso e difficile dell'industria cinematografica. Andiamo tuttavia a vedere quali sono i passi necessari o semplicemente consigliati per iniziare questo percorso che, magari un giorno, potrebbe portare a conquistare la fama ed un'ambita statuetta di nome Oscar.  

Elemento fondamentale di base è naturalmente la passione per il cinema, i film e tanta voglia di raccontare la realtà che ci circonda. Se si posseggono questi, allora si può iniziare ad effettuare dei piccoli filmati amatoriali, attraverso una delle tante moderne telecamere che si possono acquistare dappertutto. All'inizio, importante non è la qualità del filmato ma ciò che si vuole esprimere con questo. Tutto ciò è fondamentale anche per poter acquisire esperienza tecnica ed espressiva, come il montare, tagliare, musicare il proprio filmato, utilissimo nel prosieguo di questo percorso.

Coloro che vogliono avere una buona base teorica e seguire degli studi specifici possono, dopo le scuole superiori, entrare in qualche istituto, accademia o facoltà universitaria. In Italia, infatti, sono a disposizione diversi Dams (Discipline di Arti, Musica e Spettacolo), facoltà istituite in varie università italiane, che forniscono una buona preparazione accademica in diversi ambiti artistici. Esistono anche, naturalmente, altri percorsi specifici in alcuni atenei, inseriti all'interno della facoltà di scienze della comunicazione.  

Se non si vuole frequentare un'università, un aspirante regista può anche cercare di entrare nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma o nella Civica Scuola di Cinema di Milano. Qui si potrà sia studiare che fare esperienza diretta, attraverso la creazione di proprie piccole opere. Un elemento importante è che, in queste realtà, è possibile conoscere persone già affermate nel settore, che non solo possono fornire utili consigli, ma possono anche offrire opportunità di lavoro ai più dotati, capaci e meritevoli.

Terminati gli studi, per coloro che li avessero intrapresi, o creato il proprio filmato, inizia la fase più difficile del farsi conoscere ed apprezzare. Lo si può fare attraverso la frequentazione di ambienti cinematografici, effettuare esperienza di stage o piccole collaborazioni, magari partendo appunto da una semplice collaborazione alla regia.

Tutto ciò permetterà di accumulare competenze, conoscere sempre nuove persone importanti per il proprio lavoro e racimolare un pò di denaro per futuri progetti artistici. Da non dimenticare, poi, sono le partecipazioni a piccoli festival cinematografici, appunto per cominciare a crearsi un nome e farsi apprezzare da addetti ai lavori e dal pubblico.

 

 
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Valle d'Itria, gli edifici religiosi da non perdere

Post n°30 pubblicato il 17 Luglio 2017 da enricomainero
 
Foto di enricomainero

La provincia di Brindisi ed in particolare la valle d'Itria rappresentano tra le zone turisticamente più interessanti dell'intera Puglia. Se tanti sono i locali tipici dove mangiare a Cisternino, Ostuni e dintorni, come può essere la rinomata Osteria Sant'Anna, e dove quindi assaporare la gastronomia pugliese, molte sono anche le bellezze architettoniche civili e religiose da visitare per ammirare il variegato patrimonio artistico di queste zone. In particolare, le strutture religiose offrono ai visitatori uno sguardo sul magnifico passato storico dell'intera valle d'Itria.

 

Andiamo a conoscere quindi più da vicino gli edifici religiosi che i turisti non devono assolutamente perdere durante un tour tra le magnifiche cittadine di questa valle in provincia di Brindisi.

 

Si erge a Fasano la chiesa di S.Giovanni Battista, risalente al XIV° secolo ma costruita sui resti di un vecchio edificio religioso ancora più antico. Dedicata al santo patrono della cittadina, lo stile architettonico generale è tipico tardo rinascimentale, mentre il campanile, edificato nella seconda parte del XVIII° secolo, è invece barocco. Al suo interno è possibile ammirare vari affreschi e opere pittoriche risalenti al XIX° secolo.

 

Si trova invece ad Ostuni ed è dedicata a S.Maria dell'Assunzione la concattedrale cittadina. Questa struttura è stata iniziata nei primi decenni del XIV° secolo, tuttavia venne completata soltanto verso la fine di quel secolo. Le forme architettoniche esterne si rifanno allo stile gotico, mentre gli interni sono stati riedificati nel XVIII° secolo ed evidenziano chiaramente degli influssi del barocco. Nei suoi archivi sono conservate antiche pergamene risalenti al XII° secolo.

 

Si può visitare invece nella splendida cornice di Ceglie Messapica la Collegiata Santissima Maria Assunta. Questo edificio religioso è stato ristrutturato totalmente negli ultimi decenni del XVIII° secolo, tuttavia ha origine assai più antica, all'incirca intorno al XVI°. Lo stile di costruzione esterno è Neoclassico, mentre all'interno si evidenzia quello Barocco. Vi si ospitano diverse opere d'arte e tele, tra cui alcune risalenti agli ultimi anni del XVIII° secolo.

