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INTERMITTENZAChe bella giornata di sole! Non c'è ancora nessuno!Un cigno sta giocando con un pezzo di pane bagnato, è tutto arruffato. Come lo sono io.Quando mi hai strapazzato tutta. Sopra una macchina, guardando l’aria del pomeriggio, giocando sotto la gonna in piedi, nel paesaggio deserto. Il tuo sesso, delizia di fuoco. Penso. E' un adolescente, un etereo adolescente e per di più napoletano con l'esperienza dello scugnizzo, che ha sofferto fame e abbandono precoce. Precoci le sue esperienze sessuali, promiscue e alternate a lunghe astinenze. Incontrarti è stata una divertente coincidenza.Ti avevano descritto come un tipo calmo, che suonava la chitarra e invece..Quando mi scopi lo fai alla Jimi Hendrix, mi fai tremare come se infondessi elettricità in fondo alle viscere e io, vergine da iniziare, subisco i tuoi colpi; hai un culto per le iniziazioni. La prima volta che ho scopato con te mi hai messo in una posizione aerea che non capivo più niente, ma ho goduto da morire, e ad un certo punto mi hai anche detto..".. non sarai mica una di quelle donne che amano essere insultate mentre.." E io con la gola stretta dal piacere dicevo un debole no..no. no.. mentre creavi sesso da una danza un po' feroce, mista a timidezza e a rabbia. Due cose che messe insieme sono esplosive...l'esitazione e la forza improvvisa. Tutta la notte fino a un'alba grigio-rosa. Cieca ero, nell'oblio del piacere che quando si colmava era estasi fisica fino all'estremo. Orgasmi che perduravano disfando le ore, perturbandole con i suoi occhi lucidi. Dicevo non voglio più sesso dopo di questo.E' il massimo che si può chiedere. Passeggiando per la città avvinghiati, tu con il tuo braccio incollato alla mia schiena, come un boa carnoso e cosmico. Io senza memoria, solo corpo che si muoveva. Paradisi atemporali. Nella tua stanza a S. Lorenzo un caos di vestiti, libri, valigie, per terra ovunque sigarette, tabacco cartacce, polvere e un magnifico letto con le lenzuola vecchie semi pulite, lavate e rilavate da macchie di amplessi e masturbazioni; nella penombra dell'attesa di una donna o un uomo da sdraiare. Letto-altare posto sotto la finestra, con sullo sfondo il grande cimitero e i suoi cipressi per ricordare quel legame esplosivo fra amore e morte. Cui credo malamente. Poi una sera, arriva l'amico educato, il sassofonista e nasce un duetto: col sax e la tua chitarra elettrica suonata in piedi sul letto.Il leggìo vicino alle gambe. La custodia era piena di spartiti e musiche scritte da te fra una frittata e una birra nella cucina oblunga e sporca. Un concerto notturno, a luci spente io sdraiata ad ascoltare, dentro qualcosa stava morendo, ma nella notte, un sax e una chitarra si parlavano selvaggiamente da mondi lontani. Litigavi con tutti, anche con me, per qualsiasi pretesto, paranoia, non perdonavi e la rabbia usciva come schiuma dal barattolo agitato. Quando eri sereno il tuo desiderio era in uno strato a parte, sbocciava con un sorriso, e uno sguardo obliquo, appena velato dalla ragione, frutto intatto di un'intimità col proprio corpo e di lunghe solitudini, che colmavi di note musicali nella testa e nei tuoi testicoli. Ora sali furtivo sul pentagramma, aspetti che una preda si avvicini, poi gentilmente gli dai il tempo con voce rauca, le scoperchi i nervi e poi ti chiedi alla fine di tutto che senso hanno, queste bestie sfinite vicino a te. Mi pare che Il tuo cannone urlante o fungo spermoide conosca solo la ragione delle sue eiaculazioni; o le corde di chitarra nervosamente pizzicate - in un disprezzo aristocratico di ciò che è attorno, a intermittenza con dita belle, polsi e caviglie da “Caravaggio”, pessimismo e piacere: nessuna coscienza. Non scorderò i tuoi capelli neri, i jeans attillati e strappati nelle gambe magre, le nostre mattine d’estate, a un angolo di casa, il tram che curvava davanti ad un fornaio chiuso e nessun passante. Era amore. Ora lo so. Intermittenti balzano via i ricordi, resta la traccia, fiamma radicata in un spazio di tempo, inestinguibile, imperfetto, come la memoria… |
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