 

E' stata realizzata invece nel XIV° ed è situata a Cisternino invece la chiesa di S.Nicola.  Questo edificio tuttavia è stato costruito sui resti di una chiesa ben più antica, addirittura paleocristiana, risalente ai monaci basiliani. All'interno è possibile ammirare, tra le altre cose, anche due creazioni in pietra viva databili al XVI° secolo. Non molto distante dalla cittadina inoltre sorge il santuario della Madonna d'Ibernia, situato in un'area di notevole valore storico-archeologico.

 

Si può ammirare invece a Martina Franca la basilica di S.Martino, i cui lavori si sono avviati nella seconda parte del XVIII° secolo su una precedente struttura religiosa risalente al XIV°. Lo stile architettonico riprende il tipico barocco pugliese. Al suo interno è possibile ammirare diverse opere d'arte e delle reliquie sia di Santa Comasia che di Santa Martina, compatrona della cittadina pugliese.      

 

       

 
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Cremazione, un rito vecchio millenni

Post n°29 pubblicato il 10 Maggio 2017 da enricomainero
 
Foto di enricomainero

Negli ultimi anni sono diverse le persone che stanno effettuando la pratica della cremazione per i loro defunti. Questa consiste nel bruciare la salma di un caro in un forno apposito e, in seguito ed attraverso ulteriori fasi, di riporne e conservarne le ceneri all'interno di un'urna oppure di spargerle in luoghi particolarmente importanti per la famiglia oppure per il deceduto. Il cremare i defunti, tuttavia, non è un rito recente, bensì ha antichissime origini, che risalgono a millenni fa, ma che ha visto, almeno in  Occidente, un lunghissimo periodo di oblio. Se infatti la cremazione a Roma o ovunque in Italia adesso è permessa sia pur con alcune limitazioni, nei secoli passati invece era totalmente vietata o, in molti casi, addirittura considerata sacrilega.


Se tale pratica aveva già cominciato a diffondersi nel resto del mondo e soprattutto in Asia diverso tempo prima, in Europa essa apparve solo intorno al 2000 a.C. e cominciò ad avere una certa importanza nelle civiltà più "progredite", come quella dell'antica Grecia, verso il 1200-1000 a.C. Se ne ha un celebre riscontro nell'Iliade di Omero, quando si racconta della cremazione dello sfortunato Patroclo, rimasto vittima della spada del troiano Ettore.


Il passaggio di questa pratica dalla Grecia antica a Roma fu facile. Qui si diffuse rapidamente e vi si radicò in maniera considerevole. Tuttavia, con l'avvento del Cristianesimo e la sua accettazione all'interno dell'impero romano, la cremazione cominciò ad essere considerata negativamente, sia perchè reputata di derivazione pagana e sia perchè poteva "interferire" con la resurrezione di un corpo. Successivamente alla diffusione del Cristianesimo in Europa, questa pratica entrò in un periodo di lunghissimo oblio.

Nel corso dei secoli le alte gerarchie della Chiesa osteggiarono questo rito e coloro che lo effettuavano, fino ad arrivare anche alla scomunica. A parte rare eccezioni, dovute alle epidemie di peste che afflissero il continente europeo e l'Italia ed alla necessità di bruciare i corpi, si dovette attendere il XIX° secolo perché vi fosse una timida riscoperta di questa pratica. Se a Milano venne costruito il primo forno crematorio moderno, nel corso del secolo questi si diffusero nel resto dell'Europa.


Dopo la triste esperienza della 2a guerra mondiale e della morte degli Ebrei, si dovette attendere il 1963 ed il Concilio Vaticano II° perchè avvenisse un'apertura della chiesa cattolica a questa pratica. Lo Stato italiano solo alcuni decenni dopo ha riconosciuto il diritto alla cremazione di ciascuno cittadino e ne ha regolamentato l'attuazione, attraverso una serie di atti legislativi. Attualmente, la cremazione è un tipo di rito sempre più praticato, sia perchè evita il problema della ricerca di spazi cimiteriali, sempre più esigui, soprattutto nelle grandi città, e sia perchè, come detto, permette ai parenti del defunto di spargerne le ceneri in posti a loro cari o di trattenerle in casa in un'urna cineraria.    

 
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Manicure per mani perfette e curate

Post n°28 pubblicato il 24 Aprile 2017 da enricomainero
 
Foto di enricomainero

Trucco, acconciature, tacchi alti e vestiti trendy, ma alle mani non ci pensiamo? La cura del proprio corpo, infatti, passa anche dalle mani che sono una parte del nostro corpo sempre in vista e mostrata. Usiamo le mani per stringere la mano al momento della conoscenza, le usiamo per fare una carezza, per appoggiarla sulla spalla di qualcuno, per coprire uno sbadiglio o una risata, per sportare quel ciuffo che copre il viso. Ebbene le mani sono sempre in bella vista e vanno curate assieme a tutto il resto del corpo. Per partire dalla base ci vuole tanta crema idratante per renderle morbide e setose. Step numero due, evitare di mordersi unghia e pellicine rischiando di sembrare trasandata. Il passo successivo è la manicure che può essere base, artistica o addirittura fluo da sfoggiare nei parti più esclusive targati www.romaexclusiveparty.com

La manicure semplice

Per una manicure semplice e veloce bisogna per prima cosa togliere le cuticole in eccesso, poi limare le unghia della lunghezza e della forma che desideriamo. Pulire accuratamente le unghia dai residui di queste prime due fasi e poi iniziare a mettere lo smalto. Prima ne va messo no trasparente base rinforzante, poi si passa a quello del colore preferito, infine una volta asciugato si passa alla stesura dello strato top coat. La manicure base per chi ha manualità e dimestichezza può essere anche fai da te oppure viene proposta da tutte le estetiste che coccoleranno le vostre mani dall’inizio alla fine.

Per un risultato più duraturo

E’ vero, molte volte ci siamo lamentate dello smalto sbeccato nonostante l’avessimo messo da poco, o la sbavatura dello smalto non perfettamente asciugato. Allora, per un effetto preciso e duraturo nel tempo allora la manicure può essere completata con lo smalto semipermanente. L’applicazione dello smalto semipermanente costa un po’ di più dell’applicazione dello smalto normale, ma per qualche euro in più possiamo vantare una manicure impeccabile fino a quattro settimane.

Unghie d’artista

Risultato duraturo e con una marcia in più è la ricostruzione in gel che permette di allungare a piacimento le unghie o semplicemente rinforzare le nostre. Con la ricostruzione in gel la manicure sarà certamente impeccabile, le unghia saranno più resistenti mostrando un colore brillante a lungo. Chi ama questo genere di manicure non rinuncia a decorare le unghia con disegni, brillantini, piercing e disegni per rendere ogni volta sempre più originali.


 
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Primavera 2017: i migliori colori gel per le unghie

Post n°27 pubblicato il 31 Marzo 2017 da enricomainero
 
Foto di enricomainero

Per la Primavera 2017, i migliori colori gel per le unghie sono tutti da scoprire, con tonalità glamour che detteranno la moda fino all’estate e forse oltre. Non ci sono dubbi sul fatto che le mani siano per ogni donna un importante biglietto da visita, soprattutto se siamo ospiti di qualche evento particolare. Tutte le donne prima di un matrimonio, un battesimo o una comunione a Roma prestano cura all’aspetto delle proprie unghie, scegliendo con cura colore e perché no, tenendo in considerazione le mode del momento.

Unghie gel che passione!

Con l’arrivo della stagione calda le nuance sfruttabili sono davvero numerose, ideali per sfoggiare mani a posto, a prova di baciamano! In particolar modo negli ultimi anni hanno avuto grande diffusione l’uso delle unghie gel che consentono di avere in breve tempo e per diverso tempo mani impeccabili che non si rovinano, come si suol dire, lavando semplicemente i piatti.


Certamente le unghie gel sono molto comode, ma questo non vuol dire che si possano fare ovunque: è sempre opportuno farle presso un centro specializzato o in un salone di vostra fiducia. Come per ogni tipo di trattamento estetico, è importante non abusarne perché con il tempo potrebbe indebolire le unghie.

Ecco i colori per la Primavera 2017

I colori delle unghie gel per la primavera 2017 non possono rinunciare ad uno stile raffinato ed elegante, in una parola intramontabile. Parliamo delle unghie, possibilmente corte, colorate con nuance nude. È indubbio che stiano bene con qualsiasi tipo di stile, perfette in ogni occasione.


Ma andiamo oltre, perché certamente non mancheranno colori pastello quali l’azzurro, il rosa e il pesca, all’insegna del romanticismo e della femminilità. Se volete osare, allora il blu intenso è la scelta giusta. Ideale per chi è alla ricerca di un look dark, questo colore è uno dei più gettonati.


Non lasciatevi sfuggire le nuance metallizzate, come l’argento effetto specchio, che sarà un trend molto seguito e che abbiamo già avuto modo di apprezzare in passerella.


I classici non passano mai di moda: nero, bianco e rosso non devono mai mancare tra le nostre scorte. Se amate la french manicure state tranquille perché non è ancora passata di moda, così come non lo sono i motivi considerati più glamour di questa stagione: pois, motivi geometrici e fiori.

 

Non avete che da scegliere il vostro colore preferito tra le tante soluzioni proposte per la Primavera 2017.

 
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